Il Real espugna il Pionir grazie ad una difesa superlativa

Mikhail Laurenza 1

Il Real Madrid centra la terza vittoria consecutiva e rimette in piedi una classifica che dopo 5 giornate pareva tragica. I blancos si impongono per 73-67 in trasferta contro una Stella Rossa ormai totalmente Loyd-dipendente grazie alla straordinaria prova difensiva degli ultimi due quarti e la pioggia di triple caduta sulla testa dei serbi

Ritmo

A partire meglio sono i ragazzi di Obradovic che scelgono sin da subito di cercare il più possibile il contropiede e la transizione. Per farlo allungano la difesa a tutto campo dalla prima azione della partita, con Langston Hall incaricato di seguire Campazzo in ogni zona del campo senza nessun tipo di aiuto. Il piano inizialmente funziona perchè l’argentino fatica a trovare il gioco a due con Tavares, che non trova mai il giusto posizionamento per il blocco e commette immediatamente due falli. Con il capoverdiano in panchina l’area per Loyd diventa un parco giochi in cui può banchettare a piacere. L’ingresso di Terry per un comunque positivo Kuzmic consente di volare sul 21-8 con Laso costretto a fermare la partita

Same old Jaycee

Al rientro in campo il coach dei madrileni butta nella mischia Jaycee Carroll per cercare di stancare Loyd in difesa che è costretto a passare continuamente sui blocchi orizzontali del Madrid: il neo entrato O’Bryant e Jagodic-Kuridza sono lentissimi nel closeout e l’ex teramano in meno di due minuti piazza due triple e un canestro in penetrazione che, insieme alla tripla di Thompkins, riportano gli ospiti a contatto. Il contro parziale arriva Campazzo seduto in panchina, apparentemente fuori dalla gara e distratto dalle sirene NBA, e Laprovittola è bravo nel frangente a mettere in ritmo i suoi tiratori. Dall’altra parte la Stella Rossa non ha troppe soluzioni che non si chiamino Loyd in attacco, motivo per cui Obradovic decide di piazzare sul lato della sua guardia un attaccante di livello come O’Bryant per levargli raddoppi e aiuti. L’alto-basso fra i due sembra funzionare e nonostante l’assalto del Madrid i padroni di casa chiudono avanti il primo tempo 42-36

Campazzo-Tavares: una cosa sola

E’ tanto vero che Tavares venga esaltato dal gioco di Campazzo quanto il contrario. Nel terzo periodo i due sembrano tornati quelli dei tempi belli e in cinque minuti mandano fuori giri la difesa avversaria: il pick ‘n’ roll centrale viene giocato in maniera costante e una volta mossa la difesa, Thompkins e Randolph sono bravi a farsi trovare nell’angolo opposto pronti a ricevere il passaggio skip millimetrico del Facu. Il parziale del quarto dice 23-11 Real Madrid, con la Stella Rossa totalmente incapace di creare gioco quando Loyd è in panchina a prendere fiato. Il Madrid dal canto suo però, bravissimo a tenere i serbi fuori dall’area passando con forza su ogni blocco e costringendoli a tiri folli allo scadere dei 24 secondi

L’importanza di Thompkins

Nell’ultimo periodo succede davvero poco, ma il rientro in campo di Loyd è sufficiente per creare scompiglio nella difesa dei blancos: da un suo gioco a due con Kuzmic nasce la schiacciata del nuovo vantaggio, ma su due giochi fotocopia, esattamente come nel quarto precedente, Thompkins si fa trovare pronto per lo scarico di Campazzo e piazza le due triple del nuovo +5 ospite che di fatto chiudono la partita. L’ala americana, MVP del match, sembra tornato sugli ottimi livelli che l’hanno reso uno dei protagonisti assoluti delle Final Four del 2018, mentre Campazzo nonostante la pessima serata al tiro (2/10 dal campo, 1/9 da tre), negli ultimi due quarti è tornato a far ammattire i difensori avversari. In generale il Real, pur non brillando, ha concesso appena 25 punti nei 20 minuti finali mettendo una pressione esasperata sul perimetro e costringendo la Stella ad appoggiare la palla in post per l’uno contro uno di attaccanti decisamente sotto la media come Jagodic-Kuridza (serata da dimenticare la sua) e Emanuel Terry. La ricerca continua del tiro da fuori inoltre (14/39 a fine partita) ha permesso agli uomini di Laso di aprire l’area per il gioco a due fra Campazzo e Tavares. Insomma un Real non bello ma estremamente cinico, che mercoledi può acuire la crisi senza fine del Maccabi di Sfairopoulos e rilanciari definitivamente nella corsa playoff, in attesa di sapere il destino del suo leader

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