Real-Zalgiris non è la partita dell’anno. La difesa dei blancos fa la differenza nel round 26

Real-Zalgiris non regala spettacolo, ma la solidità della difesa dei padroni di casa, che prevalgono 70-58 nel ventiseiesimo turno di Eurolega

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La difesa del Real Madrid stritola lo Zalgiris e si rivela decisiva nella sfida del WiZink Center valida per il round 26 della Turkish Airlines Euroleague.

La squadra di Laso vince 70-58 e ritrova il successo dopo due pesanti tonfi contro il Baskonia e a Valencia. Pur continuando a palesare una chiara mancanza di fluidità di gioco. Un’altra sconfitta in trasferta per lo Zalgiris, al quinto inciampo nelle ultime 6 partite disputate lontano da Kaunas.

Il recupero portato a casa contro la Stella Rossa si rivela un fuoco di paglia per i lituani, che scontano la pessima serata di uomini chiave come Marius Grigonis, Rokas Jokubaitis e Joffrey Lauvergne. Oltre a una netta inferiorità a rimbalzo. La rincorsa ai playoff si complica con un doppio turno alle viste, nel quale Asvel e Olimpia verranno a far visita nel giro di 72 ore.

Entriamo nel vivo dei 40 minuti dello scontro tra Real e Zalgiris nei 5 punti di Eurodevotion

Zalgiris: buona la ricerca del mismatch, ma se non si trova il canestro..

I primi minuti vedono due squadre impostare la contesa con un approccio piuttosto pragmatico. Pablo Laso cerca di far valere la fisicità del suo quintettone portando Gabriel Deck spalle a canestro, nel pitturato, contro Marius Grigonis. Partita a scacchi fra panchine che si esplicita con l’immediata risposta di Martin Schiller.

Il Coach austriaco, infatti, rinuncia in partenza a Joffrey Lauvergne e opta per Augustine Rubit centro atipico, cercando di costringere il totem Walter Tavares a battere delle piste a lui scomode, lontano da canestro. L’esecuzione tecnica è impeccabile. Pick del lungo ex Bamberg e Olympiacos per Thomas Walkup in punta e poi short roll del primo sullo scarico di quest’ultimo.

Quasi sempre arriva un piazzato con spazio. Teoricamente ad alta percentuale. Tuttavia, Rubit fa 1/4 e tutto lo Zalgiris fatica a trovare la via del canestro. 5 palloni persi nei primi 10 minuti contribuiscono a facilitare il compito di un Real che balbetta parecchio contro la difesa schierata, ma che grazie alla sua difesa può esplorare il contropiede.

Su questi presupposti nasce un parziale di 16-2 che sancisce la prima fuga dei padroni di casa sul 18-8 al 8′. Laprovittola spinge la transizione, ma è anche terminale piuttosto pericoloso. Lo testimoniano le due triple consecutive che vanno ad aggiungersi a quelle singole di Usman Garuba e Fabien Causeur, in un quarto da 5/10 da 3. Dato chiave in opposizione al 6/14 dal campo degli ospiti. Merito anche di un buon Tavares nello smistamento del pallone dal post alto.

Carroll in difesa, Eurolega | Eurodevotion
Jaycee Carroll in azione

Difesa, Jaycee Carroll e Alex Tyus: è il Real del secondo quarto

In una seconda frazione senza punti segnati nei primi 3 minuti, serve la fiammata di un singolo per sbloccare l’impasse. Ci pensa Jaycee Carroll con la sua classica tripla dal ricciolo in uscita dai blocchi. In un Real veramente inchiodato in attacco, a tratti, e decisamente dipendente dai momenti di particolare ispirazione individuale, come quelli del numero 20 nei quarti pari. Passaggi della sfida nei quali ci dimostra perchè è da considerarsi, ancora oggi, il maestro del floater in Eurolega. I suoi 12 punti sono linfa vitale nelle secche offensive intermittenti dei suoi.

A creare ulteriori grattacapi a uno Zalgiris in affanno, ecco un Alex Tyus realmente ostico in situazioni dinamiche a rimbalzo. Momenti in cui si rivela elemento realmente difficile da tagliare fuori per i lunghi lituani. E’ conseguente il beneficio per un attacco che gode di seconde possibilità che significano ulteriore logoramento mentale per i verdi, già abbastanza colmi di frustrazione per le difficoltà a trovare ritmo al cospetto dell’arcigna difesa madrilena.

