10 idee dal primo turno di Eurolega

alberto marzagalia

Il Round #1 di Turkish Airlines Euroleague è già alle spalle e non sono mancate indicazioni interessanti per diverse squadre e per molti protagonisti. Attesi o meno.

  • Alex Abrines. Dopo una stagione tormentata e dopo un’esperienza NBA non certo memorabile, il grande talento è tornato. Tiratore eccelso, sa giocare bene a pallacanestro e decide la sfida più importante. Bentornato, campione!
  • Chris Jones. Proprio qualche giorno fa ci chiedevamo se fosse giocatore da Eurolega di livello. Ha pensato di risponderci nella maniera migliore, sul campo. Solido ed efficace.
  • Kevin Pangos. Tutti lo rivolevamo ai livelli di Kaunas e lui si è presentato al Sinan Erdem determinato a dimostracelo. Dominante. Contro Micic, mica noccioline. Ora aspetta il Barça.
  • Il “Playbook” di Igor Kokoskov. Musica per le orecchie di chi ama la tecnica in questo gioco.
  • La difesa di Sfairopoulos. Il Maccabi parte male, ne prende 29 in un quarto, poi inizia lo show difensivo. Il solito. E’ la migliore della lega, lo confermiamo.
  • Rokas Jokubaitis. 15’45” in campo, 12 punti con 7 tiri, 3 rimbalzi, 3 assist e 2 falli subiti. Si muove come un veterano, lui che è… del 2000. E quel 2/2 in lunetta a 3″ dalla fine la dice lunga. In Lituania è il nuovo che avanza.
  • Mike James fa le prove da play ordinato, Joel Bolomboy e gli altri ci capiscono poco. Daniel Hackett ha un cuore che fa provincia, oltre ad una tecnica che migliora ogni anno (è ora di dirlo…). Falsa partenza Cska.
  • Pierria Henry. Era atteso all’esplosione già lo scorso anno, ci ha messo un po’ di più ma è arrivato. Dopo una splendida “Fase Final” di Liga Endesa in giugno, ora si dimostra giocatore unico per caratteristiche, imprendibile per energia ed applicazione, ora perfino realizzatore di qualità. Lo studio per diventare una stella di Eurolega prosegue bene…
  • Kyle Hines. Il 70% della difesa di Milano e del rendimento della squadra in ogni momento importante della gara viene da lui. Probabilmente non serve ripeterlo ma è la cosa più bella, vincente e tecnicamente ineccepibile vista a Milano dai tempi di Bodiroga.
  • Il Real Madrid e la dipendenza da Campazzo. In 24’17” sul campo è “responsabile” di 17 punti, che mette a referto in proprio, nonché di altri 4 che derivano da suoi assist. Poi ci sono 3 recuperi, 5 rimbalzi ed una determinazione feroce (anche se Henry in qualche occasione lo fa nero). La montagna da scalare quando se ne andrà in NBA sarà molto alta per i “blancos”.
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