Cska-Stella Rossa (R31): i russi ingabbiano Loyd e hanno vita facile

Francesco Sacco

Cska-Stella Rossa match con poca storia e deciso già nel primo quarto

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Cska-Stella Rossa sinonimo di serata relativamente tranquilla per gli uomini di Dimitris Itoudis. Ovvero aver dato continuità alla bella affermazione di settimana scorsa in casa del Real. Nonchè aumentato a dismisura le proprie chances playoff, con una qualificazione a un passo e legata ai risultati dagli altri campi, tra stasera e domani.

I padroni di casa danno l’impressione di giocare al gatto con il topo. Dando subito una dimostrazione di forza nel primo quarto, ma concedendosi anche dei cali di attenzione che tengono in vita un avversario tecnicamente limitato e un po’ troppo soft in molti passaggi della sfida.

Momenti di superficialità mai in grado di mettere realmente in dubbio la posta in palio. Cska sempre ai confini della doppia cifra di vantaggio. Certamente, ci vorrà una solidità e una continuità mentale ben diversa nelle prossime settimane, quando gli ostacoli saranno ben più alti, così come il valore dei singoli possessi.

Per il 87-72 di stasera basta e avanza così. Unica macchia l’infortunio che terrà a lungo lontano dal parquet Joel Bolomboy. In un reparto che sta soffrendo la permanente assenza di Nikola Milutinov.

Cska-Stella Rossa è tutta nei 5 punti di analisi che stiamo per offrirvi

Dejan Davidovac

Cska-Stella Rossa vede i serbi fare una fatica matta fin dalle prime battute del match. Scarsa protezione del ferro e profondità nella manovra offensiva i problemi principali. Il Cska ha gioco facile nell’attaccare il ferro, trovando spesso il gioco da tre punti. I russi sono bravi a portare il centro dei serbi lontano dal canestro, aprendo lo spazio per il mismatch del proprio 4 in post-basso e un’autostrada per linee dirette di penetrazione.

Principale colpevole un Tornike Shengelia da 7 punti, 3 rimbalzi, 2 assist e 10 di PIR. Dall’altra parte, i soliti atavici limiti nella circolazione del pallone e, di conseguenza, a livello di flusso di gioco. Dimitris Itoudis prepara la partita per togliere l’opzione Loyd. Focus condiviso praticamente da tutti gli staff tecnici di Eurolega peraltro.

Fatto sta che il funambolo ex Valencia e Toronto Raptors trova solamente un canestro in contropiede e due misere conclusioni nella prima frazione. La Stella Rossa si trova cosi nudo di fronte alla fisicità impressa dalla difesa russa. Con un Walden sterile e un Nnoko senza possibilità di giocare il suo amato pick and roll.

Senza gli 8 punti inattesi e insperati di Dejan Davidovac, frutto del suo 3/4 al tiro, il bilancio dei primi 10 minuti di gioco avrebbe riassunto dimensioni drammatiche. Per quanto il 31-19 al primo mini-intervallo sia anticipazione piuttosto chiara dei rapporti di forza sul parquet.

L’ala serba sarà il più continuo anche nel resto della partita. In quella che può essere definita, senza dubbio, la miglior prestazione della sua carriera europea. 20 punti (8/11 dal campo), 3 assist e 21 di PIR.

James vs Loyd

Era il duello più atteso fin dalla vigilia di questo Cska-Stella Rossa. Forse il crocevia principale per segnare i destini del match. Di fronte il primo marcatore della Turkish Airlines Euroleague (James, 19.6 punti di media) e il terzo, con due punti in meno ad allacciata di scarpe. A dire la verità, aspettativa resa un po’ vana, considerando che i due punti sono stati decisi da altri protagonisti.

A ogni modo, confronto diretto in cui l’asso di casa CSKA si è comunque fatto preferire. Più disciplinato rispetto alle abitudini, James parte forte nella prima frazione, quella in cui il Cska scappa prima di gestire la condizione di chiaro vantaggio. Per poi lasciare il palcoscenico ai compagni. Comunque un altro tabellino che lo vede in doppia cifra, a quota 13, con 4 assist.

Jordan Loyd è stata mancanza capitale per la sua Stella Rossa. Finito ben presto nella morsa dei raddoppi alti orchestrati dalla panchina casalinga, il numero 3 non è mai riuscito a entrare realmente nel clima-partita. Una difficoltà che è diventata condizionamento psicologico. Tanto che, anche nei momenti in cui la difesa di casa gli ha lasciato un minimo di respiro, sono arrivati errori pesanti.

