MVP e Coach: chi sono i migliori dopo 4 turni di Eurolega?

E’ presto, ovvio che sia così, soprattutto in una stagione particolare che parte dopo tanti mesi di sosta ed in cui, forzatamente, il ritmo migliore va ricercato col tempo, tuttavia dopo qualcosa in più del 10% di gare si può provare a ragionare sui migliori sinora, ovvero giocatori ed allenatori. Senza la pretesa che tutto ciò venga preso per verdetto che oggi non è pronunciabile.

MVP

Nomi noti, altri meno abituati ad essere considerati per questi riconoscimenti. 5 giocatori ci hanno impressionato più degli altri, sinora.

Nigel Hayes. 10,5 punti, il 53,8% da due, il 35% da tre, 5,3 rimbalzi ed 1,5 recuperi per una valutazione da 13 in 23’13” di utilizzo medio. Ben oltre le statistiche c’è un rendimento super che è uno dei segreti del sorprendente Zalgiris di questo avvio.

Nando De Colo. Più che i numeri, eccellenti, impressiona la leadership, totale. Lo abbiamo già sottolineato, vale la pena ricordarlo: con Sloukas c’era un ostacolo tecnico di convivenza che si chiamava eccesso di palleggi.

Sergio Rodriguez. Meno continuo degli altri sulle quattro gare, ma le vette toccate in occasione del primo tempo del Pireo e dell’intera gara contro il Real sono inesplorate per tanti, quasi tutti.

Kruno Simon. Ok, cosa ci fa in questo elenco un giocatore di una squadra che ha perso il 75% delle gare giocate? Obiezione valida, ma quello che ha fatto vedere Simon in questo inizio di stagione è tantissimo. Il 66,7% da due, il 60% da 3 (su 5 tiri a gara…), l’80% in lunetta, 3,8 rimbalzi per un 22,75 di PIR sono veramente tanta roba.

Will Clyburn. I dubbi erano tanti, perchè l’infortunio era grave. Dopo l’esordio “timido” col Barcellona, mette insieme numeri straordinari che oggi dicono 19,5 punti, 15/29 da 2, 10/20 da tre, 3,5 rimbalzi e 19 di valutazione media. Decisivo ad Istanbul, come tutta la sua squadra deve ancora trovare l’equilibrio giusto con campioni come Milutinov e Shengelia in modo che la faretra Itoudis si riempia di tutte le frecce che gli altri non hanno.

BEST COACH

In rapporto ai valori ed al talento a disposizione nella squadra allenata ci sono sicuramente cinque nomi che superano quelli dei colleghi.

Martin Schiller è assolutamente quello più in vista, dopo il fantastico inizio della sua squadra- 4/0 con vittorie ai danni di favoritissime come l’Efes, serie aspiranti Playoff come l’Olympiacos, squadre battibili come la Stella Rossa e gare “da vincere” per la situazione contingente come nel caso del Khimki. 3 successi esterni, per ora domina il coach “rookie” austriaco.

Andrea Trinchieri ha portato il suo Bayern già ad un livello assai superiore a qualunque attesa. Sconfitta con una squadra come Milano solo grazie al miracolo di Shields, derby tedesco stravinto in trasferta, grandissima impresa a Tel Aviv e replica alla Ulker Arena dopo una rimonta miracolo, sebbene con la collaborazione di uno sciagurato Fener.

Xavi Pascual è fermo a sole due W, ma… che W! Al Sinan Erdem contro l’Efes ed in casa contro il Barcellona, nonostante parecchie assenze. sarebbe stato interessantissimo vederlo all’opera nella doppia trasferta spagnola con Baskonia e Valencia: fortunatamente è tutto soltanto rimandato, ma questo è un gran bello Zenit.

Georgios Bartzokas è 3-1 con la macchia della sola sconfitta iniziale contro lo Zalgiris, peraltro dopo aver sperperato un vantaggio in doppia cifra nelle fasi decisive della gara. Ha vinto bene contro una corazzata come Milano ed ha gestito la meglio una sfida complicatissima come quella col Maccabi. Un precampionato difficile è stato in realtà fase di crescita, dimostrando che quei risultati contano poco o nulla. Se rafforza l’asse panchina-campo con Sloukas, al Pireo ci si divertirà.

Ettore Messina. Sembra quello più avanti di tutti come organizzazione ed identità di squadra. Milano non è ancora scintillante, è normale, ma impone agli avversari il proprio ritmo ed il proprio sistema difensivo, costringendoli ad andare fuori dal proprio spartito.

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