Valencia-Real Madrid 89-78: i Taronja annichiliscono i Blancos

Andrea Lafornara
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Valencia-Real Madrid
Valencia-Real Madrid

Valencia-Real Madrid la possiamo tranquillamente catalogare come una netta rivincita dei quarti di finale di copa del Rey, in cui viceversa la squadra di coach Laso vinse dominando. Questo magnifico Sport però ancora una volta ci insegna che ogni partita, a questo livello, fa storia a sè. Valencia fa capire subito agli avversari che la delusione dei quarti verrà prontamente riscattata, producendo all’inizio di partita un sistema offensivo fatto di spaziature, penetrazioni e tiri ad alta percentuale. Il Real Madrid ci prova, ma i tentativi sono vani, vince il Valencia 89-78. Assenti per i taronja Vives e Sastre, per il Real invece Randolph, Rudy Fernandez e Taylor. Ma tentiamo di analizzarla in alcuni dei punti che sono stati cruciali.

IN EUROLEGA SE SANGUINI SEI SPACCIATO

La squadra di coach Laso sin dall’inizio si propone a tratti molle, disattento su situazioni che si sono ripetute spesso quest’anno tra Valencia-Real Madrid, cambi sistematici sul pick and roll molto ballerini, lato debole che palesa una scarsa comunicazione con chi è stato battuto sul primo palleggio, e tantissime penetrazioni al ferro con conseguente canestro di Marinkovic, autore di un primo tempo fenomenale con 14 punti, 3/4 da 2 punti, 2/2 da 3 punti in 15 minuti; mai più visto però in campo durante il secondo tempo, per probabili problemi fisici. Sponda Real invece, problemi al ginocchio destro per Lull.

LIBERARE L’AREA!!

Bravissimi quelli del Valencia a trovare giuste spaziature, giocare con 5 giocatori fuori dal perimetro nei primi secondi dell’azione per cercare di portare fuori dall’area i lunghi del Real, Tavares su tutti, in maniera tale da agevolare le penetrazioni del poc’anzi citato Marinkovic, ma anche di Prepelic e Kalinic, e punire soprattutto la difesa spesso flottata in area di Tavares costretto a marcare Dubljevic, che si ha nel suo score uno 0/3 da 3 punti, altrettanto vero è che però punirà il buon Edy nei close out per ovvie motivazioni di statura e tonnelaggio. Una interpretazione perfetta. Well done Ponsarnau!

Marinkovic attacca Carroll

Valencia-Real Madrid: BALL DON’T LIE

Titolo di un bellissimo film cestistico, ma anche perfetto riassunto della prestazione del Real Madrid. Un mix letale di pigrizia, braccino corto, poca voglia di lottare sui palloni vaganti; ma non sono mancate le giocate e le letture dei blancos, con buoni tiri aperti, Deck su tutti, che però sbaglia un pò troppo, 2/7 da 2 punti, 1/5 da 3 punti. Il Real ci proverà soprattutto a metà terzo quarto a rientrare, ma sul più bello, ogni volta che si avvicinavano sul -10, ed ecco che le triple in transizione e piedi per terra costruite dopo un gioco in attacco, vengono sputate dal ferro, mentre al Valencia entrano, scacciando via i fantasmi dei quarti di finale della Copa del Rey.

JAYCEE CARROLL

Valencia-Real Madrid
Carroll in uno sei suoi runner al ferro

Il redivivo 38enne americano è l’unico che nel primo quarto tiene a galla i suoi, con i suoi soliti efficaci e produttivi runner al ferro e il suo marchio di fabbrica, le triple. Saranno 15 i punti per lui solo nel primo quarto. La fatica avanza man mano, il contributo arriverà anche dai suoi prodi compagni, ma non basterà. Chiuderà poi con 22 minuti in campo, 20 punti, 4/6 da 2 punti, 4/7 da 3 punti.

ADESSO VI CONCEDIAMO DI FARE CANESTRO: IL DOPPIO TURNO SORRIDE AL VALENCIA

Alla fine dei conti il solo -9 è “falsificato” dal fatto che il sufficiente scarto negli ultimi minuti a favore del Valencia che le permetterà di avere la partita in saccoccia, e soprattuto forte del +16 maturato a Madrid per 77-93, il Real ha comodamente trovato la via del canestro senza che dall’altra parte vi fosse una particolare difesa competitiva. Così i taronja rimagono ben attaccati al treno dei playoff, ben consapevoli che in questa Eurolega basta davvero poco per deragliare. Per il Real invece un brutto stop che limita adesso i passi falsi, ma MAI sottovalutare il cuore di una corazzata.

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