Asvel-Oly: il patto suicida francese fa continuare la rincorsa greca

All’Astroballe di Lione Asvel-Oly consegna una partita frizzante ed equilibrata fino a 4 secondi dal termine. E’ una situazione di gioco errata dei francesi a consegnare la vittoria alla squadra di Bartzokas.

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L’equilibrio, seppur sottile deve pur rompersi. Asvel-Oly, recupero della decima giornata di Turkish Airlines Euroleague ci insegna questo. Che tra strappi e ricucite avversarie di pronta risposta nel punteggio, nel basket l’equilibrio sotto molti aspetti deve mutare.

Nel punteggio, nella forma del gioco, nelle situazioni mentali di gestione della partita, l’equilibrio è il caposaldo di una squadra che se vuol stare al proprio posto e vuole essere competitiva per le posizioni che contano.

La partita dell’Astroballe di Lione ha insegnato questo e molto altro. Vincono gli ellenici, che dopo la vittoria sorprendente della Stella Rossa sul campo del Real Madrid, completano il programma settimanale dei recuperi incanalandoci verso la nuova giornata in programma dalla giornata di giovedì.

Il match, dunque, è terminato sul 101-93 per gli ellenici, che come di consueto Eurodevotion vi presenta nella solita analisi in 5 punti che hanno caratterizzato il match Asvel-Oly.

ASVEL-OLY E QUELL’EQUILIBRIO ROTTO NELL’ULTIMO POSSESSO

Il finale messo all’inizio dell’analisi come punto cardine. La partita prende svolta in questo preciso momento, quando Sloukas palla in mano tenta il pareggio e la squadra guidata da TJ Parker di fare il secondo colpaccio in due giorni. Fare fallo sarebbe la scelta sacrosanta sull’ultima azione, ma l’Asvel fa il suo patto suicida e consegna a Sloukas una tripla da campione per impattare e andare all’Overtime. Da quel momento in avanti l’Oly non si guarda più indietro se non per un paio di possessi e con 15 punti all’overtime fa sua la sfida.

ASVEL-OLY E LA FORZA DI ESSERE DECISIVI DAL PERIMETRO

Asvel-Oly appunto decisa da una situazione di tiro perimetrale. Ed è proprio qui che la sfida trova il suo punto principale di contesa in una sfia equilibrata grosso modo su tutti i numeri di rimbalzi, assist, palle perse ed efficienza da due punti e in lunetta. L’Oly è più esperta, più pronta a prendersi diverse situazioni di tiro e lo fa con un 45% degno di nota contro il 30% dell’Asvel, che seppur con la tripla di Lighty stava per andare in paradiso nella serata giusta e nel momento giusto. Ma non era la serata giusta a quanto pare…

NORRIS COLE PREDICA NEL DESERTO

E’ stata la partita dei leader trascinatori e di quei secondi violini che nel basket moderno e classico hanno sempre fatto la differenza. Se l’Asvel lo scorso anno aveva nella coppia Lighty-Maledon le sue armi offensive notevoli, in questa stagione i francesi possono affidarsi all’esperienza di Norris Cole. E’ il talento dell’ex Avellino e Buducnost, oltre che dei citati Miami Heat di LeBron James, a mettere sempre in partita la squadra di TJ Parker e lo certificano anche i numeri. 21 punti, 6 assist e 2 rimbalzi lo rendono il migliore degli sconfitti.

KOSTAS SLOUKAS: LUI L’MVP DI ASVEL-OLY

Inutile girarci intorno. Oltre Cole e lo straordinario contributo da secondo violino di Shaq McKissic è stata ancora una volta la partita di Kostas Sloukas. E’ in uno stato di forma immaginifico e continua sempre più ad essere decisivo per l’Olympiacos. Oltre la tripla decisiva, altri 23 punti, 6 assist e un 27 di valutazione che lo rendono insidicabilmente l’MVP della sfida e delle ultime settimane. Mai nessuno come lui è stato decisivo per la risalita dell’Oly in questa regular season.

ASVEL-OLY RIAPRE AI PLAYOFF

Riaperti i giochi. Quella tripla di Sloukas e l’overtime vincente di Lione mettono a sorpresa gli ellenici in corsa. Efes,Valencia, Zalgiris, Olympiacos , il ritrovato Fener, il Baskonia e il Maccabi. Tutte attaccate e disposte a dare tutto per due posti in zona Playoff. Ogni scontro da ora diventa decisivo. Asvel-Oly può essere quella partita pivotal della stagione. Ora anche coach Bartzokas lo sa e potrà diventare fondamentale ogni tipo di discorso da qui in avanti. Anche l’Oly ci crede fino in fondo.

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Thomas Heurtel

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