Real Madrid, il giusto rinnovo di Pablo Laso è cosa fatta

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Real Madrid e Pablo Laso, un matrimonio che potrà proseguire senza intoppi.

Se ne è parlato molto nelle ultime settimane ed ora la cosa sembra concretizzarsi come anticipato da diverse fonti.

Marca, media della capitale spagnola molto vicino alle cose madridiste, conferma l’accordo per altre due stagioni che porteranno l’allenatore vitoriano a sedere sul pino dei “blancos ” per ben 12 stagioni, secondo solo, per durata, a Pedro Ferrandiz e Lolo Sainz.

L’ufficialità arriverà nei prossimi giorni e la sconfitta in Copa del Rey non ha per nessun motivo pregiudicato la prosecuzione insieme.

20 titoli (52,6%) e 28 finali (73,6%) su 38 competizioni giocate. 5 Liga, 6 Copa del Rey, 6 Supercopa, 2 Eurolega ed una Coppa Intercontinentale: non serve certamente aggiungere altro per capire perchè il club di Florentino Perez voglia il 54enne ancora al timone. Nelle parole di José Luis Martinez, firma di Marca, «Laso incarna meglio di chiunque altro la seconda età dell’oro del basket madrileno».

Proprio il presidentissimo Florentino Perez ha avallato l’operazione parlando del Coach come di «una figura mitica nella nostra storia, all’altezza di Pedro Ferrandiz e Lolo Sainz. Uno dei grandi simboli della pallacanestro madridista».

Sainz (14 anni) e Ferrandiz (13) sono gli unici con una permanenza più lunga e Laso li avvicina progressivamente. Prima del suo arrivo, il Real aveva trascorso 20 anni senza vincere l’Eurolega e 19 senza la Copa del Rey.

I suoi illustri predecessori tra i più grandi della storia “merengue” hanno vinto rispettivamente 27 titoli in 13 anni (Ferrandiz) e 22 in 14 stagioni (Sainz). Laso ad oggi è fermo a 9 anni e mezzo in panchina e recentemente ha raggiunto quota 735 gare sul pino “merengue” superando proprio Lolo Sainz.

Sono passati 10 anni da un scelta che allora fece storcere il naso a tanti, poiché Laso pareva soluzione al risparmio in tempi di riduzione di budget per la sezione pallacanestro. Allora si parlò con diversi profili, tra i quali quello più vicino alla firma fu Jasmin Repesa. Come riporta sempre Marca, Laso fu chiaro durante la sua presentazione: «E’ normale che il Real contatti diversi allenatori per cercare il meglio. Se hanno scelto me allora mi sento il migliore tra quelli contattati».

E quella scelta arrivò dopo due stagioni che vengono definite “convulse” con Ettore Messina, un “totem della panchina” sempre nel racconto della stampa iberica, che lasciò la sezione basket devastata.

Era il 29 giugno 2011 e quel giovane Coach si affacciò alla ribalta del club più importante del mondo parlando di «difesa aggressiva che possa farci correre» e di «lottare per ogni obiettivo, sapendo che sarà dura vincere tutto, ma senza rinunciare a nulla».

Quasi 10 anni di pallacanestro di altissima qualità sono stati confermati assolutamente: non si è vinto tutto ma si è portata a casa argenteria pesante nella maggior parte delle competizioni giocate.

Pablo Laso merita questo rinnovo più di ogni altro ed il Real lo ha capito benissimo.

Tutto ciò avviene per una ragione fondamentale: a nostro parere: il “lasismo” ha la grandissima intelligenza ed il chiarissimo merito di aver capito che a Madrid nessuno, per quanto ormai figura mitica come lui e come alcune che lo hanno preceduto, sarà mai più importante del Club. Lo ha capito alla perfezione e non va per nulla sottovalutato perchè Madrid è piazza che ha messo in discussione ferocemente gente come Capello, Ancelotti e Mourinho. Che non lo avevano capito o accettato.

Lo stile? Sempre.

Vitoria, maggio 2019, è domenica e prima della finale tra Cska ed Efes si gioca la madre di tutte le gare inutili, ovvero la finale per il terzo posto. Sala stampa, dopo la gara, poniamo una domanda a Coach Laso. «Coach, a 48 ore dalla sconfitta con il Cska avrà analizzato mille volte la partita: che idea si è fatto delle motivazioni principali che vi sono costate l’accesso alla finale?» La risposta è “Laso puro”: «Abbiamo analizzato tutto a fondo ed abbiamo capito dove siamo mancati. Sappiamo cos’è successo nelle cose che potevamo controllare noi. Su quelle tra virgolette fuori dal nostro controllo non possiamo farci nulla».

Stile, vero. Si può parlare anche di arbitri e di qualcosa che non ti va giù, ma lo si può fare con classe. E’ il “lasismo”: felici di viverlo per altri due anni almeno.

(Photo: Real Madrid website)

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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