Barcellona, quando i numeri non dicono tutto

alberto marzagalia
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Barcellona da urlo quello visto nelle ultime settimane. Analizzando i numeri appare evidente come la forza provenga dalla difesa, ma non si tratta di statistiche eclatanti.

La squadra allenta da Sarunas Jasikevicius sta giocando un 2021 devastante per gli avversari. 24/2 il record globale così suddiviso: 10/0 in Liga, 11/2 in Eurolega e 3/0, quindi relativa argenteria, in Copa del Rey.

La recente prova del Forum ha messo un punto esclamativo sulle prestazioni blaugrana, nel momento in cui è stato azzerato completamente uno dei sistemi migliori della stagione europea, quello dell’Olimpia di Messina.

I numeri sono spesso sufficientemente esplicativi di tanti risultati, tuttavia nel caso catalano sono certamente evidenti, ma non così esplosivi come ci si attenderebbe da un tale dominio.

EUROLEGA

11/2 si diceva, con le due sconfitte maturate in circostanze ben diverse, sebbene entrambe al Palau. Il 4 febbraio passa l’Efes, in un 86-88 che dice molto sulla squadra di Ataman, vincitrice ben oltre il minimo scarto. Il 26 dello stesso mese caduta con l’Asvel, nella classica serata in cui la parola “sottogamba” dice molto. Saras in quell’occasione disse che «bisogna capire che la Copa del Rey è in bacheca e che bisogna guardare avanti. Sono sorpreso da quanto fosse tranquilla la nostra panchina, pensavo che dopo un po’ di riposo ci fosse voglia di giocare e vincere una gara di Eurolega».

In queste 13 gare, comprese quindi le due L, il Barça ha segnato 1047 punti subendone 929, con una media quindi di 80,53 a 71,46.

Dopo il successo in Copa del Rey (14 febbraio) lo stesso Coach lituano ha sottolineato più volte come ci sia stato, a suo parere, un certo abbassamento di livello.

Ed ecco che abbiamo preso in esame le gare dal 18 febbraio in poi per cercare di capire. Da allora il record è 5/1, con 464 punti segnati (77,35) e 404 subiti (67,33).

La percentuale da due concessa è 45,5%, mentre su tutta la stagione è del 47,81% (la migliore in EL: il Real, secondo è al 51,20%). Quella da tre è del 35,7%, contro una media stagionale del 34,26% (anche qui il meglio nell’Europa che conta). A livello di valutazione di squadra siamo a 85,5 contro un 70,16 degli avversari. Qui la media delle 30 gare di EL è 91,17 contro il 75,47 concesso.

In buona sostanza si può sottolineare come a parte alcuni casi eclatanti come la gara di Milano, in cui sono state lasciate briciole percentuali agli avversari (38,5% da due e 13,3% da tre), o quella casalinga contro lo Zalgiris, in cui la valutazione ha visto un divario di 112/62, non vi sono dati statistici che paiono dominanti come ad esempio quelli dell’Efes, oggi la rivale numero uno dei catalani per la conquista del trofeo.

LIGA ENDESA

10 gare giocate nel 2021 e 10 successi. Gli ultimi tre sotto forma di difesa clamorosa con 68 punti lasciati all’Estudiantes, 64 a Valencia e 55 a Malaga negli ultimi 8 giorni.

Nell’anno solare sono stati segnati 918 punti (91,8) mentre sono 684 (68,4) quelli subiti.

Tornando al periodo che Coach Saras ha ritenuto essere di livello un po’ più basso vi sono 5 W e 0 L. 444 punti a referto (88,8) e 337 subiti (67,4).

Da due punti si è concesso il 41,8%, mentre da tre siamo al 34,2% dei rivali.

A livello di valutazione la media di queste 5 gare dice 109,2 a 60,4: nella globalità dei 26 incontri di Liga la media di quella valutazione di squadra è di 103,7.

Giova infine ricordare come in di Copa del Rey i successi siano arrivati coi seguenti punteggi: 103-93 (OT) contro Malaga, 77-68 contro il Baskonia e 88-73 nel “clasico” di finale. Il campione di questi tre risultati ci pare meno significativo, poiché frutto della particolare formula di gara secca , nonché dell’impegno di tre gare in tre giorni.

IL COMMENTO

I numeri di Liga sono certamente più rilevanti rispetto a quanto avviene, ovviamente, in Eurolega, sebbene il torneo nazionale spagnolo sia di altissimo livello e non vi siano veramente, e non è la solita “tiritera” come raccontata in altri campionati, partite facili.

Il presunto abbassamento di livello lamentato da Jasi è forse più relativo all’attesa di una crescita progressiva che il Coach si aspettava, piuttosto che un reale decadimento dei numeri. Tra l’altro le ultimissime gare testimoniano di un notevole impatto anche a livello statistico, se è vero che quello dei risultati e del dominio non si discute minimamente.

Come accennato, rispetto ai rivali principali dell’Efes in Eurolega, le statistiche appaiono come meno eclatanti, tuttavia si tratta di due sistemi assai diversi per tecnica, tattico e caratteristiche individuali. Due poli opposti che piuttosto che attrarsi si sfidano e potrebbero determinare uno dei finali di stagione più interessanti di sempre, dopo mesi in cui il livello di gioco generale nel torneo continentale non è stato certamente eccelso.

Nel caso del Barcellona torna forse di moda il vecchio adagio americano sui numeri: «ci sono bugie, grandi bugie e poi statistiche». Il grande valore espresso risiede probabilmente nell’anima di un gruppo che ha trovato nell’allenatore il leader perfetto in grado di trasmettere quella fame di successi che pareva un po’ latitante nelle stagioni scorse.

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Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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