Efes da impazzire: il Khimki dura un tempo

Mikhail Laurenza

Un secondo tempo pazzesco dell’Efes sbriciola le resistenze del Khimki che dopo due vittorie consecutive viene travolto per 105-77 dalla squadra di Ataman. Dopo la sconfitta interna con il Bayern i turchi hanno reagito alla grandissima guidati da un Larkin pericolosamente vicino (per le altre) alla forma dello scorso anno e da un Simon che sembra rivivere una seconda giovinezza.

Kruno nel bene e nel male

Ergin Ataman come succede ormai da inizio stagione sembra aver varato definitivamente la soluzione che vede Larkin pronto ad entrare da sesto uomo con Micic a partire al suo posto in quintetto. Nei primi minuti Kurtinaitis decide di mandare sistematicamente in raddoppio il difensore del rollante (Monroe) proprio sul play serbo, che però trova in Simon una perfetta valvola di sfogo: il croato parte fortissimo realizzando 5 dei primi 8 punti ospiti. Sull’altro lato del campo però Kruno si perde colpevolmente due volte Timma sul perimetro, aiutando in modo non richiesto la penetrazione di Shved sul lato forte. I russi nel primo periodo sono bravissimi a coinvolgere Pleiss nel pick ‘n’ roll che fatica a fare il passo verso il palleggiatore, costringendo l’uomo in pre rotazione sul lato debole ad aiutare troppo profondo. Vero è pero che il centro tedesco è utilissimo in attacco e sul raddoppio dei russi su Micic è bravissimo a dare una direttrice di passaggio al suo compagno: dalla sua ricezione profonda nascono quattro punti personali ed un assist meraviglioso per la tripla di Simon. Il primo quarto però viene chiuso in vantaggio per 30-29 dal Khimki che realizza 6 triple su 7 tentativi.

Difesa sul perimetro

Le cose migliori il Khimki le trova con il quintetto piccolo che vede Mickey da lungo circondato da quattro tiratori: in questa fase è McCollum, in campo per compiti specifici difensivi su Larkin, a fungere da portatore per liberare Shved sui blocchi che trova meravigliosamente il suo lungo vicino a canestro sul pick ‘n’ roll secondario. L’Efes però non è da meno e l’ingresso di Moerman e Larkin cambia la partita in favore dei turchi: il campo si allarga magistralmente e l’ex point guard dei Celtics è bravissima nel trovare il centro dell’area per attirare gli aiuti necessari a liberare il francese o Singleton sul perimetro. In difesa, poi, gli ospiti sono bravissimi a mettere pressione sull’arco, aumentando la velocità nei closeout e costringendo il Khimki a un misero 2/5 dai 6.75. I gialloblu però non mollano, e rimangono in partita sfruttando ancora il gioco a due MickeyShved, alzando il blocco praticamente fino alla metà campo nelle situazioni di mezza transizione. Il primo tempo si chiude sul 58-51 Efes grazie ad un’altra zampata di Simon che mette 18 dei suoi 24 punti totali nei primi 20 minuti, dimostrandosi vitale come playmaker aggiunto quando la pressione sui portatori di palla primari diventa più continua.

Balbay e Sanli anticipano i titoli di coda

Le aspettative di una partita combattuta fino alla sirena finale vengono abbattute da un terzo quarto difensivo dell’Efes che definire fantastico è poco: Dunston è fuori , Micic è mezzo infortunato ma Ataman non si scompone e butta in campo Balbay e Sanli. Nel primo possesso della ripresa Balbay prende faccia a faccia Shved che viene depredato del pallone con l’aggressività e la voglia che solo Dogus Balbay ha in giro per il continente: non è che il primo segnale d’allarme per il Khimki che va completamente nel pallone e non riesce a trovare niente di meglio che tiri da tre totalmente forzati dopo un solo passaggio. Per dare un’indicazione dell’impatto di Balbay sulla pessima regia di Shved nel terzo periodo, basti pensare che il russo ha totalizzato 9 assist e 9 punti totali, statistiche messe insieme tutte nel primo tempo. Alla parte offensiva ci pensano Larkin e Sanli, che è straordinario nel giocare nelle pieghe della difesa, dando sempre una linea di passaggio al suo compagno. Grazie ai due prodotti casalinghi e a una delle fiammate della point guard americana, tornata sui suoi livelli (20 e 7 assist per lui), l’Efes annichilisce definitivamente i padroni di casa con un parziale di 28-12.

Avviso ai naviganti: l’Efes è tornato

Dopo una partenza stentata, complice anche se non soprattutto l’assenza di Larkin, l’Efes ha collezionato 5 vittorie nelle ultime 6 partite e la cosa preoccupante per le avversarie è che all’appello manchi ancora Bryant Dunston. Le soluzioni offensive e difensive per Ataman sono praticamene infinite, potendo giocare con due guardie con Simon da 3 e due 4 tiratori come Moerman e Singleton, oppure spostare l’americano da ala piccola con il croato ad agire da play per permettere a Larkin di giocare off the ball. Non c’è un limite né tattico né tecnico che possa far pensare all’esistenza di una squadra che possa costringere l’Efes ad un quintetto inusuale, perchè la squadra è talmente completa da avere pochi, pochissimi punti deboli quanto al completo. La sensazione è che le gare con Barcellona e CSKA, più in là nella stagione, verranno decise dalle magie di una delle tante individualità che negli ultimi due anni hanno arricchito in maniera straordinaria l’Eurolega.

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