Il merito più grande della squadra di Pablo Laso è proprio quello di impedire la creazione dell’abituale flusso che lo Zalgiris è estremamente bravo a cavalcare per far girare a vuoto la difesa avversaria e mettere in ritmo i propri tiratori. Così non sarà nella serata del WiZink Center, grazie a una costante presenza sulle linee di passaggio. Qui si nota tutta la fisicità che può imporre il Real, oltre che la minuziosa preparazione dello staff tecnico di casa.

Se lo Zalgiris trova la forza di tamponare l’emorragia sul finire del primo tempo, molto ha a che fare con la sagacia di Thomas Walkup. Magistrale nel prendere in contropiede il suo marcatore sul pick and roll, scegliendo sempre il frangente migliore per piazzare l’accelerazione che gli schiude il cuore dell’area.

Terzo quarto a trazione albiceleste

Il Real rivede i fantasmi delle settimane recenti a inizio ripresa. La difesa dominante vista nei primi 20 minuti di gioco allenta la pressione per un attimo e presta il fianco al rientro ospite sul -1.

E’ in questo momento che Laso alza la voce, raggiungendo decibel non abituali, prima di chiamare un time-out e pescare dal mazzo la doppia carta argentina. Scampato pericolo a metà frazione con un break di 8-0 che rimette i blancos in sicurezza sul 47-38. Nico Laprovittola ispira, Gabriel Deck punisce con le due triple consecutive che spezzano le gambe allo Zalgiris nel suo miglior momento.

Gli uomini di Martin Schiller accuseranno il colpo di li a breve. Come se avessero compreso di aver visto passare davanti a loro il classico treno che non torna più, senza riuscire a saltarci sopra. All’ultimo intervallo si arriva con i padroni di casa sopra di 9, ma passano pochi minuti e arriva il parziale di 11-2 che spegne definitivamente le speranze lituane. A fare la parte del giustiziere Trey Thompkins con la tripla sullo scarico di un Carlos Alocen autore di una prova non da cifre stupefacenti, ma che mostra una maturità che si sta consolidando.

Vale il +16 sul 64-48 ed è la pietra tombale su una partita nella quale il già citato Deck ha dato certamente un’impronta netta. Chirurgici i suoi 14 punti con 4/5 dall’arco, conditi da 6 rimbalzi per un solido 19 di PIR. Aggiungeteci i 9 punti, 4 rimbalzi e 5 assist di Laprovittola e capirete che la bandiera argentina sventola alta, nel cielo di Madrid, anche con un Facundo Campazzo di base nel Colorado.

0, 36: non delle coordinate, ma gli estremi di una partita “bizzarra”

Real-Zalgiris è stata anche la partita, forse, più pazza della stagione da un punto di vista statistico. Innanzitutto per l’elevatissimo numero di palle perse: 36. 22 per il Madrid, 14 per i lituani. Testimonianza di un confronto tutt’altro che spettacolare e certamente da non dedicare agli esteti del gioco.

Per quanto parzialmente dovute alla difesa di due squadre che, quando ci si mettono per davvero, sanno rendere la vita impossibile praticamente a qualsiasi attacco. Non a caso, si presentavano alla sfida di ieri sera rispettivamente seconda (77.7) e prima (77.4) per punti subiti.

Ancora più eclatanti, se vogliamo, i 0 tiri liberi tentati dalla squadra della Capitale in 40 minuti. Non che i 12 dello Zalgiris, peraltro andati tutti a segno, siano stati un bottino esorbitante. Però fa specie pensando alla capacità di attaccare il ferro con energia da parte di diversi interpreti allenati da un Pablo Laso rimasto senza parole e spiegazioni nell’intervista di fine partita. Buon per lui che i suoi si sono rifatti a rimbalzo, con gli interessi. Un 38-22 che ha rappresentato un dominio sotto i tabelloni decisivo, nonostante siano arrivati 11 tentativi da 2 in meno rispetto ai rivali (29 vs 40). Sorprendente se si pensa all’evidente divario fisico strutturale.

