La lavagnetta delle F8: la transizione offensiva dell’Happy Casa Brindisi

La lavagnetta tattica di Eurodevotion scende per la prima volta a Sud. Quest’oggi ci occupiamo proprio della transizione offensiva dei pugliesi dell’Happy Casa Brindisi targata coach Frank Vitucci.

0 0
Read Time:3 Minute, 57 Second

Con l’Eurolega in pausa per lo svolgimento delle varie coppe nazionali, anche la lavagnetta di Eurodevotion a queste, appunto, si dedica. Una serie di interventi tecnici specifici per analizzare una situazione particolare che sia punto di forza delle diverse protagoniste delle Final Eight di Coppa Italia che cominceranno giovedì al Forum di Assago. Una delle principali protagoniste della competizione in scena da giovedì in terra lombarda sarà sicuramente l’Happy Casa Brindisi e uno dei suoi cavalli di battaglia cestistici: la transizione offensiva.

Happy Casa Brindisi: l’inizio di un sogno e di aspettative all’apparenza impossibili

Parlare del progresso dell’attuale stagione dell’Happy Casa Brindisi parte da molto, molto lontano. Due anni e mezzo fa fu cruciale l’addio di Sandro Dell’Agnello, ei fu protagonista di quella vera stella del Sud targata Caserta di coach Marcelletti, esonerato per un inizio di stagione imbarazzante dei pugliesi che in quella “stagione in corso” si salvano chiamando coach Frank Vitucci.

Da lì in avanti, complice l’arrivo dell’ex capitano Adrian Banks, sono due stagioni in crescendo tecnicamente, tatticamente ed moralmente alla città pugliese. Due quarti posti (quello dello scorso anno confermato ahimè dalla chiusura del campionato causa Covid-19), ma soprattutto terzo posto alla Supercoppa di Bari (miglior manifestazione per cornice di pubblico nel primo atto della stagione da circa 5 stagioni) e ben 2 finali di Coppa Italia perse all’ultimo atto prima con la Cremona di Sacchetti, poi con la Reyer di coach Walter De Raffaele.

Risultati che ad inizio dell’era Ferdinando Marino non si sarebbe di certo avverato senza il grandissimo lavoro certosino da parte di Simone Giofrè nel scovare talenti come Darius Thompson, John Brown III, Nick Perkins e soprattutto D’Angelo Harrison e Derek Willis per gli stranieri e nomi come Riccardo Moraschini, Alessandro Zanelli, Riccardo Visconti e Mattia Udom completamente rigenerati e usciti dalla comfort zone dei campionati inferiori italiani, i quali hanno permesso di raggiungere risultati clamorosi come il secondo posto attuale in regular season e vera spina nel fianco in campionato di big come Milano, Sassari e soprattutto Virtus Bologna.

La transizione offensiva dell’Happy Casa Brindisi: pro e contro

Se abbiamo deciso di snocciolarvi in bene le pillole della costruzione che una piccola, piccolissima società di poco più di 100 mila abitanti, che ad oggi se la sta tranquillamente giocando con le grandi forze della storia recente della Lega Basket Serie A, il tutto viene soprattutto da un processo tecnico-tattico che ha visto evolversi partita dopo partita, settimana dopo settimana.

Il nome e cognome è insindacabilmente quello di Frank Vitucci. L’uomo trevigiano ha dato spazio alla sua idea concettualmente di basket basata su cambi sistematici in difesa, ferocia a rimbalzo, un vero e proprio asset di pick and roll con la guardia o meglio realizzatore come D’Angelo Harrison ora e prima con Adrian Banks, ma soprattutto una transizione offensiva e una capacità di correre all’interno dei 28×13 metri di parquet in maniera sagace ed intelligente e intelligibile da contrastare per le difese avversarie.

Il pick and roll di Brindisi è una delle armi cruciali dal punto di vista offensivo. Qui ne prendiamo spunto nel match contro la Fortitudo Bologna.

La Happy Casa Brindisi, grazie anche alla sua transizione offensiva, costituisce il sesto miglior Pace del campionato. Una delle dimostrazioni chiare e limpide del vero che la compagine pugliese viaggiando sempre e costantemente ad alti ritmi in campionato e in Basketball Champions League, sia capace di mettere in difficoltà qualsiasi avversario e di qualsiasi portata. Da questo punto di vista sono cruciali il lavoro dei lunghi Perkins, Krubally e Willis. Entrambi atletici e completamente versatili nel guidare attacco e difesa a piacimento durante la sfida e capaci di lanciare gli esterni di grande qualità in corsa e a conclusioni ad alta percentuale.

Esempi di transizione offensiva targata Happy Casa Brindisi contro Fortitudo Bologna e Allianz Trieste

In video viene dimostrato tutto il mantra tecnico-tattico di Vitucci. Giocatori duttili, capaci di saper eseguire ogni tipo di fondamentale offensivo e difensivo con o senza palla e soprattutto capaci di concludere al meglio qualsiasi tipo e situazione di gioco. Sarà questa la vera chiave tattica specie al debutto con una Trieste nettamente in palla alla vigilia di questa Final Eight di Assago per i pugliesi.

D’altro canto, però, occorre stare al meglio emotivamente e soprattutto fisicamente per mantenere un certo standard e un certo livello dal punto di vista del gioco offensivo e frizzante messo in mostra sin qui in questa stagione. Sarà tutto nelle sapienti mani di Darius Thompson (15 punti e altrettanti assist a Treviso la scorsa domenica) il vero leader senza gli infortunati Willis e Harrison. Correre per vincere: spiega e dimostra (con poco) Frank Vitucci e l’Happy Casa Brindisi.

Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleepy
Sleepy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

One thought on “La lavagnetta delle F8: la transizione offensiva dell’Happy Casa Brindisi

Next Post

La lavagnetta delle F8: il post basso nell'attacco di Sassari

Con l’Eurolega in pausa per lo svolgimento delle varie coppe nazionali, anche la lavagnetta di Eurodevotion a queste, appunto, si dedica. Una serie di interventi tecnici specifici per analizzare una situazione particolare che sia punto di forza delle diverse protagoniste delle Final Eight di Coppa Italia che cominceranno giovedì al […]
Pozzecco Post | Eurodevotion

Subscribe US Now

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: