Round 21: Lo Zenit si impone sull’Efes grazie ad un primo tempo clamoroso

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Lo Zenit vince contro l’Efes per 85-78 grazie ad un primo tempo da urlo in cui gli uomini di Pascual hanno messo in scena una delle migliori difese viste in questa stagione. La reazione rabbiosa dei turchi nel terzo quarto non è stata sufficiente per rimontare una squadra che ha mandato ben 7 uomini in doppia cifra e ha dato prova, se ancora ce ne fosse bisogno, di essere una big del torneo. Analizziamo quindi la partita attraverso i 5 punti di Eurodevtion:

  • L’attività dei giocatori in campo – Una grande difesa prescinde innanzitutto dalla responsabilità individuale di ogni giocatore in campo ed è il caso dello Zenit in cui anche un non eccelso difensore come Pangos cerca di mettere tanta pressione sulla palla. Il primo tempo è un clini difensivo dello Zenit che rischia tantissimo sulle linee di passaggio: questo non sarebbe possibile però se sul pick ‘n’ roll laterale dell’Efes i lunghi non fossero perfetti a fare show forte sul palleggiatore. Di questo ne hanno approfittato soprattutto Ponitka e Will Thomas, lesti nell’intercettare il pallone e volare a canestro sui ribaltamenti ospiti. Anche in attacco i padroni di casa hanno mandato totalmente in confusione gli avversari, sorpresi da backdoor banali segno di grande movimento lontano dalla palla. I 20 assist di squadra non sono un caso.
  • La collaborazione due lati del campo Pangos-Gudaitis – Il livello d’intesa che Pangos e Gudaitis hanno raggiunto è di altissimoa fattura ed è difficile trovare un gioco a due più letale in Eurolega: il lituano, visibilmente in forma, ha tempi di blocco e di taglio a canestro senza pari, mentre il canadese è maestro nel non fermare il palleggio e mettersi nelle condizioni ideali per poter scegliere fra un tiro o un lob al suo centro. Anche i difesa i due sono andati benone, e Gudaitis in particolare è stato straordinario nei primo 20 minuti ad alternare fra cambio sistematico, show forte e drop: Larkin ci ha capito ben poco.
  • La pessima serata turca dall’arco – Il 7/29 da tre dice molto della sconfitta dell’Efes, ma i numeri non dicono tutto della bontà dei tiri presi dagli ospiti. Lo Zenit ha speculato sul tiro da fuori avversario sin dall’inizio per mandare dentro Micic e Larkin, e Moerman e Singleton, impalpabili per tutto il match, sono stati troppo imprecisi sugli scarichi dei loro esterni. Le cose migliori si sono viste nel secondo tempo quando il serbo e l’americano hanno giocato pick ‘n’ roll molto alti, in cui Gudaitis è andato decisamente più in sofferenza. Micic in particolare, è stato fantastico nell’attaccare spesso dalla parte opposta al bloccante, soprattutto quando in marcatura su di lui c’era Pangos. Con certi numeri dall’arco però è ormai quasi impossibile vincere.
  • Che spettacolo Hollins – Abbiamo sempre apprezzato Austin Hollins come grandissimo tiratore, ma spesso non abbiamo lodato abbastanza ciò che fa nella sua metà campo. Il numero 9 è stato encomiabile nei minuti in cui è stato accoppiato a Micic, mentre sul lato debole è stato spesso intelligente a staccarsi per aiutare sul palleggiatore avversario e forzare lo scarico per uno dei tanti tiri da tre falliti. Sono sue inoltre le tre triple che nel primo tempo hanno scavato il solco del 53-31 da cui l’Efes non è più risalito. Ciliegina sulla torta i 5 assist personali.
  • Il silenzioso impatto di Zubkov – No Poythress, no problem. Certo, Zubkov non ha la metà del talento offensivo dell’ex Pacers, ma la sua presenza in campo è stata fondamentale nel quarto periodo per respingere gli assalti dell’Efes, grazie alla grande mobilità di piedi in difesa, dimostrandosi decisivo quando Gudaitis non ne aveva più ed era tatticamente in difficoltà contro lo small ball ospite. I 12 punti con 2 triple dimostrano inoltre come il lungo russo si sia fatto trovare pronto sugli scarichi dei suoi esterni. In attesa del rientro del suo fenomeno, Pascual può coccolarsi col suo specialista che oggi, insieme ai suoi compagni, si trova al terzo posto in classifica.
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