Baskonia-Zalgiris (23° turno): Ivanovic batte Schiller sul ritmo

Andrea Ranieri
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Arriva da Baskonia-Zalgiris una delle sorprese del 23° turno di Euroleague. Dopo la vittoria del Bayern a Mosca, infatti, la banda di coach Dusko Ivanovic ferma i lanciatissimi lituani con il punteggio di 81-68. Una vittoria che ha visto l’esperto tecnico serbo prevalere sul proprio giovane rivale Martin Schiller.

Ivanovic ha infatti imposto alla squadra di Kaunas un ritmo molto più basso e spezzettato di quello che le necessita per esprimere il suo piacevolissimo gioco offensivo. Dopo un buon inizio, i lituani si sono completamente persi, vedendo il Baskonia fuggire e prendere il definitivo controllo di una gara mai in discussione. Non basta probabilmente a rilanciarsi per la lotta playoff, ma l’esito di Baskonia-Zalgiris è comunque inatteso. Proviamo a spiegarvelo nei nostri cinque punti.

Baskonia-Zalgiris: luci e ombre del sistema Schiller

Come abbiamo anticipato, questa gara ha mostrato ogni lato della fase offensiva dello Zalgiris Kaunas. Soprattutto quello peggiore. Quella fase offensiva che li ha portati a sorprenderci anche in questa stagione. Diversamente da quelle precedenti, quando la difesa di Sarunas Jasikevicius era stata spesso la chiave di volta. I primi sei minuti sono quelli che conosciamo: ritmo forsennato, una motion offense giocata con fluidità e convinzione. E infatti il risultato pare arridere subito ai viaggianti.

Baskonia-Zalgiris | Eurodevotion
Baskonia-Zalgiris: è mancata la fluidità offensiva lituana

Poi, quando Pierria Henry e Luca Vildoza si decidono ad abbassare il numero dei possessi, cambia tutto. Lo Zalgiris non trova più transizione e fatica ad entrare nel proprio sistema. Viene fuori la lacuna più evidente: a roster non ci sono giocatori in grado di generare vantaggi in autonomia, a giochi rotti, quando tutto gira male. La partita passa dall’estetico al pratico. E così non è roba per questa edizione di Kaunas.

Pierria Henry e Luca Vildoza: ragionatori per una notte

Chi scrive, esprimendosi sul Baskonia, ha spesso evidenziato le difficoltà di Henry e Vildoza a travestirsi da ragionatori. Ebbene, Baskonia-Zalgiris ha mostrato che possono esibire anche questo volto tecnico. A inizio gara, quando i baschi sono maggiormente in difficoltà, entrambi accettano la corrida imposta dai lituani. Poi, sicuramente illuminati da coach Ivanovic, i due comprendono e fanno propria la necessità di rompere quel ritmo.

Più gioco a metà campo e tanto uso del pick and roll. Nella difesa dei giochi due sulla palla la squadra di Schiller palesa chiare difficoltà. Il match cambia nettamente pelle dal secondo quarto. Dopo aver concesso 20 punti nel solo primo quarto, il Baskonia permette ai propri opponenti di metterne a referto appena 48 nei restanti tre. Emblematico che una squadra “elegante” come lo Zalgiris di quest’anno faccia registrare 15 assist a fronte di 20 palloni persi.

Baskonia-Zalgiris: il rude meglio del bello

Per tenere i biancoverdi lituani sotto i 70 punti segnati non si è trattato naturalmente solo di abbassare il ritmo tramite la gestione del pallone. Il Baskonia ha anche capito un meccanismo fondamentale: lo Zalgiris, per essere efficace, deve giocare “bello”. E per giocare bene serve avere gli spazi e i tempi, altrimenti questo non è possibile e si scade nella rumba degli uno contro uno. E allora Ivanovic ha costretto i propri soldati a imporre il rude sul bello.

Dai secondi dieci minuti, infatti, la difesa locale cambia completamente i propri connotati. Dopo un primo periodo passato a inseguire da terga un attacco che andava ai mille all’ora, gli spagnoli hanno iniziato a imporre durezza e fisicità. Tanta pressione sul pallone e anticipo sulle linee di passaggio più immediate, con ampio utilizzo del cambio sistematico. Nella metà campo basca si è trasformato tutto in cinque uno contro uno sconnessi fra loro, che sono valsi pure diversi contropiede ai padroni di casa.

Zalgiris Kaunas: manca qualcosa in difesa?

Baskonia-Zalgiris ha dato l’impressione, come già accaduto in stagione, che a questa edizione del team di Kaunas manchi qualcosa in fase difensiva. Nonostante non sia cambiato nemmeno moltissimo a livello di roster, rispetto alle annate precedenti è chiaro che non stia nella retroguardia il punto reale di forza. Ovviamente ciò è dato dal completo cambio di filosofia offensiva, tra le altre cose. Ma una partita giocata perlopiù a metà campo ha fatto emergere anche alcune problematiche vere e proprie.

Baskonia-Zalgiris | Eurodevotion
Baskonia-Zalgiris: le difficoltà difensive dei lituani

Prima fra tutte, quella della difesa sul pick and roll. Una difesa che, nella notte di Vitoria, è risultata invero piuttosto confusionaria, ai limiti dell’incomprensibile. Innanzitutto, è inaccettabile che il reparto lunghi, con Joffrey Lauvergne su tutti, non azzecchi manco per sbaglio un angolo difensivo contro il pick and roll. E un secondo elemento è il seguente. Bisognerebbe avere delle scelte codificate a seconda delle diverse situazioni di pick and roll che si fronteggiano. Stasera tutto questo non si è visto.

Baskonia-Zalgiris: la vittoria di Dusko Ivanovic su Martin Schiller

Martin Schiller è giustamente tra i principali candidati al premio finale di Coach of The Year. Legittimamente, ribadiamo. Ma stasera ha decisamente perso il confronto con il molto ben navigato coach di Baskonia. Con i punti precedenti abbiamo evidenziato con quali armi, tra attacco e difesa, Dusko Ivanovic abbia annullato, raso al suolo le idee dello Zalgiris. Sappiamo anche che il giovane Schiller ama essere studente del gioco. Ebbene, cosa può aver imparato il coach austriaco sul proprio gruppo?

Noi, con l’umiltà di chi certo non allena in Eurolega, mettiamo sul tavolo due migliorie a nostre giudizio necessario. Due notazioni che, per coerenza, discendono direttamente da quanto detto finora. Prima di tutto, in attacco servono alternative a quel (bellissimo) gioco di flusso. Non è detto che sia sempre possibile, d’altronde, giocare nel “flow”. E allora c’è bisogno di qualche set a difesa schierata, che in Baskonia-Zalgiris avrebbe tanto giovato. Qualcosa che conservi la capacità di giocare insieme anche quando l’avversario prova a toglierla.

E poi, urge naturalmente una crescita in ottica difensiva, con particolare attenzione al tema del pick and roll. A roster non ci sono difensori che eccellano in maniera particolare, ma non vi poteva contare neanche Jasikevicius. Bisogna mettere lì volontà e chiarezza in ciò che si vuole fare a prescindere dall’attacco che ci si trovi davanti. Due lezioni, due, da cui passa l’immediato futuro di questo Zalgiris. Perché, siamo certi, Martin Schiller imparerà dalla sconfitta infertagli da Dusko Ivanovic.

Baskonia-Zalgiris | Eurodevotion
Baskonia-Zalgiris: Schiller lavorerà per migliorare la propria difesa

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