Il Real facile su un Maccabi irriconoscibile

Al Wzink Center, teatro di mille battaglie dei “blancos”, va in scena un classico di elevatissimo lignaggio tra i padroni di casa del Real ed il Maccabi. Se esiste il concetto di nobiltà cestistsica, queste due squadre lo incarnano nella sua maggior completezza.

61ma sfida, con un record che prima della palla due dice 37-23 Real, 17-10 nel nuovo millennio. Lo scorso anno Madrid trionfò in una gara bellissima chiusa dal canestro vincente di Jaycee Carroll a 2 secondi dal termine per l’86-85 finale.

Sul parquet scendono due squadre che hanno avuto e hanno ancora qualche problema di non poco conto in questo inizio di stagione. Record a parte (4/4 e 3/5 rispettivamente per padroni di casa ed ospiti), è abbastanza singolare che il NET Rating sia negativo per entrambe ed assai simile. Meno 0,5 Maccabi, frutto di un OFFENSIVE Rating da 95,7 (11mo) ed un DEFENSIVE da 96,2 (8vo), mentre siamo a meno 0-6 per le “merengues”, derivante da OR di 100,5(5to) e DR di 101,1(15mo). Obiettivamente numeri abbastanza imprevedibili per due tali e pronosticate superpotenze.

La partita la vince il Real Madrid e lo fa molto nettamente: il 79-63 è quasi poco rispetto alla differenza vista in campo. Quarta di fila per i madrileni, in decisa crescita.

La nostra analisi, nei consolidati 5 punti.

DIFESA MACCABI E FATTORE ZIZIC

Inutile negarlo, ogni discorso legato agli uomini di Sfairopoulos, a livello di eccellenza ruota attorno al rendimento nella metà campo difensiva, che diventa nutrimento essenziale di quanto si fa davanti. Le recenti prestazioni di Ante Zicic avevano creato qualcosa più di una perplessità a livello di difesa sul p&r. Nulla di più duro del test contro Campazzo e Tavares per verificare.

Ebbene, non è stato il centro croato il problema, sebbene qualche dubbio sia ancora da sciogliere. E’ il complesso del sistema difensivo che è mancato un’altra volta. Se è vero che in attacco si è prodotto poco e male, lo è altrettanto il fatto che la forza offensiva israeliana sia derivata, nella scorsa splendida stagione, dalla difesa. Un’organizzazione difensiva perfetta possibile per regole chiare ed applicazione totale dei giocatori.

Ante Zizic? Doppia-Doppia da 17 e 10, mai sotto gli 8 rimbalzi nelle ultime 4, 6 volte su 9 in doppia cifra nei punti: solita giornata in ufficio. Non è Tarik Balck e non è nemmeno Othello Hunter: ha caratteristiche ben diverse, sia in attacco che in difesa. Ma se si punta su giocatore del genere, va sfruttato. Ha mani delicatissime, ha movimenti in post: perché non percorrere queste strade? Quasi tutta la sua produzione deriva da soluzioni che si è cercato solo e da una capacità pazzesca di correre il campo in transizione. Il Maccabi che cresce deve passare da qui.

“BALL DON’T LIE?” NEMMENO I NUMERI

38 rimbalzi a 33. 59% contro 55,3% da due. 30,8% contro 20% da tre. 21/13 il rapporto assist/perse contro il già citato 8/17. Il tutto, con altro, produce una valutazione complessiva che dice Real 102-Maccabi 55. Non serve altro.

Poi quei soli 15 falli spesi dalla difesa gialloblu dicono tanto sull’inadeguatezza della prova.

IL FATTORE PRESEASON: BASTA QUELLO?

Non dimentichiamolo, il Maccabi non ha praticamente fatto preseason, ha tanti nuovi ed ha avuto parecchi infortuni che si sono trascinati tutta l’estate, alcuni ancora realtà da affrontare, vedi Casspi. Che ci voglia più tempo per Sfai ed i suoi è più che lecito, ma è ovvio che una gara da 8 assist e 17 perse è qualcosa che non si può giustificare. Le parole di Joe Arlauckas in telecronaca sono chiare: «There’s no sense of urgency in this Maccabi team when they are down by 14…». Ed ancora quelle su Scottie Wilbekin, ottimo ma troppo individualista, senza che ci fosse il coinvolgimento dei compagni.

Tutto ciò non è il Maccabi di Sfairopoulos, lo sappiamo bene.

LA QUALITA’

Quando il Real apre bene il campo con spaziature di buon livello diventa una squadra molto complicata da affrontare. In quel momento emergono sia la qualità dei singoli che quella del sistema, da sempre guidato alla perfezione da un Coach di altissimo profilo.

Gabriel Deck è in netta crescita, come tanti compagni: è un giocatore fondamentale per la sua innata capacità di tagliare e di prender posizione soprattutto sui mismatch. Alberto Abalde è sulla buona strada in questo senso, anche in una serata balisticamente non da ricordare.

LASO E SFAIROPOULOS, LE REAZIONI ALLA GARA

Pablo Laso: «Siamo cresciuti ed era una questione di tempo. Dopo una buona preseason ci sentivamo ancora come una squadra in divenire. Ora abbiamo consapevolezza di giocare meglio complessivamente, in difesa come in attacco».

Ioannis Sfairopoulos: «Non siamo venuti qui pronti a combattere e non siamo mai stati in partita, lo si è visto da subito. Dobbiamo migliorare, speriamo di farlo dalla prossima gara».

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