Zalgiris-Khimki: lituani perfetti, russi inaccettabili

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Zalgiris-Khimki è quel tipo di testacoda che non ti saresti mai aspettato. Alzi la mano chi avrebbe pensato di trovare, al termine del girone d’andata, i lituani a 10/7 ma, soprattutto, i russi a 2/15.

Ad oggi due rendimenti diametralmente opposti. La squadra di Schiller in perfetto percorso tecnico e di rendimento, quella di Kurtinaitis una sorta di carrozzone senza cocchiere, dal quale si scende e si sale senza ragione. Quanto talento sprecato, una cosa incomprensibile.

La gara della Zalgirio Arena è stata la chiarissima dimostrazione di tutto ciò

I nostri cinque abituali punti di analisi, quasi imbarazzati nel dover scrivere di questo Khimki.

LA DIFESA KHIMKI

Aggiorniamo i dati, tristemente. 90 a gara quelli subiti, quinto “centello” concesso agli avversari, che vanno per l’ottava volta sopra quota 90. 207 messi a tabellone dai rivali nelle due ultime gare, tra i quali vi è il numero 63, quello più eclatante, se mai cene fosse bisogno: sono i punti segnati dallo Zalgiris nel secondo tempo di ieri.

Semplicemente questa squadra rifiuta di difendere ed è gravissimo visto il tentato sforzo del secondo quarto, in cui ha dimostrato che qualcosa si può fare.

MARTIN SCHILLER

Lo Zalgiris esegue poco e male nella prima metà della gara, anche a causa di una prova scadente in difesa. Il Coach austriaco ribalta l’atteggiamento dei suoi nello spogliatoio e lo fa con decisione, mantenendo la classe che lo contraddistingue, anche quando va diretto su un giocatore. Siamo in presenza di qualcosa di molto interessante, si vede dal primo giorno di lavoro.

La ricostruzione di un Lauvergne arrivato a Kaunas sotto il peso delle recenti macerie personali è un altro dei grandi lavori che questo giovane scienziato del gioco sta regalando all’Eurolega.

A STAR IS BORN: MARIUS GRIGONIS

Il 26enne prodotto di Kaunas è oggi uno dei migliori 6-8 atleti di questa lega. 15,1 di media col 55,1% da due ed il 52,6% da tre, 2,4 rimbalzi e 3,1 assist basterebbero già a chiarire il tutto.

Ciò che impressiona di più è la sua capacità di selezionare le scelte all’interno della gara e di fare sempre la cosa che serve alla propria squadra. Il talento individuale arriva dopo e completa un mosaico splendido. Raramente si è visto un atleta crescere in carriera in questo modo: Jasi ha avuto il suo peso, Schiller continua l’opera alla perfezione. Aver lavorato sul tiro, modificando un rilascio che aveva troppe stranezze nelle linee e nel contatto tra palmo e pallone, è solo una delle tante parti del gioco migliorate. Come passa la palla, poi: efficace, senza fronzoli. La scelta giusta, appunto, sempre.

SAPER COSA FARE VS CONFUSIONE ASSOLUTA

L’extraterrestre capitato da queste parti per caso ricaverebbe una sola impressione dalla partita di ieri: organizzazione opposta a confusione, il tutto opposto al nulla.

La squadra lituana sa scavare nell’anima del gioco senza spiegazioni, mentre il Khimki, da quel gioco, dà l’idea di essere lontanissimo.

Avete mai visto una squadra concedere 6 schiacciate pressoché consecutive sullo stesso movimento avversario e senza opporre alcuna minima resistenza? A memoria l’unica similitudine che si trova risale ad un’asfaltata di mezzo Fenerbahçe ai danni di Milano, con un Kalinic che fece la stessa giocata in post basso per quasi metà gara e la difesa senza risposta alcuna. Qui è peggio, molto.

IL KHIMKI PUO’ CONTINUARE COSI’?

La risposta alla domanda è no. E non capiamo quale sia l’idea attuale del club e dei suoi dirigenti, di fronte ad uno dei più grandi disastri tecnici e gestionali della stoia di Eurolega.

In campo si oltrepassa la soglia dell’indecenza tecnica, questo lo vedono tutti, ma cosa sta succedendo fuori dal parquet? Monroe, Jerebko e Timma sono nomi che rimbombano sonoramente nel vuoto dell’organizzazione moscovita. Fare chiarezza su questi giocatori sarebbe il primo passo. Questa incertezza è tale che mette quasi in secondo piano la totale inadeguatezza della guida tecnica.

Mai e poi mai saremo dalla parte delle sostituzioni in panchina, ma la gestione Kurtinaitis è qualcosa di incomprensibile da qualunque parte la si guardi. Alzi la mano chi capisce cosa vuol fare in campo questo Khimki, a parte affidarsi allo straordinario talento di Alexey Shved, solista che non aggiunge nulla al valore della squadra.

Guardavi il roster ad inizio anno e pensavi a quanto in alto potesse arrivare, guardi le partite da qualche mese e ti chiedi quanto si possa scavare oltre il fondo del barile. No, così non si può continuare, è desolante assistere ad uno spettacolo simile in una competizione come l’Eurolega.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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