Zenit-Olimpia: una grande partita premia i russi senza togliere nulla a Milano

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Zenit-Olimpia, recupero del Round 5 di Eurolega, termina con il successo dei russi che si portano così a 15/9, record che vuol dire oggi quarto posto.

La Sibur Arena ospita la sfida tra due dei migliori sistemi difensivi dell’intera competizione, diversi per struttura ed organizzazione ma assai simili per efficacia. L’importanza della gara tra la seconda (16/8) e la settima (14/9 ma con due gare casalinghe da recuperare prima della palla a due) è testimoniata dalla terna che EL ha designato: se vi sono contemporaneamente in campo Daniel Hierrezuelo e Matej Boltauzer è evidente che l’etichetta di gara di cartello sia ben chiara ai vertici della lega. Auguri a questi due fischietti ed al loro collega: qui c’è un contatto sanzionabile a possesso. Noi di arbitri non parliamo mai e mai lo faremo, se non per questioni meramente tecniche, tuttavia gli ultimi possessi potevano esser gestiti palesemente meglio, con almeno un paio di chiamate mancate. L’età è un fattore anche per i “grigi”, ma qui si aprirebbe un tema che purtroppo è un problema serio a livello di ricambio generazionale per la classe arbitrale di Eurolega.

Uno dei grandi motivi di interesse era rappresentato dalla scontro tra due culture a livello di transizione offensiva. Da una parte lo Zenit, da 76,7 possessi per gara, producendo 77,6 punti, che predilige l’attacco a metà campo. Dall’altra l’Olimpia, 79 possessi per 81,5 punti, una delle cui chiavi di successo è una transizione offensiva rapida ed in grado di minacciare sin da subito, come recentemente dimostrato anche contro il Maccabi.

Prevale meritatamente lo Zenit 79-70, ma non vi è alcun demerito per la squadra milanese che anche in una serata non delle migliori balisticamente in cui pesa soprattutto il 6/21 da tre, dimostra di essere una squadra vera.

Per gli uomini di Pascual è una vittoria chiave perchè permette di raggiungere quota 15/9 a livello di W ed L, ma soprattutto, se si guarda agli scontri diretti, dice vantaggio proprio su Milano, che potrebbe essere raggiunta a 16 vinte superando il Pana nel recupero nuovamente spostato a causa del focolaio Covid tra i “greens”.

La nostra analisi in quei 5 punti che ci paiono più significativi di altri nella lettura della gara.

RIMBALZI : LA CHIAVE OFFENSIVA

Lo Zenit arrivava a questa gara con un eccellente 9,0 al capitolo rimbalzi offensivi concessi agli avversari, dato in cui la squadra russa è terza, dietro solo a Bayern e Maccabi. Quello che non ti aspetti è che arrivi una grandinata di rimbalzi offensivi degli uomini di Pascual: sono 8 dopo soli 17′ e sono la ragione principale del vantaggio iniziale che si spinge sino alla doppia cifra. Milano va sotto 56-16 come valutazione a metà del secondo quarto, ma non è squadra che molla, mai. La dimostrazione? Sotto di due all’intervallo nonostante il dominio avversario nei numeri. Ulteriore prova? Dopo i 9 rimbalzi offensivi concessi nel primo tempo, nel terzo quarto saranno solo… uno, così come nell’ultimo periodo.

EL CHACHO vs PANGOS: CHE BELLO!

Quello che fa Sergio Rodriguez nel primo tempo è poesia pura, così come quello che porta ai suoi Kevin Pangos per vincere la gara. Quando la pallacanestro è a questi livelli diventa impossibile non ritenerlo il gioco più “bellissimo” del mondo. Ancor più quando sono due le squadre in campo di alto livello, cosa che non accade spesso in questa edizione di Eurolega.

MANI ADDOSSO: E’ BASKET VERO

Le due squadre se le danno di santa ragione per 40 minuti ed è un altro fattore che rende la gara veramente godibile. La pallacanestro vera è questa, quella in cui ci si mena per davvero, in cui ogni contatto potrebbe essere sanzionato ma in realtà i protagonisti pensano a giocare e basta.

E’ pallacanestro da Playoff, traguardo ampiamente alla portata di due squadre che stanno strameritando la chance di postseason e che non saranno avversario facile per nessuno.

Per quel discorso del ritmo diverso di gioco oggi prevale Pascual su Messina: la partita si è giocata nel terreno prediletto dei russi, tuttavia sino a 5′ dalla fine Milano è stata lì ed aveva ogni tipo di possibilità di portarla a casa. Sono stati semplicemente migliori i rivali nel momento in cui Pangos si è liberato della morsa di uno Shavon Shields straordinario. Anche le difficoltà milanesi sul “p&r” sono state decisive di fronte ad esecuzioni pressoché perfette degli avversari.

ALEX POYTRESS IL FATTORE, ARTURAS GUDAITIS LA CERTEZZA

Il 27enne nativo di Savannah (Georgia), ex Wildcat a Kentucky, è stato giocatore fondamentale nel percorso di crescita della squadra di Pascual. 8,9 punti e 4,8 rimbalzi sono perfino poco per definire l’importanza ricoperta in quelle 15 gare giocate in cui il record dei suoi è stato 10-5. In sua assenza ecco arrivare un ben più modesto 3-4, fino all’ultima W di Belgrado che ne ha registrato il rientro, sebbene per soli 9’09” e due sole conclusioni dal campo con 3 rimbalzi.

Questa sera 10 con 5/7, minutaggio esteso ad altre 19′ ed una presenza imprescindibile per togliere un po’ di pressione ad un Gudaitis che oltre a confermarsi un gran bel giocatore ancora una volta si dimostra signorile e riconoscente: «E’ chiaro che è speciale giocare contro una tua ex squadra. Ho passato tre anni favolosi a Milano». Bel modo di ringraziare i tuoi ex tifosi, Arturas… 16 con due soli errori al tiro, 5 rimbalzi e 2 stoppate. Semplicemente uno dei migliori centri della lega, come ampiamente dimostrato proprio in quegli anni milanesi.

Per quel discorso vinte-perse, lo Zenit con Poythress è 11/5.

COACH TO COACH

Xavi Pascual parla di “very good basketball” anche se lamenta qualche concessione di troppo nel terzo quarto. «Abbiamo giocato con grande personalità nell’ultimo quarto, cosa che non abbiamo fatto sempre». «Non guardiamo la classifica, è troppo presto, dobbiamo solo continuare gara dopo gara e proseguire il nostro lavoro».

Ettore Messina riconosce il clima da Playoff, molto fisico, ma aggiunge un paio di dettagli che hanno fatto la differenza: «Ci hanno attaccato in post con Will Thomas e non abbiamo avuto risposte, inoltre non abbiamo difeso bene su Pangos».

Dettagli, quelli che decidono queste gare. Resta il sapore della grande sfida e di due ottime squadre.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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