Milano conquista il pass per le F4 di Bologna. La Fortitudo batte la Virtus nel derby

Dopo il “timeout” avvenuto nella giornata di domenica con nessuna partita in programma, ieri si sono disputate ben sei gare valide per l’Eurosport Supercoppa 2020.

Nella prima sfida tra la Carpegna Prosciutto Pesaro e la Virtus Roma non c’è stata proprio partita.

I ragazzi di coach Jasmin Repesa hanno rifilato una pesante sconfitta alla compagine avversaria.

La Dinamo Sassari vince anche contro la Happy Casa Brindisi ed intravede le F4 di Bologna.

Nel derby tra l’Acqua San Bernardo Cantù e l’Openjobmetis Varese, ad ottenere la vittoria sono i brianzoli che con il punteggio di 81-72, centrano il primo successo dopo quattro k.o in fila.

Nella sfida al vertice del girone A, tra la Pallacanestro Brescia e l’AX Armani Exchange Milano, sono gli uomini di coach Ettore Messina ad avere la meglio.

Infine, per quanto concerne il gruppo B, Reggio Emilia supera Cremona e la Fortitudo si aggiudica il derby di Basketcity contro le V nere.

Attraverso i nostri soliti cinque punti andiamo ad analizzare più in profondità alcuni aspetti di queste sei partite

F4 di Bologna e Sergio Rodriguez

Con il punteggio di 79-91, l’Olimpia Milano vince anche al PalaLeonessa contro la Germani Brescia.

Un successo davvero molto importante per i milanesi, perchè con questa vittoria strappano un pass per le F4 di Bologna (18-20 settembre).

Protagonista assoluto del match, Sergio Rodriguez. Il “Chacho” ha disputato davvero un’ottima gara e con 17 punti è il migliore realizzatore dell’AX Armani Exchange Milano. Quando è in giornata, fermarlo diventa impossibile.

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E’ la differenza punti tra Pesaro e Roma. Infatti, la partita è terminata 104-60 in favore dei marchigiani, nonostante la pesante assenza di Carlos Delfino (squalificato)

Da evidenziare per i biancorossi numerosi giocatori in doppia cifra (Drell 22, Robinson 13, Serpilli e Zanotti 12, Tambone 10).

L’avventura di Jasmin Repesa è cominciata in modo molto positivo e questo è un buon segno per il coach, che vuole far tornare il club ai livelli di un tempo.

Non sarà facile, ma sembra che ci siano tutte le possibilità per raggiungere l’obiettivo.

Luis Scola

Nonostante la sua squadra abbia perso, non si può non parlare di questo splendido giocatore argentino.

Infatti, il classe 1980 si è reso ancora una volta il protagonista di giornata con ben 26 punti messi a referto in 31′.

Gli anni passano anche per Scola, che però sembra rimanere un ragazzino, nonostante l’età.

Insomma, c’è poco da dire sulle qualità del giocatore o meglio una cosa si può dire: Grazie Luis!

All’ultimo respiro

Nella gara del PalaDozza ed in quella tra la Dinamo Sassari vs la Happy Casa Brindisi sono arrivate due vittorie in volata.

La Fortitudo ha avuto la meglio sugli storici rivali 84-86, con l’1/2 ai liberi di Adrian Banks, mentre il Banco di Sardegna Sassari, grazie ad una tripla a fil sirena di Pusica beffa la compagine di coach Frank Vitucci.

Siamo solo a settembre, ma si vedono già partite davvero molto equilibrate e tirate fino all’ultimo.

Le parole degli allenatori (Messina, Repesa, Esposito e Djordjevic)

«Abbiamo affrontato una buona squadra, che ha controllato il ritmo della gara e ci ha fatto soffrire molto a rimbalzo. Ma in una giornata in cui non abbiamo tirato particolarmente bene dal campo, abbiamo lo stesso segnato 91 punti conducendo la vittoria in porto. Siamo contenti, perché ci siamo qualificati per la fase finale di questa competizione, ovviamente siamo anche coscienti di avere ancora tanto da lavorare sia dal punto di vista atletico che tecnico. Però il gruppo sta bene insieme e ha le qualità per fare buone cose». Commenta così coach Ettore Messina che ovviamente si ritiene soddisfatto per l’accesso alle F4, ma sottolinea come ci sia ancora tanto da lavorare.

«Roma non aveva i cinque americani e questo ha influito molto nell’andamento del match. Ho dato spazio ai nostri giovani ma a essere sincero non mi è piaciuta la loro mentalità, devono capire che è necessario essere più aggressivi e concentrati per affrontare sfide al massimo livello professionistico. Come obiettivo principale dobbiamo continuare a lavorare ogni giorno per crescere ed essere più competitivi». Nonostante la vittoria coach Repesa rimprovera i più giovani perchè vuole che capiscano l’importanza di affrontare determinate partite anche quando il divario è così largo.

