La lavagnetta tattica de El Clasico: la difesa sul pick and roll targata Barça

La lavagnetta tattica di ED sbarca in Spagna. Questa sera è tempo de El Clasico anche in Turkish Airlines Euroleague. La chiave della partita sarà la difesa catalana sul pick and roll offensivo dei Blancos

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Un giovedì sera da leoni in Turkish Airlines Euroleague. Per chi ama il basket continentale, quest’oggi sarà una giornata davvero difficile da perdere. Non soltanto c’è il big match CSKA-Olimpia Milano delle 18, ma la vera Game of the Week si gioca questa sera alle 21.00 al Wizink Center di Madrid.

E’ il giorno de ‘El Clasico‘. di un Real-Barça tutto da vivere non soltanto nel pathos, seppur ridimensionato visto l’ormai consueto appuntamento senza pubblico pagante, bensì nella classifica che ad oggi deve stabilire ancora tutte le posizioni in gioco per la post-season continentale ormai imminente. Da questa settimana, EuroDevotion vi accompagnerà nella doppia lavagnetta tattica settimanale, con i giochi, i dettagli, gli schemi e gli accorgimenti cruciali anche per la partita di punta della settimana. Quest’oggi, infatti, siamo virtualmente in Spagna e conosceremo ancor più da vicino la chiave tattica principale di questa sfida: la difesa sul pick and roll targata Barça.

La difesa sul pick and roll: i segreti della squadra di Jasikevicius

La chiave della finale di Copa del Rey è stata l’asfissiante difesa con cui i blaugrana hanno tenuto il Real a 31 punti in 2 quarti.
La chiave è stata il massiccio uso dei cambi sul pick and roll che ha tolto completamente ritmo all’attacco madrileno, idea che è sicuramente stata facilitata dal fatto che Laso abbia dovuto giocare tanti minuti con Thompkins da numero 5.

Calathes si mette completamente davanti, mentre Higgins va al centro dell’area pronto a dare fastidio sul lob. La ricezione di Thompkins è abbastanza casuale e alla fine non riesce a concretizzare.


Dopo il cambio, il piccolo si mette completamente davanti al lungo che prova a giocare spalle a canestro, mentre l’ultimo giocatore sul lato debole si zona per essere pronto ad intercettare il lob oppure a raddoppiare in caso l’attaccante riceva. Se il difensore non riesce a mettersi davanti ed è costretto a far ricevere il pivot, lo manda sul fondo dove scatta il blitz. Nel mentre il difensore di lato forte, pur difendendo guardia aperta, nega il passaggio in uscita più vicino, mentre i due di lato debole si zonano per far fronte al sottonumero.

In questo caso Higgins riesce a raddoppiare, Mirotic nega il passaggio vicino ad Abalde e Deck è costretto a scaricare a Llull a metà campo.

Se la difesa con i cambi del Barcellona contro il pivot lavora in questo modo, nel mismatch contro l’esterno avversario si cerca di mandare quest’ultimo sulla mano debole, senza però concedere il tiro.
Altra chiave è stata il lavoro contro le uscite di Carroll, uno dei migliori nella storia in questo.

In questo caso Abrines nega il primo stagger a Carroll, Abalde cambia angolo di blocco e l’americano lo sfrutta creando separazione con il suo difensore. Sul secondo blocco di Deck Mirotic capisce che Abrines è troppo lontano e chiama il cambio, negando una comoda ricezione.

L’idea base resta sempre quella di inseguirlo e di buttarlo dentro l’area. Per farlo il difensore deve stare attaccato a lui, ma se ciò non accade e il difensore è quindi in ritardo, scatta il cambio per non farlo ricevere.

Sui giochi a due con Tavares l’indicazione è quella di mandare il piccolo sulla mano debole e il lungo dentro l’area a contenere. Da notare anche che la difesa catalana sceglie di non cambiare sul big man dei Blancos

L’attacco madrileno: come arginare questa difesa sul pick and roll?

