Eurosport Supercoppa 2020: Milano vs Venezia: un grande classico

Lorenzo Lubrano 1

Dopo aver vinto rispettivamente i propri gironi, ieri alle ore 12.00 presso la Virtus Segafredo Arena, le quattro squadre che si contenderanno il primo trofeo della stagione, hanno scoperto il loro destino.

Dall’urna sono usciti i seguenti accoppiamenti: AX Armani Exchange Milano vs Umana Reyer Venezia e Banco di Sardegna Sassari vs Virtus Segafredo Bologna.

Quest’oggi abbiamo deciso di analizzare la prima semifinale in programma alle ore 18.00, quella tra Milano e Venezia.

Ettore Messina vs Walter De Raffaele

Lo scorso anno, queste due squadre si sono affrontate in sole due occasioni. Nel match di campionato, l’Olimpia Milano ha espugnato il Taliercio (70-71), grazie ad una tripla sulla sirena di Vlado Micov.

Invece, nella semifinale di Coppa Italia ad avere la meglio sono stati i lagunari, che con il punteggio di 67-63 hanno conquistato l’accesso alla finale, aggiudicandosi poi anche il trofeo.

Quella di venerdì sarà una gara totalmente diversa per tanti motivi.

In partite da dentro e fuori non è detto che vinca sempre il più forte, ma chi sbaglia meno.

In questa stagione, le due compagini si sono già affrontate nel “City of Cagliari” ed in quell’occasione a trionfare furono i milanesi, ma si sa le amichevoli contano relativamente… e quando si lotta per un titolo, tutto cambia radicalmente.

Le parole dei protagonisti

A rappresentare l’AX Armani Exchange Milano nella conferenza stampa di presentazione dell’evento c’era il GM Christos Stavropoulos, che ha commentato così l’esito del sorteggio: «Quello che è stato fino adesso non fa testo, tutti partiamo da zero. Veniamo qua a giocare gare molto importanti contro squadre molto forti. Venezia è collaudata e lavora bene da anni, siamo felici di essere qua ma non sarà facile. Non posso nascondere che noi veniamo qua per vincere, come tutte le nostre avversarie. Stiamo costruendo una mentalità vincente con tanti nuovi giocatori, stiamo lavorando da poco, c’è tanto da fare, sarà una stagione molto lunga ma molto bella. Sei mesi senza basket sono tanti, questo format è un’idea bellissima. Complimenti alla Virtus per l’allestimento di questo palazzo, spero nella presenza di tanti tifosi». Queste le prime impressioni del GM biancorosso sul percorso fatto dall’Olimpia in queste prime partite, con un pensiero su Venezia.

«Virtus-Milano? Ci sono due semifinali prima, poi avremo tempo per parlare della finale. Credo che la pallacanestro italiana si presenti bene anche in Europa». Su una possibile finale con la Virtus Bologna. Tra le due squadre c’è una forte rivalità.

«Format importante, perché per la prima volta tutti abbiamo avuto difficoltà a trovare tornei amichevoli in Europa. Format di successo, perchè non ripeterlo?» Conclude Stavropoulos sulle modalità con cui è stata organizzata, elogiando questo tipo di format con tutte le 16 squadre.

Per i campioni d’Italia è intervenuto il Presidente Federico Casarin: «Siamo convinti di potercela giocare con tutti. Format interessante, che prevede subito gare ufficiali e dunque modifica lo stato della preparazione, ma da tenere presente per il futuro». Da un po’ di tempo, l’Umana Reyer Venezia è abituata giocare questo tipo di sfide ed ha tutte le carte per mettere in difficoltà Milano, Bologna e Sassari.

Staremo a vedere ancora una volta, se Daye e compagni riusciranno ad aggiungere un altro trofeo in bacheca, anche perchè per Venezia sarebbe la prima volta e quindi avrebbe un significato ancora più speciale.

Kyle Hines e Mitchell Watt

Tra i tanti “duelli” che vedremo, quello più intrigante è tra i due lunghi delle compagini.

Da una parte c’e un giocatore che ha vinto tutto e sa perfettamente come si giocano questo tipo di gare, dall’altra c’è un dei più pericolosi terminali offensivi del campionato.

Nella sfida di Cagliari, Hines ha chiuso con 10 punti e Watt con 14.

Dal punto di vista del tonnellaggio, il pivot veneziano è più grosso, ma l’ex CSKA Mosca nel corso di questi anni ha dimostrato di potersela giocare contro tutti e non ha paura di nessuno.

I precedenti in Supercoppa

Non è la prima volta che i meneghini ed i veneziani si sfidano in Supercoppa.

Nel 2015 in quel di Torino, l’Olimpia Milano vinse in semifinale 71-66, ma poi si arrese in finale contro Reggio Emilia (80-68).

