Venezia ribalta lo scontro diretto con Trieste e ha il destino nelle proprie mani. Si sblocca anche Treviso.

maninred94

Venezia ribalta lo scontro diretto con Trieste e ha il destino nelle proprie mani. Si sblocca anche Treviso.

Girone C protagonista unico della serata di Eurosport Supercoppa 2020. Si parte con la sfida del PalaVerde tra De’Longhi Treviso e Dolomiti Energia Trentino. Larga vittoria dei padroni di casa in una sfida che non ha mai avuto storia sostanzialmente. 91-67 il risultato che premia i ragazzi di Max Menetti, alla prima vittoria nella manifestazione.

In prima serata, invece, l’Umana Reyer Venezia ribalta il -7 dell’andata sconfiggendo 79-62 l’Allianz Pallacanestro Trieste tra le mura amiche. Gli orogranata sono di nuovo in testa al girone e otterrebbero il pass per la kermesse di Bologna superando Treviso e Trento negli ultimi due turni.

Come sempre, andiamo ad analizzare gli aspetti salienti con i nostri 5 punti:

Il primo quarto già decisivo e la scelta vincente di Menetti

La partita si è decisa nei primi 10 minuti di gioco. Fin dai primi possessi si è notato un livello di energia e presenza mentale totalmente diverso. Molta più voglia di attaccarsi all’uomo in difesa e recuperare il pallone nei padroni di casa, che trovano punti facili in contropiede, anche 1vs0.

Poche idee e pure confuse nella metà campo trentina, che chiudono una serata da incubo da 20 palle perse e 7/23 dalla lunga distanza. Su buona parte di quei turnovers ha messo lo zampino David Logan, autore di ben 5 recuperi.

Il veterano viene schierato in quintetto per la prima volta al posto del rookie Tyler Cheese e la scelta di Menetti si rivela vincente, al netto di alcune forzature quasi naturali nelle partite dell’ex Sassari. 17 punti, 3 rimbalzi e 3 assist nella partita dell’artefice dell’artefice del primo strappo da parte dei padroni di casa. Lontano parente del giocatore apatico e fuori dal coro visto nelle prime 3 partite.

Il mercato in vetrina

La società trevigiana è stata la prima a completare il proprio roster quest’estate. Un vantaggio teorico che non ha avuto risultanza sul parquet, prima di questa sera. Non solo, Treviso è stata protagonista del primo acquisto, in ordine cronologico, del mercato LBA.

L’ala ex Bergamo Jeffrey Carroll è stato di gran lunga l’MVP di serata con una prestazione da 18 punti, 4 rimbalzi e 19 di valutazione. Giocatore essenziale nell’attacco della squadra di Menetti. Sa incidere in maniera importante sulle partite quando limita il numero dei palleggi e sceglie con decisione, sfruttando anche la sua fisicità.

A testimonianza del suo impatto immediato con il nostro campionato, le 4 doppie cifre in altrettante partite. 18 @Venezia, 10 vs Trieste, 11 @Trento gli altri score. Un compagno che sta entrando velocemente nei meccanismi di un campionato fin qui sconosciuto è il playmaker tascabile Dewayne Russell.

Arrivato dalla Bundesliga e dai Crailsheim Merlins, il debutto è stato un fiasco. Al Taliercio, infatti, è stato uno dei motivi del mancato blitz dei suoi contro Venezia. Partita che ha chiuso con 0 punti e 0/7 al tiro in 25 minuti. La reazione è stata immediata. Sono arrivate due prestazioni in doppia cifra e i 13 punti con 4 assist e 2 recuperi del ritorno contro Trento. Anche lui è atterrato sul pianeta LBA per la soddisfazione di Menetti, che aveva bisogno del suo colpo principale al meglio.

La transizione difensiva di Venezia e le percentuali nel primo quarto

La prima frazione di gioco è stata uno specchio abbastanza fedele della Reyer delle prime tre giornate. Si vede la forza potenziale della squadra, nota a tutti, ma qualcosa la frena.