 «Rispetto alla gara di venerdì sono soddisfatto dei passi in avanti che sono stati fatti, soprattutto in difesa dove siamo riusciti a sistemare alcune situazioni sul pick and roll. Anche in attacco ci sono state delle cose che mi sono piaciute. Non è facile giocare dopo tre giorni contro una squadra che  fa turnover, ma sono molto soddisfatto. E’una squadra che è stata costruita per avere più protagonisti e non uno solo per quanto riguarda l’attacco. In difesa, tutti devono dare il proprio contribuito e bisogna migliorare sotto questo aspetto. Quando ti mancano il 4 ed il 5 titolare non è semplice e non vedo l’ora di averli a disposizione perchè abbiamo bisogno anche di loro due». Si dice soddisfatto coach Esposito ed aspetta con ansia di poter avere a disposizione due pedine fondamentali come Cline e Ristic.

 «Congratulazioni alla Fortitudo, soprattutto per un primo tempo in cui noi abbiamo sbagliato troppo. Si vedeva una “non tranquillità” difficile da spiegare. Non siamo tatticamente disciplinati, individualmente soprattutto, e su questo mi sono arrabbiato molto». Parole molto dure quelle di Sasha Djordjevic che sa l’importanza del derby di Bologna, ma soprattuto che la sua squadra può dare molto di più. Quando si gioca per una società così gloriosa e non si è in grado di gestire la pressione, allora tutto diventa ancora più complesso.

Foto: Pallacanestro Brescia

2 thoughts on “Milano conquista il pass per le F4 di Bologna. La Fortitudo batte la Virtus nel derby

  1. Intanto grandi complimenti a Milano che ha vinto in modo molto convincente tutte le sue partite, da grande squadra.

    Brescia ieri ha tenuto bene per tutto il primo tempo, bravissimi, ma ha finito per pagare lo sforzo.
    Dice (Esposito), parafrasando: grazie, quelli si possono permettere di giocare dopo tre giorni con i ricambi.
    Ed è vero, però la panchina lunga di Milano c’è sempre stata, ma questo è il primo anno che non si nota.
    Nel senso: chiunque sia in campo, e chiunque sia in tribuna, la squadra gioca sempre molto bene, costruendo parecchio e difendendo forte.
    Come se finalmente la panchina lunga sia un vantaggio e non un problema, tra scarsa conoscenza reciproca e pasticci vari.
    Forse c’entra qualcosa Messina e il suo staff. Forse dico…

    Ciò detto non va trascurato il fatto, secondo me, che la brillantezza delle prime uscite, il basket champagne dei trentelli non s’è più visto contro Brescia – la più attrezzata delle avversarie incontrate.
    Non va trascurato, ma neanche calcato troppo.
    L’Olimpia nel primo tempo contro Brescia, a Brescia, ha semplicemente sbagliato troppi tiri facili
    Delaney, Punter, Datome e le esitazioni a volte incomprensibili di Brooks.

    L’altra volta ho fatto l’ipotesi di scarsa concentrazione, dopo tre trentelli e un vantaggio costante di 10/15 punti in partita.
    Stavolta a me è sembrata una questione di gambe, affaticate dai carichi di inizio stagione, carichi che immagino pesanti perché mirati a un’altra epoca, ad altri impegni futuri.
    Me ne ha dato la sensazione Delaney, per un muoversi appesantito e dei tiri che non gli avevo mai visto sbagliare in maglia Olimpia, dalla sua mattonella, e Datome al suo secondo 1/4 da tre, che veramente non gli appartiene.
    Mattonate che derivano da una risposta diversa delle gambe da quella solita. Secondo me.

    Comunque ne hanno messi 91 in una giornata meno facile per Delaney e Punter.
    E neanche quando hanno giocato punto a punto nel primo tempo, hanno dato segni di nervosismo, secondo me.

    Che siano partite vere si vede non solo dai primi piani di Moss e Burns che si scambiavano pugnetti – come dire: dai, Crsto, mettiamoli sotto per una volta – ma si vede soprattutto dall’impatto insufficiente, e un po’ sperduto di un Moretti molto volenteroso e dotato tecnicamente, ma ancora lontano dalla comprensione di questo gioco per adulti, a far falli e rincorrere farfalle per il campo.
    Magari risulto severo, ma so di essere giusto.
    Però non molla, e arriverà.

    Se poi il Chacho gioca così, allora spero davvero che Bologna arrivi in finale.

    Quella dello scudetto 🤘

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