La lavagnetta delle F8: il contropiede primario di Bologna

Andrea Ranieri
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Con l’Eurolega in pausa per lo svolgimento delle varie coppe nazionali, anche la lavagnetta di Eurodevotion a queste, appunto, si dedica. Una serie di interventi tecnici specifici per analizzare una situazione particolare che sia punto di forza delle diverse protagoniste delle Final Eight di Coppa Italia che cominceranno giovedì al Forum di Assago. Il contropiede è religione nella Virtus Bologna 2020-2021, una delle contendenti principali al trofeo.

Un andamento altalenante ha in realtà relegato la Virtus alla quarta testa di serie, che significa rivincita dello scorso anno contro la Reyer Venezia ai quarti e possibile semifinale al cospetto dell’Olimpia Milano. Insomma, questo lato del tabellone è infernale. L’arma del contropiede peserà dunque ancora di più, dovendo affrontare due delle difese meglio organizzate a metà campo in tutto il panorama italiano.

Entriamo dunque nel vivo, analizzando tre diverse situazioni di contropiede primario, dai due punti di “furbizia”, passando per una situazione di parità numerica e arrivando a un sovrannumero tre contro due.

Il contropiede di Bologna: i canestri “rubati”

Urge subito specificare che l’aggettivo “rubato” non intende avere alcuna connotazione negativa in questo contesto. Anzi, quella di trovare punti facilissimi nel corso delle partite è assolutamente un’arte. Un’arte che alla Virtus conoscono bene, soprattutto grazie a due interpreti di talento ed esperienza come Milos Teodosic e Stefan Markovic, veri cardini dei tanti contropiede bolognesi.

Il contrpiede di Bologna: un facile canestro rubato contro zero

Cerchiamo di capire meglio la situazione proposta nel nostro spaccato video. La Virtus, in trasferta a Podgorica contro il Buducnost, recupera il pallone in occasione di un alley-oop sgangerato. Per tagliare i tempi necessari a una classica apertura, Amar Alibegovic, che vede Teodosic molto vicino, gli tocca il rimbalzo direttamente nelle mani.

Intanto, Markovic, sulla corsia opposta del campo, si accorge che la squadra montenegrina è piazzata molto male per la transizione difensiva. Sono infatti venuti meno i principi base di quella che si chiama bilancia difensiva. La guardia serba comincia quindi a correre largo appena capisce che la palla sta per essere recuperata dai propri compagni.

La maestria di Teodosic fa il resto. Come ogni grande playmaker, il Mago riceve il pallone e immediatamente rivolge lo sguardo al campo. Vede Markovic in posizione di fuorigioco calcistico e subito lo serve con un ottimo passaggio due mani dal petto. Il risultato sono due punti velocissimi e senza dover produrre grande sforzo.

Il contropiede di Bologna: una circostanza di parità numerica

Naturalmente sono di più complessa gestione quelle situazioni di contropiede in cui non sussista un vantaggio numerico per chi attacca. Nelle occasioni di parità numerica è fondamentale che uno degli attaccanti coinvolti, con o senza palla, sappia generare un vantaggio, battendo il difensore che si è accoppiato con lui. Cerchiamo di capire più a fondo.

Il contropiede di Bologna: una situazione di parità numerica

Il video questa volta è estratto dalla trasferta europea della Virtus sul campo del Monaco, nel contesto del girone eliminatorio di Eurocup. Il contropiede origina dalla classica giocata difensiva di Alessandro Pajola. Il classe 1999, battuto, sfrutta il fatto di essere dietro l’attaccante per toccargli il pallone e rubarglielo. A raccogliere la sfera è poi il solito Teodosic, che parte in palleggio.

La situazione che si genera è di fatto quella di un due contro due del serbo e di Amedeo Tessitori. Si può parlare di tre contro tre se si considera l’arrivo di Awudu Abass e del difensore corrispondente, estranei in realtà allo sviluppo dell’azione. Come si diceva sopra, questa casistica richiede che uno degli attaccanti riesca a prendere un immediato vantaggio. Tessitori non ha l’occasione per riuscirci senza palla, quindi ci pensa Teodosic.

Il Mago, vedendo uscire il difensore monegasco molto aggressivo, aspetta che questi gli sia più vicino possibile. Si creano così i presupposti per l’utilizzo della virata. La corsa di Tessitori impegna intanto i difensori che recuperano in area, impossibilitati così a intervenire contro la penetrazione. Il lungo italiano è però anche bravo ad arrestare il proprio taglio quando si accorge che Teodosic sta attaccando, evitando di disturbare l’azione del compagno e rendendosi eventualmente disponibile a rimbalzo offensivo.

Il contropiede di Bologna: la gestione del sovrannumero

Può sembrare particolarmente banale la conduzione di un contropiede che mostri un sovrannumero all’attacco, ma così non è, soprattutto ad alti livelli. In particolare, la situazione di tre contro due non è sempre soggetta a letture ovvie. La Virtus Bologna, nonostante ciò, è comunque molto attenta anche in queste occasioni, segno ulteriore di un vero e proprio punto di forza.

Il contropiede di Bologna: la gestione del sovrannumero tre contro due

Per quest’ultima parte torniamo nuovamente in terra montenegrina. Per l’ennesima volta tutto parte da una buona azione difensiva delle V Nere. In questo caso il protagonista è Kyle Weems, che effettua un ottimo aiuto dal lato debole contro una penetrazione. Il corretto utilizzo della braccia consente all’ala americana di recuperare in maniera pulita il pallone.

Onde evitare perdite di tempo e grazie allo spazio a disposizione, lo stesso Weems conduce il palleggio in prima persona. Markovic e Teodosic capiscono subito l’antifona e cominciano a correre nelle corsie. Si genera così un classico sovrannumero tre contro due per l’attacco. Appena vede un difensore uscire aggressivo contro di lui, Weems apre per Markovic.

Il serbo tiene impegnatissima la difesa attaccando direttamente il ferro in palleggio. Intanto Weems legge che entrambi i difensori si stanno opponendo alla penetrazione di Markovic, quindi non lo stanno guardando. Anziché accontentarsi di rimanere fuori dall’arco per un tiro piazzato, l’americano di Bologna taglia al centro del pitturato per ricevere lo scarico del compagno e concludere con due punti al ferro.

Il contropiede della Virtus Bologna dovrà essere una delle armi principali per provare a uscire dalla parte più dura del tabellone di questa Coppa Italia. Per fare questo, bisognerà prima di tutto difendere, difendere per davvero.

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