(Mini)Storia della difesa Olimpia, parte terza: Messina e la voglia di imporre

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A quindici giorni dalla seconda puntata, come promesso, è tempo di chiudere il nostro racconto tecnico della difesa Olimpia delle ultime tre stagioni. Siamo arrivati al presente, quello in cui coach Ettore Messina pretende di riportare la Milano del basket tra le grandi d’Europa proprio grazie alla fase di non possesso.

Fin dai primi impegni in Supercoppa è parso evidente il cambiamento di mentalità. Non più una difesa che si limita a contenere, ma una difesa che vuole imporre, grazie a un’aggressività che metta nelle condizioni non solo di non subire canestro, ma di rubare il pallone all’attacco. Nelle nostre tre consuete situazioni andiamo ad approfondire la nostra analisi.

Una palla rubata di Kevin Punter sulla linee di passaggio

Cominciamo da una situazione piuttosto semplice per la difesa Olimpia. Thomas Walkup prova ad attaccare il centro partendo dall’angolo sinistro, con Shavon Shields che fa un discreto lavoro di piedi e di corpo. Kevin Punter, che vede Steve Vasturia molto lontano dall’arco, decide di aprirsi sulla linea di passaggio, in modo da poter vedere facilmente la palla, ben sapendo che qualunque altro scarico sarebbe impossibile per il play dello Zalgiris. Le leve lunghe permettono poi al numero zero di completare l’anticipo aperto recuperando la sfera. Perfettamente in linea con le logiche di una difesa aggressiva: quando ci si mette nelle condizioni per farlo, bisogna recuperare la palla per andare velocemente in attacco.

Un buon lacoro della difesa Olimpia su due blocchi lontano dalla palla

Iniziamo a parlare di difesa sui blocchi, prendendo spunto dalla finale di Supercoppa contro la Virtus Bologna. A collaborare contro il primo down screen di Julian Gamble per Kyle Weems sono Kyle Hines e Vladimir Micov. L’ex lungo del CSKA si preoccupa subito di mettere il corpo contro il centro della V e di passargli davanti, intanto l’ala serba insegue e arriva mentre la palla giunge nelle mani di Weems. Stessa cosa fa Jeff Brooks in occasione del passaggio a Giampaolo Ricci. Appena la palla va dentro a Gamble, lo split screen di Ricci per Milos Teodosic viene difeso perfettamente. Punter, per non inseguire, passa in mezzo, con Brooks che gli lascia lo spazio necessario. La guardia americana resta così sulla linea di passaggio, posizione che mantiene attivamente anche quando il 44 in nero decide di tagliare, forzando una palla persa. Di nuovo, aggressività.

Una buona difesa Olimpia di contenimento contro il pick and roll

Chiudiamo parlando di pick and roll. Ancora una volta Punter contro Teodosic. La prima cosa da notare è la forte pressione sulla ricezione del serbo, costretto a portarsi quasi alla linea di metà campo per giocare il pick and roll con un minimo margine di spazio. La scelta difensiva è quella del contenimento. Non avendo spazio per forzare il blocco, Punter insegue e recupera sulla spalla interna dell’attaccante. Hines, invece, lavora correttamente uno contro due, senza mai farsi sorpassare da Gamble che rolla. Teodosic è costretto dalla presenza di Punter e Hines a un passaggio lento, che permette al centro di Milano di recuperare la posizione difensiva ideale e chiudere il diretto avversario sulla linea di fondo.

La stagione 2020/2021 ha quindi aggiunto alla difesa discretamente organizzata dell’anno precedente l’aggressività e la voglia di imporre che erano mancate. Le pecche riscontrate fin qui? Una certa incostanza nel mantenere questo livello difensivo, soprattutto in Eurolega. Però Milano, per essere dominante come potrebbe, in difesa deve sempre agire anziché reagire, come Messina vorrebbe. Se questa costanza, che è prima di tutto mentale, venisse trovata, il Forum tornerebbe finalmente a vedere una difesa che ha latitato per tanti anni.

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