Chiarimento arbitrale sulla gara tra Efes ed Olimpia

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In una partita in cui i tre arbitri ne hanno combinate di tutti i colori, come purtroppo accade in troppe gare di Eurolega, abbiamo avuto un dubbio sull’interpretazione di un contatto, aiutati anche dalla segnalazione di un nostro lettore che si è posto la stessa domanda.

Ben lontani dal poterci esprimere su questioni regolamentari, ci siamo rivolti a chi ne sa tanto per esperienza sul campo, ed ancor oggi ci aiuta a comprendere bene ogni accadimento tecnico.

Parola quindi a Silvio Corrias, nostro guida attraverso il sito WEREF.

IL FATTO

Ad 1’36” dell’ultimo quarto, Bryant Dunston riceve un assist da Kruno Simon e va al ferro per concludere. Zach LeDay non ha una buona posizione, è in ritardo e si oppone peraltro con il corpo di traverso, presentando la spalla al contatto. Il fischio arriva e dice “sfondamento”.

“Instant replay” e decisione ribaltata, con due tiri per Dunston e quindi fallo alla difesa. Gli arbitri vanno a rivedere se i piedi di LeDay fossero all’interno dello “smile” oppure fuori. Visto che i piedi sono interni, la chiamata viene corretta a favore dell’attacco.

IL DUBBIO

Quanto ci è venuto subito alla mente è relativo a come gestire il ribaltamento del fischio. Se avessero visto i piedi esternante allo “smile” si sarebbe potuta ribaltare comunque la decisione sulla base del fallo di Leday, che c’era sia dentro che fuori da quel semicerchio? Inoltre, dopo aver visto che i piedi del difensore sono interni al semicerchio è automatico che diventi fallo della difesa o, invece, si può anche interpretare diversamente il contatto?

IL CHIARIMENTO

Silvio Corrias ci specifica tutto.

Nel mondo FIBA ed in quello EUROLEGA si applicano due protocolli diversi. Nel primo, in questo caso, non si può andare a vedere il posizionamento rispetto al semicerchio: non è fattispecie nella quale si può ricorrere al “replay”. In Eurolega, dove è ammesso ricorrere alle immagini, diversamente, una volta stabilito che i piedi del difensore sono dentro lo “smile” la chiamata diventa automaticamente quella di “fallo alla difesa”. Vi è poi, sempre nel caso di Eurolega, una maggior libertà di interpretazione, nel senso che, una volta fatto ricorso al “monitor” per una valutazione permessa dal regolamento, può anche accadere che venga sanzionato altro, con un’interpretazione un po’ più ampia.

Quindi, ricapitolando, l’utilizzo delle immagini non sarebbe stato possibile in ambito FIBA, mentre dà più ampie possibilità di valutazione in quello di Eurolega.

IL COMMENTO

Come ci aiuta a capire lo stesso Silvio Corrias, siamo di fronte a due interpretazioni diverse.

Stokes e Richardson, capi degli arbitri di El ed ex FIBA, si stanno impegnando a correggere ciò che ritenevano errato nel mondo da cui provenivano e questa è una delle fattispecie.

Il ricorso alle immagini, che benediciamo da sempre, permette di chiarire molte cose e di dirimere controversie che sarebbero assai spiacevoli da gestire, tuttavia ciò che ci sembra mancare principalmente negli arbitraggi di questa stagione, come di quella scorsa, è la personalità nell’intrepretazione dei contatti.

Troppe decisioni arrivano senza che si sia in grado di comprendere il momento della gara ed il momento stesso di quanto accade, ovvero come si pongono i giocatori nell’azione. Il tutto si aggiunge ad una preparazione di base che lascia interdetti per come non vengano comprese alcune situazioni di gioco assai elementari.

Per migliorare tutto ciò servirebbe semplicemente una maggiore conoscenza del gioco, che non è necessariamente quella del regolamento. Quest’ultimo si può imparare a memoria, il primo no.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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