In Grecia c’è solo l’Olympiacos, Pana a dir poco mediocre

Alessandro Maggi

L’Olympiacos si prende il derby “eterno” con il Panathinaikos ribaltando, come da pronostico, le gerarchie del basket greco

L’Olympiacos si prende il derby “eterno” con il Panathinaikos ribaltando, come da pronostico, le gerarchie del basket greco. Una contraddizione in termini visto che i “reds” si sono codardamente ritirati dalla massima competizione nazionale, svilendo sé stessi e il basket ellenico in generale.

Gara mai in discussione

71-78 il finale, Olympiacos che guida dalla prima all’ultima sirena toccando la doppia cifra di vantaggio nel primo quarto e arrivando a +15 nel secondo. Il Pana tocca il -4 nel terzo, poi Nemanja Nedovic perde la testa e la gara prende il suo corso.

Olympiacos da 2

Olympiacos che ha 5/27 dall’arco, ma il 63.2% da 2. Il trio Georgios Printezis, Hassan Martin e Octavius Hallis ha 14/16 nel pitturato. Logico contro l’oggi impresentabile reparto lunghi dei “green” dove l’ex Olimpia Milano Aaron White prende una sola conclusione in 15’, ovviamente da 3.

Keifer Sykes 

Giocatore atteso, 0/4 dal campo per un -7 di valutazione in 16’. Giocatore che si conferma inadatto fisicamente alla competizione, mentre Ioannis Papapetrou continua a predicare nel deserto: 14 punti, 3 rimbalzi e 4 assist in 39’ in campo. Insostituibile. Anche troppo.

Georgios Vovoras

«Penso che l’Olympiacos sia stata la squadra migliore vista in campo. Soprattutto nel primo periodo, hanno dettato il ritmo e noi non siamo stati in grado di produrre i nostri tiri. La difesa è la prima priorità, soprattutto nel nostro caso perché siamo una squadra giovane e dobbiamo sviluppare una mentalità difensiva».

Georgios Bartzokas

«Prima di tutto, devo ammettere che la qualità del gioco non è ancora quella ideale, ma è normale. Non vedo nessuna squadra in questo momento giocare bene in EuroLeague, ogni squadra sta lottando per segnare 80 punti, quindi è ovvio che questa situazione con la pandemia sia nella mente di tutti. In questo momento, contava solo la vittoria».

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