Il Real dilaga nel terzo quarto e fa 50 contro il Betis

Francesco Sacco

Decima vittoria consecutiva per il Real. Sconfitto 95-77 il Betis grazie al break firmato Laprovittola nel terzo quarto. Partita mai in discussione.

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Turno di Liga Endesa che fila via liscio per il Real di Pablo Laso. I blancos mettono da parte la sconfitta patita per mano del CSKA in Turkish Airlines Euroleague e mantengono le distanze inalterate dal Barcellona, prima inseguitrice. Decima vittoria consecutiva per la capolista.

I padroni di casa non incantano per quasi tre quarti, ma spaccano in due la partita negli ultimi minuti della terza frazione e ottengono il successo con largo anticipo sulla sirena finale. Il 95-77 al 40′ è la vittoria numero 50 per i madrileni sul Betis, in 70 precedenti. L’ultima gioia per la squadra allenata da Joan Plaza risale ormai al 27 dicembre 2016.

La raffica di Laprovittola

Il turning point della partita arriva nel finale del terzo quarto con le tre triple consecutive di Nico Laprovittola, l’ultima con tanto di fallo subito. 10 punti filati che consegnano al Real un confortevole +14 al 29′, sul 65-51. Per un parziale complessivo di 24-13 nella terza frazione di gioco.

Fino a quel momento, la banda di Pablo Laso aveva sempre tenuto il pallino in mano, tenendo sotto controllo l’ardore del Betis, pur senza avere le risorse per infliggere il colpo di grazia.

Questo perchè il Real ha mostrato poca brillantezza contro la difesa schierata. Specialmente nei frangenti in cui veniva schierata a zona. Manovra sotto ritmo e un Walter Tavares poco brillante da 7 punti e 3/8 in 19 minuti i fattori principali.

La differenza è stata fatta grazie alla capacità di punire costantemente dal perimetro la difesa del Betis, decisamente flottata in area nella preoccupazione di garantire protezione intorno al ferro. Il Real, però, è bravo a ribaltare velocemente e a pescare l’uomo sul lato debole. A fine partita, 20 saranno gli assist e 15 le triple realizzate su 27 tentativi.

Naturalmente, la raffica di Nico Laprovittola ha messo tutto in discesa per un Real che supera anche le 20 lunghezze di vantaggio a inizio quarto periodo. Prima di staccare un po’ la spina negli ultimi minuti. 119-72 nella valutazione è dato comunque sufficiente a dimostrare come l’esito del match non sia mai stato in discussione.

La cantera del Real

Sempre in grande fervore, la cantera dorata del Real ha messo in bella mostra altri due suoi prodotti in questa partita. Esattamente come ha fatto a Istanbul nel weekend, portando a casa la tappa della Next Generation. Magari non ancora con le luci dei riflettori puntate addosso, ma che promettono di far parlare di sè a lungo.

Il primo è Tristan Vukcevic, ala-centro del 2003 cui Pablo Laso ha concesso 14 minuti per far intravedere le sue potenzialità, che sono indubbie. Braccia lunghissime, interessante senso della stoppata (con un maestro come Tavares con il quale allenarsi..) e mani piuttosto morbide.

Per il numero 11 la prima doppia cifra nella sua giovanissima carriera in Liga Endesa. 11 punti, 4 rimbalzi, 3 assist, 2 stoppate e 16 di valutazione. Tutti career-high naturalmente. Quando si dice farsi trovare pronti e sfruttare le occasioni per aumentare il gradimento del Coach nei propri confronti, bisognerebbe mostrare la prestazione di questo ragazzo.

Meno sugli scudi, ma ha comunque potuto calcare un parquet amico Boris Tisma, ala croata del 2002 in prestito nella squadra di Siviglia. Non una prestazione indimenticabile per lui, autore di 3 punti e 1 rimbalzo in 11 minuti, per un -10 di plus/minus. Comunque un ragazzo da tenere d’occhio per le doti mostrate nella squadra B del Real.

Tristan Vukcevic, Real | Eurodevotion
Foto: acb

Youssou Ndoye

Il centro senegalese classe 1991 svetta sui compagni di squadra ed è il motivo principale per cui il Betis riesce a contenere le ferite della caduta di Madrid. Non soltanto per i suoi 211 centimetri di altezza, ma anche per una presenza imponente nel pitturato. Specialmente quello avversario, visto che cattura 8 rimbalzi sopra la testa di Tavares e soci, oltre a mostrare dei movimenti tecnicamente apprezzabili in un giocatore delle sue dimensioni.

Il suo tabellino recita 16 punti, 13 rimbalzi, 10 falli subiti e 21 di valutazione in 23 minuti sul parquet.

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Francesco Sacco

Iniziato al gioco da Kobe Bryant e della Benetton Treviso di Ettore Messina da piccolino. Travolto dalla passione per l'Olimpia Milano da "grande". C'è qualcosa di più bello della Final Four di Eurolega? Forse, ma non ditemelo.
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