Barça-Alba e la solitudine dei numeri primi

Luca Castellano

Una squadra sul pino ad oggi. Barça-Alba mette in mostra qualcosa che è ancora di più dominante di qualsiasi altra squadra presente in Europa. Ecco perchè nell’analisi della sfida del Palau Blaugrana.

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Una squadra sul pino. Prima loro e poi tutti gli altri. Barça-Alba, partita che nel Round 31 di Turkish Airlines Euroleague non contava granché a favor di classifica, certifica come se ce ne fosse ulteriore bisogno, che i primi in solitaria quella corazzata guidata da Jasi sia alquanto imbattibile.

Al Palau Blaugrana, il Barcellona soffre qualcosina di troppo al cospetto di un’Alba, divertente, pazza e coraggiosa che tiene testa come può per tre quarti, per poi doversi arrendere allo star power infinito a disposizione dei catalani in questa stagione.

In terra catalana infatti, finisce sul punteggio di 80-67, che come di consueto andiamo ad analizzare con la consueta analisi in 5 punti targata Eurodevotion.

Barça-Alba: l’interruttore basta accenderlo nell’ultimo quarto

La partita è stranamente vibrante per 29 minuti, il finale cambia tutte le prospettive di una partita tutto sommato divertente ed equilibrata. Barça-Alba vive il suo momento decisivo proprio nell’ultima mini-pausa antecedente l’ultimo parziale di gioco. Il Barça “schiaccia” il pulsante play-off nei dieci minuti conclusivi e allarga il gap con la compagine guidata da coach Aito Garcia. Prima un terrificante 9-0, poi il costante allungo con il canestro che per l’Alba pian piano si restringeva con il passare dei minuti. Anche quando “no matters” il Barça insegna come gestire le partite.

Alba Berlino: la squadra più divertente della Turkish Airlines Euroleague

Se da una parte dei vincitori si potrebbero fare prose impressionanti, un piccolo elogio va mostrato anche nei confronti dei vinti della sfida. L’Alba gioca un basket alla portata delle squadre giovanili e traslato con alcuni giovani e con alcuni giocatori di ottimo livello di Eurolega, possiamo dire che il lavoro è davvero egregio. Non ci sarà il budget come quelle dei “piani alti” ma il basket messo in mostra sia in attacco sia in difesa deve essere mostrato ancor di più alla portata di tutti.

Barça: il successo nei numeri di rimbalzi e rapporto assist/palle perse

Oltre all’elogio a vincitori e vinti e quel parziale da 18-9 nell’ultimo quarto di gioco, il Barça ha dimostrato di saper vincere questa partita anche andando ad un ritmo meno aggressivo rispetto al 4° parziale di gioco. Il dominio a rimbalzo (39 palloni presi dalla lotta sotto le plance) ha dato energia nei possessi che si sono alternati in giocate efficienti e giocate un po’ più ingenue. 26 assist in confronto a 16 palloni persi è un rapporto decisamente migliorabile, ma ieri sera contro l’Alba è bastato. Probabilmente tra un po’ potrebbe essere una tassa da pagare.

10,100.1000 Mirotic: ancora lui l’MVP anche in questo Barça-Alba

Non è bastato quello visto a MIlano lo scorso venerdì. Probabilmente non ci basta quello che ha messo in mostra in tutta la regular season, ma una cosa è certa: anche Barça-Alba è terra del conquistatore di Catalogna. Nikola Mirotic in questa competizione è 4 volte superiore per fattore balistico, quoziente cestistico e capacità di dare leadership alla squadra su diversi sistemi di gioco, un po’come Tim Duncan nel gioco in post storico dei San Antonio Spurs di coach Popovich. Altra serata immaginifica per il fuoriclasse del Barça che fa registrare una prestazione da 26 punti, 7 rimbalzi, 3 palle rubate e 28 di valutazione che lo nominano ancora una volta MVP della sfida. Come all’andata e non solo…

Barça: loro poi gli altri. Lo si vede ad occhio nudo

Abrines lo aveva detto ad Eurodevotion nella giornata di ieri: giocare con Calathes e Mirotic e avere una guida come quella di Jasi fa venire una fame abbacinante verso il successo. Il Barça visto fino a questo punto della stagione è impressionante, dominante, crescente in ogni match, intenso, famelico verso ogni tipo di traguardo, tecnico (canestro con fallo subito di Davies sul 51-49 imbarazzante per bellezza) e decisamente una spanna sopra gli altri. Si l’Efes è una bella macchina, ma contro una difesa super organizzata ancora per il momento potrebbe soffirire. Chi, invece, è già pronto sono loro: il Barcelona Lassa. La solitudine dei numeri primi. Una squadra ad ora irraggiungibile.

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