5 Sfumature di Eurolega | Campazzo ed il Real, “the last dance”?

Quando vuole il destino la fa grossa, ma spesso è semplicemente un po’… bastardo.

Della telenovela Campazzo vi abbiamo ampiamente riferito per tutta l’estate: l’ultimo aggiornamento, di poche settimane fa, diceva di un giocatore che non percepirebbe salario, il cui ammontare verrebbe progressivamente dedotto dal club come rateale pagamento del “buyout” per l’uscita verso la NBA. Una cosa che non ci convince, lo abbiamo già detto, ma che la stampa spagnola ribadisce pressoché quotidianamente.

Ed allora ne prendiamo atto, sempre diffidenti, e buttiamo lì le nostre 5 sfumature, eredità di una finale di Supercopa che ha voluto semplicemente gettare benzina sul fuoco di un addio che non sarà semplice per nessuna delle parti coinvolte.

  • Facu MVP? E’ la solita storia. Gli ultimi quattro successi madridista dicono di un giocatore che quando conta non ha paura di niente e di nessuno. E’ la normalità per lui, ma questa volta è qualcosa di più , viste le condizioni mentali possibili. Chapeau, Facu!
  • «Penso all’oggi, non so cosa succederà domani» dice il fenomeno argentino. «E’ un nostro giocatore, sono felice di averlo con noi», ribadisce un Laso comunque raggiante. Tutto scontato? Parrebbe di sì. Ma il Real può veramente gestire una situazione simile a lungo?
  • Appunto, i tempi. Se Draft e Free Agency dovessero essere posticipati, come pare probabilissimo, il tutto si complicherebbe ancor di più. Che fanno i “blancos”? Giocano mesi con il Facu per poi dover inserire un nuovo profilo ad equilibri già fissati? Ok, il denaro non manca, visto l’incasso dal “buyout”, ma qui si parla del miglior playmaker d’Europa senza alcun dubbio, forse qualcosa di più.
  • Allarme Marca! Il Real potrebbe perdere sia Campazzo che Deck. Quest’ultimo è stato l’unico in grado di azzerare Mirotic in finale, vista la virgola del montenegrino quando lo marcava lui. Scade a fine stagione, ha un uscita NBA bassissima per ora, urge il rinnovo. Se non arriva il passaporto dovrà essere extracomunitario ed allora saranno problemi ulteriori . Anche qui, non ci pare roba da Real, la nostra diffidenza permane.
  • In mezzo a tutto ciò c’è una piazza che ribolle alla sola idea, che ormai è rassegnazione, di perdere un giocatore come il play argentino. Immaginate se fossero due… Ma c’è anche un Coach che sa solo vincere e che sta già lavorando, sotto traccia per i meno attenti, ad una struttura granitica difensiva, magari venendo anche meno ai suoi princìpi consolidati. proprio Laso ci disse a Belgrado «Non ti dirò mai che la difesa conta più dell’attacco, si gioca su 28 metri, ugualmente importanti». Forse mancherà del talento ed allora ecco che sta nascendo il Real 2.0, quello in versione saracinesca. Magìa dei grandi allenatori, quelli camaleontici, quelli che allenano i profili più graditi esattamente come sanno costruire con atleti di differente proposta tecnica.
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