Il Bayern sfiora l’incredibile rimonta dal -18, ma deve arrendersi alla legge dell’Astroballe

L’Asvel deve vincerla due volte contro il Bayern, ma grazie a Norris Cole arriva la quinta vittoria consecutiva nel round 25 di Eurolega

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Finale palpitante all’Astroballe, dove il Bayern sopravvive a tre quarti orribili e rischia di completare la rimonta da -18, ma spreca tutto negli ultimi possessi. E’ 87-79 Asvel nel round 25 di Turkish Airlines Euroleague. Niente da fare: non si passa nella tana della squadra di TJ Parker, alla quinta vittoria consecutiva. Ovvero la striscia più lunga della propria storia nella manifestazione. Un altro scalpo eccellente: dopo il Barcellona e l’Olimpia Milano nel turno precedente, cade anche il Bayern di Andrea Trinchieri.

Analizziamo Asvel-Bayern nei 5 punti di Eurodevotion

Asvel: David Lighty ti mette le ali

Il primo quarto scorre sul filo dell’equilibrio, ma è soprattutto il regno di David Lighty. Il capitano dell’Asvel illumina la manovra offensiva con la sua intelligenza cestistica. Come sempre, la sua qualità principale è quello di leggere ciò che la difesa gli concede. Si propone ai compagni con movimenti essenziali, ma sempre efficaci per conquistarsi spazio e ritmo adatto a prendere una conclusione ad alta percentuale.

Esattamente quanto avviene nei suoi primi 9’53” sul parquet. Tempo sufficiente a produrre 9 punti, con un solo errore al tiro su 5 tentativi, oltre a 2 rimbalzi e 10 di PIR. Praticamente la metà del fatturato di una squadra che soffre la varietà di soluzioni dentro l’area degli ospiti, ma che chiude avanti di 3 al primo intervallo. Anche grazie a 3 recuperi

Bayern: attaccare l’area

E’ alla luce di questo diktat che il Bayern resta aggrappato alla partita nel primo tempo, anche assumendo il controllo delle operazioni in apertura di secondo quarto. Il 14/22 da due punti al 20′ è notevole e logica conseguenza del buon operato di tanti protagonisti diversi, con i quali Andrea Trinchieri può mischiare le carte e togliere punti di riferimento alla difesa avversaria.

Si va dalle entrate di forza di James Gist, partendo spalle a canestro. Non frequentissime, ma ben selezionate. Passando per le penetrazioni esplosive di un Wade Baldwin a dir poco incontenibile quando decide di mettere palla a terra e mettersi in proprio. Fondamentale, in tal senso, il lavoro di contenimento da parte del centro di turno del Bayern, favorendo l’apertura di un corridoio invitante verso il ferro. Kevarrius Hayes, partito in quintetto, palesa la sua attuale mancanza di massa muscolare e soffre tantissimo questa situazione, ma anche Fall viene sorpreso in un paio di situazioni.

Si può proseguire menzionando l’energia e il timing nel taglio di un Vladimir Lucic che conquista la totalità dei viaggi in lunetta del Bayern nei primi 20 minuti di gioco. Impagabile abilità di agire nelle pieghe della partita. Così come un Jalen Reynolds che si alza dalla panchina e raggiunge la doppia cifra in 9 minuti di gioco. Facendo impazzire Moustapha Fall nella sua metà campo, colpendolo dal mid-range, dove un varano come lui fatica a rincorrerlo. Oppure remando con maestria, sempre ai limiti del fallo in attacco, ma senza oltrepassarlo, per prendere posizione profonda. Laddove diventa impossibile da allontanare rispetto al canestro nel momento in cui l’ex Maccabi cerca il gancetto con la sua amata mano destra.

Siccome la partita di un giocatore, molte volte, somiglia a una moneta con le sue due facce, Reynolds sconta la carenza di centimetri nel duello a rimbalzo. Tagliare fuori Fall è una missione letteralmente impossibile e l’Asvel sfrutta la situazione come meglio non potrebbe. I 5 rimbalzi offensivi del proprio pivot sono benzina indispensabile per lo strappo finale che consegna un promettente +9 al rientro negli spogliatoi per l’intervallo lungo.

13-4

Siamo stati troppo soft, muovendo poco il pallone e intestardendoci nel palleggiare

Così anticipa l’inizio della ripresa Andrea Trinchieri, individuando le cause di una situazione di svantaggio abbastanza scomoda per il suo Bayern. La prima metà di terzo quarto, però, non consegna alcuna buona notizia. Nulla sembra cambiato infatti. I difetti della formazione bavarese sono i medesimi. Gli ospiti spendono il bonus in poco più di 3 minuti, ma senza provocare particolari problemi ai portatori di palla dell’Asvel. Anzi, arrivano principalmente per posizioni difensive sbagliate e carenza di reattività.

