Khimki-Alba Berlino è lo scontro tra Mickey e Eriksson e non solo

Eriksson e Jordan Mickey caratterizzano la sfida divertente in terra russa. Ecco quanto successo in Khimki-Alba Berlino

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Khimki-Alba Berlino, primo match del venerdì del Round 28 di Turkish Airlines Euroleague, regala tratti di basket notevole nonostante il livello non elevatissimo di star-power a disposizione ma soprattutto un K.O. che arriva soltanto nel finale e faticando più del dovuto nel corso dei 40 minuti di gioco.

All’Arena Miytischi di Mosca vince l’Alba Berlino di coach Aito, seppur come detto con qualche difficoltà e un Khimki decisamente in palla in questa settimana dopo anche il clamoroso e inaspettato successo avvenuto tre giorni fa in quel di Madrid.

Khimki-Alba Berlino, dunque, termina sul punteggio di 100-81 in favore dei tedeschi, che come sempre analizziamo con la consueta analisi in 5 punti targata Eurodevotion.

Khimki-Alba Berlino: la chiave è nell’ultimo quarto

Nel primo tempo il Khimki spadroneggia il campo. I ritrovati Shved, McCollum e Mickey corrono e guidano tutto il Khimki verso un vantaggio meritato. Le troppe palle perse in casa Alba Berlino mettono in allarme il playmaking di Luke Sikma ma anche Maodo Lo che fanno aumentare i giri nel motore alla squadra ospite. Prima acciuffano i russi di Maltsev, successivamente li annichiliscono nell’ultimo quarto. 32-14 di rara fattanza offensiva specie da dietro l’arco.

Khimki-Alba Berlino: la partita dell’individualità

Non è soltanto questione di parziali. Il basket è uno sport di squadra, ormai lo sappiamo e vince il collettivo e non il singolo, ma quanto visto a Mosca ieri nel pomeriggio italiano ha dato la sensazione di essere uno scontro pugilistico senza pari. Shved crea come sempre e gioca al massimo sull’asse con Mickey, primo vero protagonista della sfida. D’altro canto l’Alba vede Eriksson in grande serata dopo il primo tempo eccellente di Simone Fontecchio (18 punti e 8 rimbalzi con un bel 25 di valutazione) e decide di farsi strada con la sua individualità. Ahimè in partite dove la classifica non ha più nulla da dire ce lo si aspettava, ma cercare di vedere dall’Efes, grande maestro dell’individualismo nella collettività può risultare dannoso a questi livelli.

Casa Khimki: forse si può un po’ sorridere

L’ultima stagione è la più disastrosa della storia continentale del Khimki. Apatia, tensioni interne, gioco davvero senza idee e a tratti imbarazzanti. Nonostante tutta la kermesse degli errori, partendo dal tardo licenziamento dell’ex coach Rimas Kurtinaitis, la squadra di Maltsev ha dimostrato di tenerci alla competizione in un certo senso. Partita con grandi aspettative, ma sciolta come neve al sole, ieri si è vista per 27 minuti letteralmente in palla sfruttando il magic moment vissuto contro il Real Madrid. Se ci sarà un’altra occasione per il futuro bisogna prendere spunto dalla dedizione messa in mostra in questi due match e… mezzo.

Marcus Eriksson: è lui l’MVP di Khimki-Alba Berlino

Lo scenario è molto semplice. Ritornando al punto 2 della nostra analisi, in determinati momenti della sfida è stato un lottare tra due giocatori. Se c’è Mickey per i russi (prestazione da 29+9 con 31 di valutazione), in casa Alba, Aito riesca a scovare Marcus Eriksson come primo grande terminale offensivo. Ieri sera poteva tranquillamente segnare anche dal parcheggio del palazzo, non c’erano rivali. La combo-guard del team tedesco segna ben 36 punti con solo 4 errori dal campo e un 41 di valutazione che lo mette a sorpresa nella sfida per l’MVP di giornata con il superbo Vassilje Micic. Individualismo al potere almeno per una sera.

Alba Berlino: 10 vittorie sono un gran successo

Pensare che l’Alba raggiungesse quantomeno 10 vittorie in questa stagione continentale appariva un miraggio, invece Aito Garcia con due giornate di anticipo centra il compito. A tratti divertendo, a tratti sorprendendo l’Alba in questa stagione è sembrata quella scuola dove grandi talenti persi e giocatori in rampa di lancio possano crescere in un contesto senza grandissime pretese e che deve dar fastidio senza essere squadra cuscinetto come lo è stato il Khimki per larghi tratti della stagione. Ieri sera vittoria strana e meritata, ma un proseguio di gran stagione e di avventura in Turkish Airlines Euroleague va fatto all’Alba e al suo coach Aito.

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