Basket di lettura e di esperienza. Per contrastare l’organizzazione difensiva targata Barça uno dei metodi più efficienti è il più semplice da dirsi che a farsi: leggere la situazione e il contesto in cui si sviluppa l’azione. Pablo Laso è uno dei grandi maestri specie nella contromossa alla situazione di non predominio avversario, bensì di inerzia a proprio svantaggio.

L’altro grande problema è un altro. L’ultima vittoria del Real in campo di partite importanti contro gli acerrimi rivali è la Supercopa Endesa del lontano 13 settembre 2020, dopo la sconfitta avvenuta un mese più tardi al Palau Blaugrana nel girone d’andata della Turkish Airlines Euroleague.

La time-line e il tipo di gioco, compresi gli interpreti sono cambiati in maniera considerevole. Campazzo, volato in Colorado a far compagnia a Nikola Jokic. Anthony Randolph, che ovviamente non ci sarà, era insieme al Facu il perno del successo dello scorso settembre. Ad aggiungere pepe alla sfida che attende coach Laso, fuori Llull che in queste sfide pesa e sposta un macigno, e molto probabilmente anche Rudy Fernandez che sta recuperando da un dolore alla schiena, e che proprio con esperienza nei dettagli difensivi ha mandato al tappeto il Barça.

Si sa, in questa stagione i catalani sono più completi, più profondi, più fisici, insomma squadra pronta ad alzare al cielo l’Eurolega 11 anni dopo Parigi-Bercy, ma proprio in queste sfide oltre alla lettura tattica serve il coraggio. Molto di tutto ciò verrà dal livello ottimale di basket coraggioso messo in mostra nell’arco di tutta la stagione da parte di Alberto Abalde. L’ex Valencia è in continuo crescendo e nelle ultime sfide ha sentito il peso di saper leggere e saper attaccare al massimo la difesa schierata.

In questa situazione di gioco Abalde legge facilmente e rapidamente il ritardo nel posizionamento difensivo. Legge accoppiamento piccolo-lungo e va comodamente ad appoggiare al tabellone

Oltre a queste situazioni, ovviamente il pick and roll sarà cruciale. I blitz difensivi del Barça visti sopra sono soltanto uno degli aspetti da considerare in questa sfida, d’altro canto il Real sempre con la lettura della situazione deve far circolare la palla.

Prendendo proprio spunto dalla Supercopa Endesa, nonostante ancora fosse inizio stagione, Jasi chiedeva subito i blitz sul big man e di conseguenza scarichi facili o ribaltamenti lato efficienti non si sono visti. La chiave potrebbe essere quella di giocare prevalentemente usando la maggior porzione di attacco disponibile, creando sovrannumero negli angoli e minacciando la difesa dal perimetro con gli esterni, che saranno i protagonisti assoluti in uscita dai blocchi senza palla o con palla, ma anche semplicemente spaziandosi liberamente dopo un pick and roll iniziale.

Da una partenza di pick and roll centrale, il Barça si aspetta la palla in post basso per Tavares, invece Laso realizza una situazione di gioco con sovrannumero degli esterni sul perimetro e un’indecisione su come fare close-out in angolo. Usando le giuste spaziature si può far faticare molto la rotazione difensiva organizzata dei catalani.

Siamo davanti dunque a due scuole di pensiero e due modi di vedere il basket in maniera moderna. Da una parte l’arte nel saper mettere pressione e saper essere organizzati. Dall’altra la capacità di essere sempre consci di cosa si può fare per arginare e contrastare l’asfissiante difesa e meccanismo blitz sulla situazione iniziale di pick and roll. Nel momento in cui anche questa sera salteranno definitivamente gli schemi, questa situazione di gioco sarà cruciale da una parte e dall’altra. Que gane el mejor. Feliz ‘El Clasico a todos’.

Per Eurodevotion

Ciro Abete e Luca Castelllano

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