Itoudis: Se firmi un MVP in ogni ruolo non vuol dire che tu abbia la miglior squadra

alberto marzagalia

Intervista principalmente basata sul tema del reclutamento per Dimitris Itoudis con il sito di Eurolega.

COACHES CORNER è un gran bel prodotto di Euroleague Basketball.

«I giocatori vanno e vengono, è normale in una realtà come la nostra. Quest’anno lavoro con una terza generazione di atleti al Cska. Il gruppo vincente di Berlino 2016 aveva 8/9 nuovi campioni di Eurolega, come quello di Vitoria 2019. Ora vi sono giocatori come Nikola e Toto realmente determinati a ripetere la storia».

«Ogni stagione è diversa dall’altra e rigenerare una nuova squadra non è semplice. Il reclutamento è un processo certamente non solo estivo: dura tutto l’anno e devi essere pronto a fronteggiare ogni situazione contrattuale».

«Le statistiche non sono tutto. A volte cerchi un vero guerriero ed i numeri non te lo descrivono a sufficienza. A volte invece quei numeri aiutano, ma non sono l’unico aspetto che guardiamo».

«Prima di firmare chiunque analizziamo a fondo la persona, l’etica lavorativa, le motivazioni, le radici personali e familiari. I miei assistenti hanno una rete di persone in cui crediamo, poi contattiamo tanti che hanno lavorato con quegli atleti in precedenza. Dopo 30 anni in questo mestiere posso prendere il telefono e parlare con persone di cui mi fido».

«Dobbiamo conoscere le nostre forze e le nostre debolezze, dopodiché cercare la situazione con la chimica giusta. Se firmi 5 MVP in ogni ruolo non vuol dire che tu abbia la squadra migliore e la miglior chimica. Devi cercare chi accetti il proprio ruolo nella squadra. Prima di mettere sotto contratto chiunque gli parlo e dico chiaramente che cosa gli chiederò e se è pronto ad accettare i compagni già presenti nel ruolo e quanto gli verrà richiesto».

«Prima di firmare Mike James gli ho parlato in maniera diretta: “Sei un grande giocatore, miglior marcatore qua e là, ma ora arrivi in un club vincente. Sei pronto ad accettare certe cose?” Gli ho aggiunto che doveva rendersi responsabile nei confronti della squadra e dei compagni. Oggi sembra che Mike sia con noi da una vita, anche se ha giocato solo il 70% di una stagione…».

«Sarò sempre onesto coi giocatori, anche se può non piacere loro quello che dico. E’ ciò che mi viene dal cuore, per il bene della squadra».

«Spesso firmiamo atleti che hanno giocato tanto contro di noi (Shengelia e Milutinov 28 gare combinate contro il Cska di Itoudis) e ne conosciamo le doti molto bene. Toko è un leader, crea molto dal post ed anche faccia al ferro. Era la terza volta che provavamo a firmarlo ed ho pensato che se non fosse arrivato stavolta non sarebbe successo mai più. Credo sia finalmente arrivato al momento gusto, dopo un trionfo nel campionati spagnolo, uno dei più duri. Ora gli tocca il classico “next step” in un ambiente nuovo».

«Stessa cosa per Nikola, che ha lavorato tantissimo per diventare uno dei migliori. ma ora entrambi sanno di essere in un sistema vincente e che ci vuole la chimica giusta. Il Cska è stato vincente in passato: ora deve diventarlo anche questo Cska».

«Non tutti quelli che scegliamo sono così noti. Ad esempio Cory Higgins arrivava dal Gaziantep, non aveva esperienza di Eurolega e non era così pubblicizzato. Ma sono orgoglioso di aver lavorato con lui e di che giocatore è diventato. Stessa cosa per Kyle Hines quando è andato all’Oly o Mike Batiste al Pana».

«Mi piace il processo di reclutamento. Tutti vorremmo costruire una squadra che duri un decennio, ma non è reale. NBA, Cina ed altri grandi club sono concorrenza notevole. Barca, Real, Fener, Oly, Pana, Efes, Maccabi ed ora anche Milano ha firmato giocatori importanti in estate».

«La realtà nello sport è che i giocatori si spostano ed è una delle sfide che come Coach e dirigenza dobbiamo affrontare».

(Photo: http://www.euroleague.net)

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