Barthel e Vesely riportano il sorriso in casa Fener

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il Fenerbahce interrompe la striscia di quattro sconfitte consecutive a discapito di uno Zenit tanto bello fuori quanto brutto in casa, prolungando un digiuno fra le mura amiche che dura ormai da quasi due mesi. Gli uomini di Kokoskov si impongono per 73-65 confermando la grandissima organizzazione delle due squadre e al tempo stesso mettendo a nudo tutti i problemi offensivi dei russi.

La chiave Westermann e le scelte su Pangos

Il piano partita di Kokoskov è evidente sin dalla palla a due ed è preparato tutto intorno alla figura di Kevin Pangos: nei primi minuti del primo quarto il Fenerbahce sfrutta i centimetri di Leo Westermann per portare continuamente il play canadese in post basso, dove il francese ha vita facile. Ma si rivela importantissimo anche in difesa, dato che nel gioco a due in cui viene coinvolto il Fener sceglie di cambiare in maniera sistematica, invitando Pangos all’uno contro uno senza permettergli di trovare un compagno da servire. Le uniche buone cose per la squadra di Pascual arrivano dalla lunetta grazie all’attività dei lunghi in post, che però fanno una fatica tremenda anche solo a ricevere con una difesa completamente flottata sul lato forte e pronta a collassare per impedire lo scarico sull’arco.

Un secondo quintetto micidiale

La vera differenza gli ospiti la fanno col secondo quintetto, infinitamente più qualitativo di quello avversario (41-19 lo score delle due panchine alla sirena) e scappano nel secondo quarto: Kokoskov inserisce Barthel da 5 con Pierre da 4, costringendo Pascual a inserire Poythress da unico lungo e ottenendo come risultato quello di subire il ritmo dei turchi, che con Brown, Ali e il già citato Barthel aumentano di parecchio la velocità del loro basket. Il pick ‘n’ pop primario fra Brown e Barthel apre praterie all’americano e libera il tedesco sull’arco sul quale Poythress non è in grado di recuperare. Il primo tempo si chiude con un promettentissimo 45-32 per i gialloneri.

Il terzo quarto da favola di Will Thomas

Al rientro in campo però il Fenerbahce come spesso gli succede si scioglie e lascia campo alla rimonta dello Zenit propiziata da un grande Will Thomas: l’ex Valencia fa coppia con Poythress e si trova spesso accoppiato con Pierre, che domina tecnicamente e fisicamente sotto canestro. Il Fener decide di raddoppiare spesso per fermare quel mismatch ma Thomas è bravo prima a svitarsi sul perno in allontamento e poi a trovare lo scarico prima che il raddoppio diventi effettivo. Ma non finisce qua, perchè Pascual un po’ per togliere pressione a Pangos, un po’ per assenza di alternative, sceglie come portatore primario del pallone Ponitka, che fa impazzire Ulanovas e, aspetto non meno importante, può far giocare il suo play da tiratore piazzato, sempre prontissimo a mettersi in visione per aiutare lo scarico di Thomas . Il parziale del terzo quarto dice 21-8, con il Fener tenuto in piedi solamente dal gioco a due fra Brown e Vesely.

La grande risposta emotiva del Fener

Quando l’inerzia del match sembra definitivamente cambiata in favore dello Zenit, il Fenerbahce reagisce da grande squadra e su 58-53 per i padroni di casa firma un controparziale di 10-0 grazie al solito, ineffabile Muhammad Ali, inserito per fare da sponda sul gioco a due fra Brown e Vesely: il numero 35 risponde presente e piazza 2 delle sole 5 triple totali del Fener nel periodo finale, togliendo di fatto ogni tipo di aiuto sul taglio di Vesely a canestro, che chiude con 17 punti. Il punto esclamativo Kokoskov lo mette ancora una volta col quintetto piccolo che riesce a contrastare senza particolari problemi un Gudaitis decisamente non in serata, complice anche la bassissima precisione dei suoi tiratori che non gli vengono in soccorso (8/31 da tre per lo Zenit). Il Fenerbahce ancora una volta trova la chiave della vittoria con la sua percentuale da 2 (22/41) e grazie a 18 assist a fronte di solo 8 palle perse e dopo un mese tremendo si prepara, forse, ad un ennesimo inizio.

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