Non che vada meglio dall’altra parte. Non c’è particolare fluidità in attacco, con la palla che ristagna spesso su un lato. Assist migliore possibile per i francesi, poco impegnati e con piene forze per portare pressione sulla palla e concedere pochi tiri puliti. Il rapporto assist/perse, per quanto corretto al rialzo in seguito, è sincero testimone. 15 assist e 12 perse sono uno score che difficilmente può bastare a portare via una vittoria in trasferta in questo torneo.

E’ emergenza piena quando l’Asvel raggiunge il massimo vantaggio sul 57-39 a 4’17” dalla fine del quarto. Peraltro ripetuto a poco più di 2 minuti dall’ultima pausa. Un parziale di 13-4 che mette il Bayern spalle al muro. E il palleggio-arresto-tiro di Wade Baldwin è l’unica soluzione disponibile.

Norris Cole salva l’Asvel

Soluzione che, però, trascina i compagni a una reazione d’orgoglio nella quale, forse, nemmeno il tifoso più ottimista credeva ancora. Entrando negli ultimi 5 minuti di partita, i piedi iniziano a muoversi più velocemente in difesa, i tedeschi iniziano a mettere il proprio corpo con decisione tra l’attaccante e il proprio canestro. Un’energia diversa insomma, che è anche presenza sulle linee di passaggio.

Fioccano le palle perse per l’Asvel. Baldwin continua a imperversare, completando una prova da 19 punti (con 22 tiri…), 4 rimbalzi e 6 assist. Uno dei quali mette in ritmo Vladimir Lucic per la tripla del 73-69. Ideale filo diretto in un inseguimento avviato dai 7 punti di Paul Zipser a inizio quarto periodo. Adesso è pressione massima sui francesi, che faticano a tirare nei 24 secondi. L’ala serba del Bayern completa la rimonta con un clamoroso gioco da 4 punti per la parità a 2′ dalla fine (77-77).

Siccome il basket sa essere cinico e beffardo, è in questo momento che si spegne la luce ed entra in scena Norris Cole. L’uomo dei due anelli NBA con i Miami Heat e LeBron James fa valere tutta la sua esperienza con un paio di giocate di furbizia nei confronti di Baldwin. I suoi 6 punti filati negli ultimi 90 secondi valgono la posta in palio. Il suo giovane e talentuosissimo rivale diretto accusa il colpo e butta il pallone dell”ultima replica direttamente verso la panchina dell’Asvel. Cole e soci possono tirare un sospiro di sollievo e alzare le braccia il cielo. Il sogno playoff resta vivo, sebbene sempre molto complicato.

C’è un aspetto specifico del gioco che ha segnato una importante differenza, decisiva. Alla vigilia, si affrontavano due delle migliori squadre sul piano difensivo sul perimetro. Il Bayern limitava gli avversari di turno al 33,7% da 3 punti. L’Asvel si faceva comunque apprezzare con un ottimo 35,6%. Dato assolutamente speculare al 5/14 forzato stasera, ovvero il 35,7%. Al contrario, è stato prodotto un impressionante 10/15 in attacco. 5 triple in più che hanno avuto il loro grande peso in una partita in cui i padroni di casa hanno tirato peggio da 2 e perso lo stesso numero di palloni del Bayern. Insieme al 119 di valutazione, che sovrasta il 65 totalizzato dagli ospiti.

Vladimir Lucic, Eurolega | Eurodevotion
Vladimir Lucic “illude” il suo Bayern nel finale

Asvel-Bayern (e viceversa) vuol dire casa

Siamo al quarto confronto tra le due squadre nell’era moderna dell’Eurolega e si prolungherà l’attesa per il primo successo in trasferta. Due vittorie a testa: per l’Asvel, il successo di ieri sera fa seguito al 75-65 del 04/02/2020.

Il Bayern mastica amaro e dovrà attendere la prossima occasione per la rivincita. Magari all’Audi Dome. Luogo del 76-62 della sfida di andata, il 11/12/2020. Così come del nettissimo successo risalente al 17 ottobre 2019. 104-63 che rimane seconda prestazione assoluta di sempre per punti, valutazione (138) e scarto (41).

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Francesco Sacco

Iniziato al gioco da Kobe Bryant e della Benetton Treviso di Ettore Messina da piccolino. Travolto dalla passione per l'Olimpia Milano da "grande". C'è qualcosa di più bello della Final Four di Eurolega? Forse, ma non ditemelo.
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