Le parole di Gandini sulle Coppe? Come minimo infelici…

alberto marzagalia

Ospite della trasmissione Sport Club (E’ Tv) il Presidente di LBA Umberto Gandini ha rilasciato delle dichiarazioni decisamente infelici, per usare un eufemismo, sulle Coppe europee.

La domanda, testualmente, recitava: «Crede, come alcuni sostengono, che i campionati europei debbano essere sospesi?» Ci resta il dubbio se per “campionati europei” si intendessero le Coppe oppure i vari tornei domestici, ma è ovvio che se ci si riferisce a Messina, che sarebbe in realtà il soggetto di quel «come alcuni sostengono», si parli di Coppe.

La risposta del Presidente di Lega è stata di questo tenore: «Mi interessa poco, è un tema razionale, ma egoisticamente le nostre squadre che fanno le Coppe sono esposte ad un ulteriore rischio… A me interessa portare in porto il nostro torneo e mi occupo solo delle Serie A».

Ora, va bene fare i propri interessi, va bene dedicarsi alla Lega che si presiede, va bene sottolineare che viaggiare per l’Europa porta a rischi ulteriori, ma francamente un dirigente illuminato e che guarda al futuro dello sport che gestisce queste parole non le direbbe mai.

Ed allora non c’è più da stupirsi se ormai la pallacanestro italiana (da anni, quello non è certo colpa di Gandini) ha un ruolo di scarsissimo rilievo nel panorama europeo, ridotta ai minimi termini qualitativi, organizzativi e dirigenziali. Con questa mentalità ognuno continuerà a curare il proprio orticello, in cui peraltro tante piante sono marce da tempo, e non si lavorerà mai ad uno sviluppo reale sulla base di progetti sostenibili.

Se il prodotto che si vorrebbe rilanciare diventa figlio di idee oscurantiste e provinciali, speranze non ve ne sono, di nessun tipo. Ed è un peccato, visto che le parole di Messina, come lui stesso ha chiarito con Famiglia Cristiana, aprivano ad un dialogo per cercare soluzioni comuni a tutti.

Se poi vi fossero dubbi a riguardo, che si provi a chiedere ad un Signor Armani o Zanetti per il basket o ad un Signor Agnelli o Zhang per il calcio se gli investimenti in corso sarebbero stati gli stessi con la sola prospettiva nazionale. O magari si potrebbe chiederlo a quegli sponsor che lo stesso Gandini ha indicato come una delle due entrate principali, insieme al botteghino.

L’auspicio è che queste parole vengano ritrattate, o almeno chiarite. Nel caso, la nostra porta è sempre aperta al confronto.

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