La polemica tra Messina e Trinchieri: cosa dice il regolamento?

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La polemica tra Messina e Trinchieri, nel dopo partita di Olimpia vs Bayern, chiusasi col nettissimo successo milanese, ha occupato gran parte dell’attenzione degli appassionati nelle giornata di oggi.

Del dettagli dei fatti vi abbiamo già riferito in mattinata. Non ci pare il caso di ricostruire ciò che riguarda le cause scatenanti di quanto accaduto in sala stampa, peraltro liquidato dal coach milanese come «una cagata».

Si è parlato di mancata stretta di mano, si è detto che ci sarebbe stato l’ormai tristemente celebre, di questi tempi, “pugno” tra i due allenatori cui sarebbero seguite alcune parole di cui non conosciamo ovviamente il contenuto: impossibile saperlo se non chiarito dai protagonisti.

Ciò che ci interessa è capire cosa dice il regolamento sulle tempistiche della sala stampa ed allora abbiamo spulciato il capitolo dedicato all’interno delle “Bylaws” di Eurolega.

A pagina 215 vi è l’articolo 94 intitolato POST-GAME PRESS CONFERENCE

Al comma 1 si definisce la regolamentazione. Tutto ciò che segue il comma è più o meno quanto conosciamo, ovvero che le responsabilità organizzative spettano al responsabile “media” del club di casa. Tra l’altro, leggendo qua e là diverse regole riguardanti disponibilità verso la stampa ed obblighi dei club, diciamo che ci sarebbe una lunghissima lista di manchevolezze…

Ma ecco il testo che regolamenta.

«La sala stampa sarà vicina agli spogliatoi ed ai locali in cui lavorano i media. Una conferenza stampa col Coach della squadra in trasferta inizierà entro un massimo di 20 minuti dalla sirena finale. Immediatamente dopo la conclusione di questa conferenza vi sarà quella dell’allenatore della squadra di casa».

Di conseguenza i famosi “20 minuti di attesa” che ha lamentato Ettore Messina, se passati, rappresentano una violazione del regolamento da parte di Andrea Trinchieri. Cosa possa accadere nel caso di questo dilungarsi non è specificato nel regolamento.

Analizzato cosa dicono le leggi di Eurolega, le uniche considerazioni che si possono fare riguardano, abbastanza chiaramente, i rapporti tra i due club, tra i due allenatori ed il lavoro dei rispettivi addetti stampa.

In passato abbiamo atteso ben oltre i 20 minuti in parecchi casi senza che ne nascessero siparietti o polemiche, chiamateli come volete, di questo tipo. E’ evidente che i rapporti non sono idilliaci, per usare un eufemismo. Il richiamo “messiniano” all’aver letto, dopo la vittoria dell’andata, che «avevamo avuto culo» ne è palese testimonianza, come tutto quanto accaduto subito dopo la sirena.

Detto che alla fine di tutto non ci pare nulla di particolarmente grave, ma nemmeno casuale, e che i soggetti implicati sanno bene cosa hanno fatto e perchè, ci pare esercizio abbastanza inutile cercare di dare ragioni o torti.

In fondo la pallacanestro era forse anche più divertente quando imperavano le rivalità più accese, nella sostanza come nella forma, oggi un po’ troppo anestetizzata da un rispetto di facciata.

Ed allora non ci resta che citare un Pablo Laso recentemente filosofico: «Il campo è come Las Vegas, quello che succede lì resta lì». Certo, se resta lì.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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