Invece, due anni dopo (2017) a Forlì, Milano grazie ad una super prestazione di Jordan Theodore (29 pt), nominato poi MVP dell’evento si aggiudicò la coppa proprio ai danni dell’Umana Reyer Venezia (82-77).

Alla caccia della quarta

Dopo non aver partecipato lo scorso anno a Bari, l’AX Armani Exchange Milano vuole riconquistare il trofeo.

In carriera, Ettore Messina ne ha vinta solo una e lo ha fatto nel lontano 2003 con la Benetton Treviso.

Sono passati esattamente 17 anni e l’allenatore catanese è pronto per rialzarla. Tra le altre cose sarebbe il primo titolo sulla panchina di Milano.

Dall’altra parte però c’è Venezia, che è reduce dalla vittoria nella F8 di Pesaro, ma che al PalaFlorio perse contro il Banco di Sardegna Sassari dopo un tempo supplementare 83-80 e quindi cercherà in tutti i modi di ritornare in finale, per provare questa volta a tornare in laguna con la coppa.

Foto: LBA

One thought on “Eurosport Supercoppa 2020: Milano vs Venezia: un grande classico

  1. Inutile girarci intorno: i tifosi di Milano vivono un momento di grande apprensione, che durerà fino alla partita di venerdì – anche se in nessun modo io posso parlare di un gruppo così vasto e diverso come “i tifosi di Milano”.
    Però non mi stupirei se il mio personale sentimento d’apprensione, quasi di paura, fosse condiviso da molti di noi.

    Improvvisamente la partita s’è fatta importante, la semifinale in sé.
    Ed è già un buon segno per il nostro basket in generale.
    Siamo qui per vincere, come ha detto Stavropoulos, ma contro Venezia a questo giro, con la finale in palio, nessuno si aspetta un pronostico basato sul basket champagne che ci ha entusiasmato nella prima decina di partite dell’Olimpia Armani, e nessuno l’ha fatto – leggendo in giro.

    Al contrario ci aspettiamo una partita nervosa, dura, con Venezia che cercherà di tenere basso il ritmo.
    Ricordo l’ultima partita contro Venezia, che Watt ci ha distrutto.
    Watt ci ha distrutto perché la sua squadra giustamente insisteva su di lui fino allo sfinimento.
    Prima per caricare Tarczewski di falli, come riuscirono a fare, e poi perché Gudaitis quella volta era stato lasciato in tribuna in favore di un esterno in più.
    Per me grande errore di Messina e dello staff, come se non conoscessero l’avversario.
    Quando ha vinto con noi, Venezia ha sempre cavalcato Watt, che è anche giocatore molto intelligente, di visione, e solo quando lui non ha risposto abbiamo vinto noi.

    Apprensione che immagino abbiano anche i nostri giocatori.
    E forse Messina e staff, per quanto pensino positivo.
    Il pronostico ci favorisce, ma i primi palloni, finché arriverà la scioltezza, potrebbero essere pesanti.
    Basta imbarcarsi nei primi cinque minuti, per fare poi una partita tutta in salita, con volponi come Watt, Daye, Bramos nell’angolo, i giovani leoni italiani, Cerella il difensore, il sistema stracollaudato e affidabile di De Raffaele.
    C’è da avere paura.

    Ci diciamo: è solo una partita di basket. Ed è vero.
    Ma non del tutto.
    Ci siamo riempiti gli occhi per la campagna acquisti, noi tifosi, e per le prime dieci partite: tutte cose che abbiamo già visto, provato, e visto sciogliersi.
    Come una squadra normale, del resto. Solo che stavolta il campo potrebbe averci fatto intendere che finalmente normali non siamo, che siamo veramente forti.
    Forti nelle cose che contano.
    Ecco perché siamo in apprensione, ecco perché la semifinale conta più di una semplice partita di basket.
    Siamo costretti a verificare che sia davvero come stiamo sognando di nuovo che sia.

    Ci manca soltanto di vedere che sappiamo soffrire, perché un certo senso, forse il sesto, ci dice che venerdì ci sarà da soffrire.
    Conta chi sbaglia meno, come dici tu, nelle partite dirette.
    Ecco dove lo champagne non arriva più e subentra la sofferenza.
    E Tarczewski non sta benissimo.

    Mi aspetto che le rotazioni siano più limitate del solito: Messina verrà criticato per questo.
    Ma ancora una volta: è allenatore e presidente della squadra, sa benissimo che l’apprensione di tutti quelli che hanno in simpatia l’Olimpia Armani, ha una sola risposta utile.
    Vincere la partita, senza tremare, come sappiamo di poter fare.
    Gente capace di stare in campo senza tremare ne abbiamo, saranno loro a doverla portare a casa stando in campo quanto serve.
    È Milano, il risultato del primo trofeo di stagione conta. Anche per il suo presidente.

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