Il Maccabi riparte contro una Stella Rossa cadente

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A Yad Eliyahu scendono in campo due squadre in un momento certamente non scintillante, entrambe con 5 sconfitte nelle ultime 6 gare.

Il Maccabi ne ha perse un paio di soli due punti e la settimana scorsa è stato superato unicamente dal canestro vincente di Malcolm Delaney allo scadere.

La Stella Rossa ha vinto solo contro l’Olimpia al Forum: per il resto cadute anche abbastanza nette in almeno tre casi.

Riparte la squadra di Sfairopoulos, col punteggio di 81-76, ma la strada verso il livello che ci si attende da questa squadra è ancora lunga.

QUALITA’ DI PALLACANESTRO

Gara ben poco travolgente, sia come svolgimento complessivo che come numeri qualitativi. 19/18 il saldo assist/perse degli israeliani, 10/12 quello dei serbi. Se è vero che la pallacanestro odierna è tanto 1vs1, lo è altrettanto che una circolazione di palla che derivi da movimento della stessa sfera e degli uomini vuol dire qualità. Quella che è mancata in parecchie fasi della sfida.

WILBEKIN E BRYANT: UOMINI “TROPPO SOLI” AL COMANDO

41 punti, 4/10 a due, 7/12 da tre, 12/13 ai liberi, 10 rimbalzi e 47 di valutazione. Il fatturato dei due esterni di Sfairopoulos è notevole, ma l’impressione è che si tratti ancora troppo di soluzioni dettate dal semplice talento individuale. Il lavoro principale che attende il bravissimo Coach greco riguarda proprio il tema del legame tra il buon talento di cui dispone ed il rendimento globale della squadra. Lo scorso anno fu così a lungo e quel coinvolgimento nasceva dall’energia difensiva, cosa che oggi si vede ancora soltanto a tratti. Un grande Maccabi, perchè può esserlo, verrà da qui.

Settimana prossima i gialloblu voleranno a Vitoria: contro il Baskonia servirà decisamente di più.

STELLA CADENTE

Due belle imprese contro Cska ed Olimpia: sono gli ultimi bagliori di una Stella Rossa che arriva al sesto stop nelle ultime sette gare, nelle quali appunto annovera solo la W del Forum.

Jordan Loyd è forte e si vede bene, Johnny O’Bryant dà una dimensione che mancava, ma in assenza pratica di un Corey Walden da -3 di valutazione, c’è poco altro dai serbi. Serbi, appunto: sembra mancare. al momento, proprio quell’anima nazionale che ha sempre spinto questa squadra.

A livello tecnico la pallacanestro offerta, come detto sopra, non è nulla di particolare e la cifra di gioco deve crescere parecchio se si vuol provare a stare in scia ad un treno Playoff che era lontano già in partenza, ma che oggi pare totalmente irraggiungibile.

Crollando poi anche a rimbalzo (41-30), allora le possibilità sono veramente poche.

HUNTER & ZIZIC, “UP & DOWN”

Se in questa lega esiste una certezza di rendimento quella si chiama Othello Hunter. Un giocatore che ha saputo crescere negli anni aggiungendo costantemente qualcosa al suo gioco. Ecco, propio il 34enne nativo di Winston-Salem, ieri sera splendido col suo 13+10, dovrà essere la guida spirituale e tecnica per il completo inserimento di Ante Zizic, uno che ha tutto per fare benissimo in questa lega.

Lascia perplessi vedere il talento croato in campo solo 10 minuti, assai anonimi e totalmente avulsi dal contesto generale di squadra. Responsabilità sue, chiaramente, ma da condividere con i compagni che devono assolutamente imparare a sfruttare un’arma che può diventare determinante.

LA VOCE DEI COACH

Entrambi i Coach sottolineano il fattore concentrazione.

Ioannis Sfairopoulos: «Sono felice di come è arrivata la vittoria perché non era facile, dopo tante sconfitte giocando bene. Abbiamo mantenuto la concentrazione nei momenti finali ed Elijah (Bryant) è stato determinante perchè era fresco nei minuti decisivi».

Sasa Obradovic: «Abbiamo avito le nostre possibilità, ma abbiamo concesso qualche rimbalzi e qualche tiro aperto nei momenti chiave. Abbiamo perso la concentrazione alla fine».

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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