I primi minuti vedono gli orogranata eccellere nella transizione difensiva, fondamentale che era completamente mancato nella fase iniziale della partita di andata e che aveva permesso a Trieste di imporre il proprio ritmo. Le 2 sole palle perse aiutano in questo senso, ovviamente.

Viceversa, al Taliercio Trieste viene subito costretta ad attaccare a metà campo contro la difesa schierata. In questa cornice, Venezia è troppo più fisica e ha agio nel coprire linee di passaggio e pitturato, rendendo praticamente impossibile quasi ogni conclusione ai triestini. Le 5 palle perse e il 3/9 nel tiro da due sono dati immediati e abbastanza eloquenti delle difficoltà dei ragazzi di Eugenio Dalmasson.

Tuttavia, Venezia non riesce a concretizzare a dovere questa supremazia. Costruisce tiri ad alta percentuale in attacco, ma non vengono convertiti in punti con la continuità dovuta. L’impressione è che alcuni giocatori siano ancora un po’ legati e lontani dalla condizione ideale. Michael Bramos in primis, ancora mai visto sui suoi livelli di competenza.

Il 21-15 alla prima sirena lascia l’amaro in bocca ai Campioni d’Italia, i quali avranno modo di rifarsi ampiamente a inizio ripresa.

24-14

Chiusa la prima metà di gara sul +4 (36-32), Venezia esce con grande cattiveria dagli spogliatoi. Fin da subito va a esplorare con grande perizia le zone che possono consegnare facili vantaggi. Ergo, gli ultimi due metri di campo, dove Mitchell Watt e Gasper Widmar banchettano a proprio piacimento. L’ex Ike Udanoh e Andrejs Grazulis non hanno alcuna possibilità di trovare le contromisure giuste. Sono così costretti a concedere canestri e viaggi in lunetta a stretto giro di posta.

Proprio vero che quando piove diluvia perchè arriva anche Bruno Cerella in versione satanasso a mordere le caviglie del portatore di palla. A dare il colpo di grazia un Julian Stone caldissimo che apre il solco e che, poi, metterà a segno le due triple che chiuderanno i conti nel quarto periodo. Prestazione totale per il numero 5, che aggiunge anche 9 rimbalzi e 4 assist al tabellino personale.

La tripla in step-back di Tommaso Laquintana a fil di sirena è gran giocata utile solamente a limitare i danni sul 60-46 al 30′. Terzo parziale che segna 24-14, +10 interno. E’ la fuga decisiva.

Lobito Fernandez ultimo a mollare, Mike Henry assente (in)giustificato

Due delle note super liete di un inizio sorprendente di Supercoppa da parte di Trieste vivono traiettorie incrociate nella serata in Laguna. Juan Fernandez si conferma leader carismatico con i suoi 17 punti in 30 minuti, tirando con il 60% dal campo. E’ autore dei canestri che alimentano l’ultimo, tardivo tentativo di rimonta giuliana. Più in generale, sembra l’unico in possesso del codice di accesso al bunker orogranata.

Primo passaggio a vuoto per Mike Henry, invece. Dopo le prime tre partite a 16.6 punti di media, nelle quali si era proposto come giocatore estremamente solido e vero go-to-guy della squadra. Walter De Raffaele non poteva che preparare un piano-partita incentrato anche sul contenimento delle sue qualità offensive. Così è stato e il numero 15 ha sofferto le attenzioni speciali riservategli dalla difesa veneziana.

Comunque 9 rimbalzi catturati nella sua partita, per una dedizione totale nei confronti dei compagni, a maggior ragione in una partita in cui sa di non poter contribuire diversamente. Anche una forte botta alla mano destra per lui, ulteriore fattore a limitarne l’efficienza prima di uscire per 5 falli già nel terzo quarto.

Un gran peccato per una Trieste che, ora, si ritrova a non avere più il destino della qualificazione alla Final Four di Bologna nelle proprie mani. La cosa più importante sarà recuperarlo completamente per la trasferta di Trento di venerdì.

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