Khimki-Fener: 8a vittoria in fila e Shved KO!

Spettacolo e imbarazzo nella stessa partita

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Khimki-Fener apre il giovedì di doppio turno del Round 23 di Eurolega. La differenza tra le due squadre è importante, non solo in termini di classifica. I russi non vincono da quando in Italia si usava la lira. Il Fener invece compone l’ottava sinfonia di Beethoven. 8 vittorie di cui l’ultima è una passeggiata di salute.

Eccetto l’ultimo quarto dove il Khimki tiene, i restanti minuti vedono una supremazia Fener ai limiti dell’imbarazzo per chi assiste alla partita. Altro centello subito da Shved e compagnia e punteggio finale di 107-76 per gli ospiti.

Con i nostri abituali 5 punti di Eurodevotion vi raccontiamo la sfida Khimki-Fener.

Khimki-Fener: Gialloblu che risalgono, gialloblu che affondano

Due squadre unite nei colori sociali, ma su lati opposti per quanto riguarda la forma stagionale. Da una parte il Khimki sembra stia affondando nella Fossa delle Marianne, senza possibilità di rivedere la luce e tornare a galleggiare. La vittoria manca dal round 9 e gli unici record che si stanno infrangendo sono tutti negativi. Già le 21 sconfitte sono un record di per sè, così come i 13 referti gialli di fila, in proiezione, avvicinano il Khimki alla peggior stagione di una squadra nella storia dell’Eurolega moderna. Il cambio in panchina Kurtinaitis-Maltsev, tentativo disperato di invertire la rotta, non ha cambiato nulla. Così, altro centello subito e avversari in accademia già dal 3° quarto.

Il Fener si trova appunto nella situazione opposta. L’arrivo di Guduric, non casualmente, insieme ai quasi simultanei rientri di De Colo e Vesely, hanno svoltato la stagione dei turchi. 8 vittorie consecutive, di cui quella di stasera sembra solo un allenamento. Anche la situazione in classifica è cambiata quindi, con il Fenerbahçe pre-Guduric a navigare nel fondo degli “standings”, mentre quello attuale si trova pienamente impegnato nella lotta playoff. Inoltre, fattore da non sottovalutare, il graduale adattamento della squadra ai sistemi di gioco di coach Kokoskov. Da una situazione di iniziale ingarbugliamento, a un sistema sempre più oliato.

I Fantastici 4 di Khimki-Fener

Dai record negativi del Khimki si passa in fretta a quelli “positivi” del Fener, che dopo un primo quarto a rilento, si concretizzano tutti nei restanti 30 minuti di dominio incontrastato. Con il 29/34 2 e quindi un 86.4% da 2, si avvicinano alla miglior prestazione nella storia dell’Eurolega registrata dal Panathinaikos nel 2009. Inoltre, i 107 punti messi a segno, vanno al pari con la miglior prestazione nella storia della squadra.

Il dato che impressiona e rende meglio l’idea sulla differenza tra le due squadre in campo è quello delle valutazioni (Player Index Rating). 155 il dato di squadra, record nella storia del club che è girato attorno alle super prestazioni di 4 giocatori. Tutti sopra il 23, come non succedeva dal 2010: Jan Vesely (27), Nando De Colo (26), Lorenzo Brown (25) e Dyshawn Pierre (23) con solo gli ultimi due a stare in campo fino alla fine. Quindi dominio netto anche nel foglio delle statistiche.

Dyshawn Pierre: uomo copertina e Mvp

La stagione da rookie di Eurolega dell’ex ala di Sassari è in netta ascesa. Non serve Khimki-Fener per trarre conclusioni simili, ma si tratta comunque dell’uomo partita e la sua prestazione è solo la migliore tra tante buone gare e una crescita esponenziale che non è destinata a finire. Uno schiaffo in faccia ai tanti che credevano fosse presto per lui il salto in Eurolega.

Esplosività, atletismo e tanta intensità in difesa sono tra le sue miglior doti, tra le più ricercate per un giocatore della massima competizione europea. Poliedrico anche nel ruolo in campo, visto che può giocare in entrambi i ruoli di ala e anche come centro atipico, con la possibilità di reggere su tutti i cambi difensivi. Con 14 punti, 6 rimbalzi e 3 assist Khimki-Fener è la sua miglior partita in stagione, ma di buone partite ce ne aspettiamo altre da lui.

Khimki: salvare il salvabile

Compito arduo se a quanto detto sopra si aggiungono anche i problemi finanziari usciti in questa settimana. Rimane il fatto che con l’uscita delle figurine, per un motivo o per l’altro, dal roster, partendo da Monroe, finendo a una probabile uscita di Booker, sono rimasti i fedelissimi alla causa Khimki. Il progetto però non potrà ripartire sicuramente dall’Eurolega, viste le orecchie fischianti a Bertomeu ormai da mesi.

Qualsiasi pretesa sulla stagione 20/21 sono ormai andate a farsi benedire, ma sia in Khimki-Fener, che nella sconfitta contro il Bayern, sono emerse diverse individualità, partendo da McCollum, fiore nel deserto del mercato di inizio stagione, fino ai giovani emergenti nel garbage time. Certo si tratta comunque di una monarchia, non di una squadra e finché il principe regnante occuperà il trono sarà difficile cambiare qualcosa.

Khimki-Fener: il ballo delle debuttanti

Direttamente collegato al punto sopra, due importanti prime volte per alcuni giovani del Khimki. Due giocatori del Khimki ricorderanno per sempre questa notte perché Khimki-Fener è la partita in cui hanno segnato i loro primi punti in Eurolega. Vladislav Sharapov ha segnato il primo canestro della partita e ha chiuso con 8 punti (4/5), 3 rimbalzi, 1 assist e 1 recupero nei 23 minuti giocati. Dmitrii Kadoshnikov ha fatto la sua seconda presenza in Eurolega e ha segnato i suoi primi punti con un layup nell’ultimo quarto. Altro giovane ad entrare in campo, Tarik Biberovic, che non va a referto nel giorno del suo 20esimo compleanno, ma solo per un fischio arbitrale.

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Riccardo Corsolini

Appassionato di Sport in generale, nato e cresciuto con la pallacanestro in testa e nelle mani. Scrivo della mia squadra e di Eurolega su Eurodevotion, tentando di prendere il ferro.
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