Un’occasione mancata per mettersi ulteriormente in vetrina, ma che non inficerà, probabilmente, la sua condizione di pezzo pregiato sul mercato estivo. Anche perchè la partecipazione della Stella Rossa alla prossima Eurolega sembra tutt’altro che certa.

Johannes Voigtmann, Cska-Stella Rossa | Eurodevotion

Cska-Stella Rossa decisa in area

Come da previsioni, l’efficienza dentro il pitturato è stato uno degli aspetti decisivi per gli equilibri della sfida. Sufficiente osservare due dati relativi alla squadra allenata da Dejan Radonijc per intuirlo. I belgradesi, infatti, si presentavano alla Megasport Arena come la peggiore del lotto nel tiro da 2, con il 49,6% di realizzazione. Allo stesso tempo, pessimo il 57,1% concesso all’avversaria di turno. In netta controtendenza con la tradizionale difesa arcigna che siamo stati abituati a vedere in tempi recenti.

E’ proprio negli ultimi metri di campo che il Cska è andato a prendersi punti relativamente comodi, con grande pragmatismo. Laddove ha potuto sfruttare dei vantaggi fisici chiari, soprattutto con le ali. La Stella Rossa, obiettivamente, non aveva antidoti sufficientemente forti per lenire le ferite lasciate da elementi come Shengelia, Clyrburn e Voigtmann. Così come Daniel Hackett, esterno d’estrazione, ma atipico per la possibilità che ha di portare spalle a canestro una vasta gamma di giocatori.

La superiorità dei padroni di casa, in tal senso, non emerge tanto nel confronto statistico nel tiro da due in sè. Con le cifre degli ospiti inflazionate dalle pause mentali del CSKA nei 40 minuti, rispetto a quanto effettivamente prodotto per propri meriti. Piuttosto, l’ampio divario è rintracciabile dando un’occhiata al saldo relativo ai rimbalzi. Situazione in cui i russi hanno letteralmente banchettato nel primo tempo.

Specialmente sotto il canestro avversario, dove sono state catturati 13 palloni confermando uno dei pregi principali del roster moscovita.

Daniel Hackett e un conto aperto con la Stella Rossa

Il playmaker di Forlimpopoli sembra avere un’ispirazione particolare contro la Stella Rossa. Nella sfida di andata a Ottobre, nel Round 5 di questa Regular Season, arrivò il career-high per punti (29), PIR (39) e triple (6) in una prestazione straordinaria. Sfortunatamente per lui e per i suoi compagni, niente più che un losing effort di livello nella beffarda rimonta subita dal +14 del terzo quarto, prima di capitolare in overtime, nel 86-84 che sorrise al gruppo serbo.

Cska-Stella Rossa non lo ha visto di nuovo a quei livelli, ma il numero 10 è stato protagonista di un’altra prestazione più che positiva. Sebbene meno precisa dentro l’area di quanto avrebbe potuto essere, in presenza di condizioni oggettivamente favorevoli.

Come sempre prezioso a livello di pressione sul perimetro, particolarmente necessaria per rallentare i tempi di entrata nei giochi della Stella Rossa. Soprattutto, al cospetto di due realizzatori come Loyd e Walden cui basta concedere un momento di distrazione per consentirgli di entrare in ritmo.

Giudizioso nel prendersi il cuore dell’area serba per poi smistare il gioco, smarcando i compagni negli angoli spesso e volentieri. Solamente le non entusiasmanti percentuali russe dal perimetro non rendono pienamente giustizia a un’idea ineccepibile. Fatto che non sembra riguardarlo in prima persona, invece, alla luce del suo 2/3 nel tiro dai 6,75.

Tabù Mosca

Cska-Stella Rossa resta una partita proibita per i serbi. Non c’è modo di sfatare questo tabù per la squadra di Radonjic, ancora incapace di espugnare la capitale russa. 6 partite giocate in territorio “nemico” e altrettante sconfitte. Al contrario di un rendimento più che onesto a Belgrado, dove lo score recita un ben più lusinghiero 3-2 in favore dell’Armata Rossa.

Quella odierna è, dunque, la nona vittoria in 11 partite giocate in epoca recente dal Cska contro l’avversario di questa sera. Un confronto che rievoca anche dolci ricordi. Il 3-0 sui serbi, nella serie dei quarti di finale dell’Eurolega 2015-16, fu tappa che anticipò quella Final Four di Berlino che consegnò il settimo titolo in una finale epica contro il Fenerbahce.

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Francesco Sacco

Iniziato al gioco da Kobe Bryant e della Benetton Treviso di Ettore Messina da piccolino. Travolto dalla passione per l'Olimpia Milano da "grande". C'è qualcosa di più bello della Final Four di Eurolega? Forse, ma non ditemelo.
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