Olimpia-Zalgiris: la difesa non convince, ma un grande attacco batte i Lituani

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L’Olimpia Milano si riscatta dopo la brutta sconfitta casalinga contro la Stella Rossa, battendo lo Zalgiris Kaunas per 98-92 al Mediolanum Forum. Partita dall’alto punteggio, caratterizzata da due difese altalenanti nel corso dei quaranta minuti e da due attacchi con idee ben messe in campo. La vittoria di questo Olimpia-Zalgiris non può tuttavia soddisfare Ettore Messina, ancora alla ricerca della solidità difensiva mostrata a inizio stagione. In cinque punti proviamo a riassumere quel che ci lascia questa gara.

  • L’ATTACCO DI MILANO E’ QUELLO DI ETTORE MESSINA. Se la difesa milanese delle ultime uscite europee poco c’entra con quello che richiede il coach nativo di Catania, in attacco si iniziano a vedere concetti interessanti. Andiamo oltre i 98 punti segnati e le percentuali altissime, e traiamo da Olimpia-Zalgiris quello che può contare sul lungo termine. La squadra milanese non ha difficoltà a creare vantaggi dalle più diverse situazioni, riesce a mantenerli leggendo e ha la capacità di rinunciare a un buon tiro per prenderne uno eccellente. Il talento individuale fa tutto il resto, essendo ciliegina sulla torta e non base fondante del sistema. Come in ogni squadra che voglia vincere.
  • LO ZALGIRIS, SQUADRA PER ESTETI. C’è poco da dire, questo Zalgiris Kaunas gioca in maniera davvero piacevole in attacco. Come sempre il talento è quello che e si supplisce con il sistema. Coach Martin Schiller mette in campo una pallacanestro offensiva di flusso, con chiara matrice americana. Le basi sono quelle della famosa motion offense. Il risultato, quando le difese non sono attente o aggressive, è quasi sempre quello di un buon tiro costruito, aldilà del fatto che venga segnato o meno. Peccato che i tanti tentativi di darsi una dimensione interna vengano spesso rovinati da Joffrey Lauvergne.
  • LA DIFESA A SPRAZZI DI MILANO, L’IRA FUNESTA DI MESSINA. Nel primo quarto di Olimpia-Zalgiris i padroni di casa concedono 21 punti, di cui ben 10 con contropiede solitari, frutto di un pessimo bilanciamento a rimbalzo offensivo su tiri comunque equilibrati. Tra secondo e terzo quarto, sistemata la transizione, Milano difende a metà campo imponendo aggressività coi cambi, raddoppiando bene in post-basso e arrivando mentre la palla vola. Dal 21-25 si passa al 62-42. Gli ultimi 15 minuti sono una tragedia anche a metà campo. Tanti errori in uno contro uno difensivo e sulle palle vaganti arrivano sempre prima i Lituani, così non c’è sistema che resista. Messina diventa una furia in maniera plateale. Eccessivo nei modi? Forse, ma un allenatore che vede i concetti base della squadra violati così ha ragione di imbestialirsi.
  • COACH SCHILLER, LA DIFESA? La difesa dello Zalgiris, come già era parso dalle prime uscite, è poca cosa. Un mondo ribaltato rispetto a quanto visto negli ultimi anni, dove l’organizzazione difensiva era il primo modo per supplire al limitato talento. Tra i tentativi fatti per arginare la marea milanese anche una scadente 1-3-1 poco aggressiva e senza raddoppi sulle linee laterali. Per il resto nessuno prova a togliere iniziativa all’attacco avversario e le linee di passaggio sono sempre troppo pulite. Può essere una squadra divertente, ma non solida, tantomeno costante. L’Eurolega non è la G-League e, ci sentiamo di aggiungere, a livello difensivo Martin Schiller è lontano anni luce da Sarunas Jasikevicius.
  • LO VOGLIATE O MENO, KEVIN PUNTER E’ FONDAMENTALE. Chi scrive è tra i pochi ad aver sostenuto il numero zero fin dalla sua firma con Milano. In Olimpia-Zalgiris Kevin Punter ha dato l’ennesima risposta agli scettici, uscendo da MVP alla sua seconda gara in Eurolega della stagione. In attacco si esalta tra diverse soluzioni: al ferro, dal palleggio, da ricezione. E’ ottimo anche nello scegliere quando effettuare un passaggio in più per migliorare la qualità del tiro. In difesa lontano dalla palla è sempre un fattore sulle linee di passaggio, grazie alla dedizione e alle leve lunghissime. Sulla palla si deve trasformare quella voglia in efficienza. Piaccia o meno, Kevin Punter è e sarà un pezzo (fondamentale) di questa Olimpia.

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