Meno conclusioni, ma con miglior realizzazione. Un 14/29 che fa il paio con un conteggio del tutto speculare nel tiro pesante (altra nota sui generis) e che svetta sul 17/40 ospite.

Nel mezzo di diversi dati spiazzanti, la conferma di una tendenza relativa al feeling dello Zalgiris dal perimetro e relative oscillazioni. Aspetto che aiuterebbe a prevedere in anticipo l’esito delle sue partite. Se andiamo ad analizzare meglio, infatti, notiamo che i ragazzi di Martin Schiller realizzano 9.5 triple a partita, con il 47,2%, nelle vittorie. Considerato che i lituani erano 16simi per tiri da tre tentati (19.9 di media) prima di questa partita, parliamo di un’efficienza ai limiti dell’assurdo.

Nelle sconfitte le conclusioni dai 6,75 a segno calano drasticamente a 6.9 con il 35,2% di realizzazione. Il 4/12 sul parquet spagnolo è, dunque, pienamente coerente con quanto prodotto nel corso della stagione. Enfatizzato ulteriormente da una qualità nella difesa del Real che passa quasi sempre in secondo piano rispetto al talento diffuso nell’altra metà campo, ma che è fattore da non sottacere.

Paulius Jankunas e Nigel Hayes, ovvero l’elogio dell’essenziale che nasconde una solidità totale

Nelle tenebre di uno Zalgiris che si sta pesantemente ingolfando, risplendono comunque le luci di Paulius Jankunas e Nigel Hayes. Nella sera in cui Joffrey Lauvergne affonda e Martinas Geben conferma di avere ben poco per competere a questi livelli, i due mettono il marchio sulla maggior parte del fatturato della squadra nei pressi del ferro.

Di Jankunas è difficile aggiungere qualcosa alla narrazione di una carriera straordinaria seppure, magari, spesa lontano dai grandi riflettori. Spesso riservati a squadre più vincenti. Però è sbalorditivo come riesca ancora a oscurare tanti ragazzi più prestanti di lui in maniera silenziosa. Facendolo sembrare addirittura semplice.

All’andata, Walter Tavares personalizzò la rimonta vincente del Real dal -11 nel terzo quarto con una prestazione sontuosa da 22 punti e 12 rimbalzi con 9/9 da due punti. Ieri sera “limitato” a 6 punti e 9 rimbalzi da un manuale vivente di letture e tecnica a rimbalzo. Laddove non arrivano le gambe, arriva la mente. Quando andare a concludere sotto l’ombrello di Tavares è impossibile, la soluzione diventa logica: si fanno due passi indietro e si guarda il canestro. Con quel piazzato dal gomito che fa ci fa ancora innamorare, è un po’ più facile evidentemente. Top scorer dei suoi con 13 punti (6/6 in lunetta, il 50% dei liberi tirati dallo Zalgiris) più 7 rimbalzi, 2 recuperi, 4 falli subiti e 23 di PIR.

Nigel Hayes, dal canto suo, è ormai annoverabile tra i giocatori underrated della lega. E’ una spada ormai. Non sbaglia una prestazione perchè, semplicemente, non ha particolari grilli per la testa e ha ripulito il suo gioco dal superfluo. Da ogni genere di forzatura. Fa semplicemente ciò che serve alla squadra e si prende i tiri creati dalla girandola vorticosa di hand-off e scarichi nell’attacco lituano.

Eppure si parla troppo poco di un atleta che ha ormai completato il suo processo di maturazione e sarebbe pronto, a tutti gli effetti, al salto in un top team di Eurolega. Ha tutto: fisico, tecnica, gambe e doppia dimensione offensiva. Fatte le debite proporzioni, un Will Clyburn emergente. Siamo pronti a scommettere che il suo nome sarà al centro di molte dinamiche nel prossimo mercato estivo.

Nel frattempo, aggiunge un’altra tacca con la doppia cifra di Madrid, unico a non steccare dal perimetro peraltro. Fregandosene altamente delle mani addosso messe dalla difesa del Real o delle sue rotazioni.

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Francesco Sacco

Iniziato al gioco da Kobe Bryant e della Benetton Treviso di Ettore Messina da piccolino. Travolto dalla passione per l'Olimpia Milano da "grande". C'è qualcosa di più bello della Final Four di Eurolega? Forse, ma non ditemelo.
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