Brindisi-Trieste e la partita della resilienza

Luca Castellano

Brindisi è la terza semifinalista delle Final Eight di Assago. I pugliesi aspettano la vincente tra Sassari e Pesaro

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Brindisi-Trieste è uno spot per l’equilibrio, la resilienza e lo spettacolo che una manifestazione come le Final Eight di Coppa Italia sanno regalare. I 40′ minuti pomeridiani della seconda giornata dei quarti di finale si potrebbero sintetizzare così.

Lotta vera, tattica e situazioni di gioco estremamente competitive, caratterizzate da un’intensità pazzesca.

Ad Assago i pugliesi centrano la terza semifinale consecutiva dopo le esperienze di Firenze e Pesaro, aspettando così la vincente del confronto tra Sassari e Pesaro (palla a due alle 20:45) e abbracciando le già qualificate Olimpia Milano e Reyer Venezia al day 3 del Forum.

Finisce 93-81 in favore dei ragazzi guidati da coach Vitucci, che devono sudare come detto prima e non poco contro i coriacei ragazzi di coach Dalmasson e una Trieste che verrà davvero ben fuori nel corso del girone di ritorno di LBA.

Come per i precedenti due quarti di finale, Eurodevotion vi snocciola in sintesi la sfida delle 18 appena conclusa, con la sua consueta analisi in 5 punti.

Brindisi-Trieste e la sfida senza un vero padrone

Il punteggio dice Happy Casa, la sfida invece dice anche Allianz. 40′ di equilibrio costante. Strappi, ricucite e contro-allunghi per quasi tutti i 40′ hanno reso frizzante la sfida. Frutto di un basket atletico, energico, tattico che due piazze così estremamente lontane geograficamente sanno esprimere e sono da esempio per i nuovi progetti che il basket italiano da cui prendere esempio, Chapeau per coach Vitucci e Dalmasson, una sfida nella sfida davvero divertente e interessante sotto tanti punti di vista.

Brindisi-Trieste e la sfida del tiro da tre

Due modi di vedere il basket quasi simili ma allo stesso tempo offensivamente molto diversi. Trieste è stata brava a frenare la voglia di correre (tanta) che mette sempre in mostra Brindisi e capace di contrastare con isolamenti e soluzioni molto interessanti il cambio sistematico dei pugliesi, capaci di vivere di pochi pick-and-roll ma di molte letture e un basket molto più estroso. L’unico vero punto in comune: il tiro da dietro l’arco. Brindisi tira meglio, con il 52% e vince la sfida con Trieste che si arresta al 43% soltanto nelle battute conclusive. Modernità anche da piccole piazze in ascesa. Taking note…

Trieste: Doyle e Henry da seguire

Alviti in chiaroscuro, Laquintana bene a sprazzi, Da Ros sontuoso nel primo tempo ma soprattutto oltre Fernandez ci sono Doyle e Henry a guidare Trieste nella lotta serrata con la coralità di Brindisi. I due stranieri dell’Allianz giocano una partita strepitosa su entrambi i lati del campo e dominano l’energia offensiva dei friulani. In due combinano 31 punti, 9 rimbalzi e una notevole energia difensiva che alla lunga non basta per fermare il ciclone pugliese, che nell’ultimo quarto strappa definitivamente il pass per le semifinali.

Brindisi-Trieste: Visconti carattere da MVP

Oltre la leadership a tutto tondo di Thompson, oltre l’atletismo e la voglia di esserci targata Gaspardo e Udom, oltre il recupero di Derek Willis, Brindisi-Trieste è stata la partita di Riccardo Visconti. Il giovane prodotto Reyer è glaciale. Sangue freddo che serve per mettere da parte l’assenza del leader D’Angelo Harrison e far sua la partita contro la squadra di coach Dalmasson. 12 punti in 11 minuti di gioco, 2 triple che pesano un macigno nel crunch time lo eleggono come personale MVP della sfida.

Happy Casa Brindisi: la coralità per sognare

Sassari o Pesaro ora per Brindisi non fa davvero differenza. Tra la terza finale consecutiva e la gloria c’è solo la sfida di domani sera alle 20:45. Coach Vitucci, come detto ad Eurosport al termine del match, sa perfettamente che nulla è stato compiuto. Senza Harrison serve coralità, massimo sforzo e grande prova di tutto il collettivo. Oggi ben 6 giocatori in doppia cifra per l’Happy Casa, uno di loro addirittura quasi in tripla doppia addirittura e che detta il tempo per i compagni. Alternando estro e pazienza maturata in Europa. I pugliesi sono un osso duro. Nella loro competizione preferita più che mai. E la resilienza mette in mostra le vere squadre. Come avvenuto questa sera.

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