Estudiantes-Bilbao: la sfida salvezza è dei madrileni

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Estudiantes-Bilbao si chiude col successo dei “collegiali”. Ora per Bilbao la strada si fa sempre più difficile in una lotta salvezza che coinvolge sei squadre.

La gara del Wizink Center, abituale campo del Real Madrid e teatro del “clasico” di giovedì scorso, nasce sotto il segni di una tensione palpabile, vista la classifica delle due protagoniste. Entrambe con 6 vittorie, un solo successo di vantaggio su Betis e Gipuzkoa, ad una gara di distacco da Obradoiro e Fuenlabrada.

Vince 95-89 l”Estudiantes che si allontana parzialmente dalla zona calda anche in virtù di due gare ancora da recuperare.

JJ BAREA, LA MAGIA DEL CAMPIONE

Possesso decisivo, più due “Estu”, il tempo scorre, un errore darebbe ai rivali baschi la possibilità di pareggiare o vincere, la palla è saldamente nelle mani di JJ Barea. Il portoricano conclude con il classico “canaston”, fuori equilibrio dalla media. Game, set and match, che verrà poi sancito dalla stoppata di Alessandro Gentile.

Barea è giocatore di altro spessore, è atleta che abbiamo visto per anni essere importante anche in NBA. La carta d’identità dice 37 a giugno, ma la classe non ha età, la voglia di vincere nemmeno. Il tabellino, in 22’12”, dirà 13 punti, il 50% da due, il 40% da tre, 7 assist e 15 di valutazione. Con lui in campo il risultato dice +13.

LA PALLACANESTRO DI BILBAO: CHE COACH ALEX MUMBRU’!

Qualche anno fa fu proprio la stampa madrilena ad indicare il catalano di come possibile erede di Pablo Laso sulla panchina dei “blancos”. L’idea non era certamente bizzarra.

Bilbao gioca bene muovendo palla e uomini in maniera splendida. Gli allenatori sono spesso a rischio e subiscono critiche in situazioni del tutto indipendenti dalla propria volontà e dal proprio lavoro. La schiavitù del risultato comanda sempre e comunque, ma sarebbe ora di andare oltre e di dare la priorità a prestazione e tecnica.

Non è certo colpa di Mumbrù se il suo RetaBet ha giocatori di medio-basso livello. In qualunque altra lega europea direbbero la loro, ma qui ti trovi a lottare per la retrocessione contro avversari che schierano Barea, Gentile ed Avramovic.

Ecco perché il futuro dell’ex grande tiratore di Joventut, Real e Bilbao è destinato a svilupparsi su una panchina che conta.

ALE GENTILE, TRA GIOCATE E RIMPIANTI

7 punti, 11 rimbalzi e 3 assist per un Ale ecumenico. Fa giocare bene gli altri, produce un +/- da più 15 in 22 minuti, regala un paio di conclusioni “alla Gentile”, ma soprattutto ci lascia tanti, tantissimi rimpianti.

I “what if” della sua carrier sono troppi e vengono ingigantiti da quello che si vede sul campo. Dalla facilità di vedere il basket prima degli altri sino a quell’inguardabile meccanica di tiro ai liberi. Poi lo vedi in post e sai che è una sentenza, lo vedi passare la palla come fanno pochi e la memoria torna a quella visita milanese dei Celtics in cui un assist di 14 metri fece volare la fantasia di una serie di osservatori NBA.

In fondo del tempo ci sarebbe ancora, ma ci vorrebbe quel “turning point” che sinora è mancato troppo spesso. Le responsabilità? E’ una caccia alle streghe cui non ci iscriviamo, anche perchè è chiaro che ognuno il destino se lo scrive un po’ da solo.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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