Tutto un altro Efes: sbancato il Pireo dopo una partita equilibrata

Riccardo Corsolini

Bella partita a tratti dove a deciderne l’inerzia sono stati gli aggiustamenti in difesa dei due coach. L’Olympiacos di Bartzokas arriva alla partita dopo la sconfitta di Monaco che aveva interrotto una serie positiva di 3 vittorie. Per Ataman è il match del rientro tanto atteso di Shane Larkin. La spunta l’Efes grazie ad un ritrovato Vasilije Micic e appunto Larkin, decisivo nella volata finale. Per i Reds buona prova di squadra nel complesso, ma soffre troppo i cambi di ritmo dei turchi. Si chiude sul punteggio di 84-79.

Le chiavi della partita.

L’Efes non è solo Larkin

Doverosa premessa, il rientro della guardia di Cincinnati ha avuto un effetto positivo sulla testa di giocatori e allenatore. Se Ataman dice “Shane Larkin è tornato, la mia squadra è tornata”, Micic sempre in mix zone afferma “stasera sono molto felice, specialmente per il ritorno di Larkin”. Forse serviva un giocatore a far tornare l’Efes sui livelli dell’anno scorso, ma si tratta più di una questione mentale che di altro. Quella dei turchi è stata una prestazione corale, tra Micic che non aveva mai giocato così bene quest’anno, gli altri due compagni di reparto, Simon e Beaubois entrambi in doppia cifra e una buona prova dei due centri Pleiss e Dunston.

Quando la difesa gira

“Veramente non capisco la nostra difesa nel primo quarto. Abbiamo concesso quasi 30 punti. Non abbiamo fatto abbastanza perché quando concedi a giocatori di talento di guadagnare fiducia durante la partita, devi reagire, non agire.” Ecco tornando al primo punto, l’inerzia della gara era già direzionata nel primo quarto, quando Larkin non era ancora entrato in partita. Parziale quasi da NBA, con entrambi i coach a correggere le due difese negli altri 3 quarti. Bartzokas con una press da metacampo, mette in difficoltà l’Efes in 2 momenti della gara, dove costringe i biancoblu a tiri forzati. Il problema Reds è che non riesce a tenere i ritmi alti degli avversari, che in contropiede hanno più volte spezzato il giochino greco. Ataman continua a puntare sulla press a tutto campo, soluzione sempre più utilizzata dalle squadre della Lega.

Un equilibrio spezzato dalle piccolezze

Matchup interessantissimi quelli all’interno della sfida. Da un lato i 4 piccoli Efes, che si sono spesso intercambiati, con dei momenti in cui hanno giocato anche in contemporanea, spostando Micic nel ruolo di 3 atipico. Per l’Oly il famoso blocco di veterani greci con l’aggiunta degli americani McKissic, Harrison e Martin. Nonostante una buona prestazione del lungo americano dei greci, altro fattore a decidere la partita i due recordman Tibor Pleiss e Bryant Dunston. 1000 rimbalzi in carriera per il primo e leader nelle stoppate all-time dell’Eurolega il secondo, hanno portato l’Efes avanti. 31-23 la differenza a rimbalzo con i 12 offensivi dell’Efes, a parlare più degli altri.

Una classica che entra nella storia

Con questa partita, queste squadre raggiungono il Baskonia sia contro il CSKA sia contro l’Olympiacos per il maggior numero di partite giocate, 41, tra le squadre di Eurolega negli anni 2000. Una grossa fetta se la giocano i due playoff che i Reds hanno vinto in Gara 5 contro l’Efes nel 2013 e nel 2017, fornendo il margine per il loro vantaggio di 21-19 nella sfida (oggi 21-20). Break e contro break hanno deciso  i progressi recenti della sfida, con l’Efes che ha vinto gli ultimi tre incontri, di cui due la scorsa stagione, dopo che l’Olympiacos ne aveva vinto i 5 incontri prima. L’ultima volta che si sono incontrati al Pireo, quasi un anno fa, l’Efes ha vinto di 19 grazie ai 27 di Micic e ai 24 di Larkin.

L’Efes ha cambiato volto, anche grazie a Larkin e avrà già dalla prossima settimana un banco di prova importante contro il Maccabi Tel Aviv. L’Olympiakos, sperando si giochi, non può permettersi di andare in crisi di risultato nella trasferta ostica di San Pietroburgo.

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