5 pillole dalla bolla: a Orlando si entra nel vivo

enricolongo16

Le semifinali di conference sono un’altra storia. Equilibrio quasi dappertutto e spettacolo assicurato.

Il primo turno dei Playoff 2020 è già alle spalle e di sorprese se ne sono viste poche. Se a Ovest, si è visto un po’ equilibrio con 2 serie (Rockets-Thunder e Nuggets-Jazz) decise al 7° capitolo e una particolarmente divertente Clippers-Mavericks, dall’altra parte del tabellone, di risultati in discussione neanche l’ombra: 3 sweep con Heat, Celtics e Raptors che si sbarazzano rispettivamente di Pacers, 76ers e Nets. I Bucks hanno concesso il primo iniziale vantaggio ai Magic, poi anche Giannis e compagni hanno voltato pagina con 4 vittorie consecutive, sigillando la disputa sul 4-1.

Le semifinali di conference sono, come direbbe qualcuno, un’altra storia, ecco le nostre cinque pillole su cosa abbiamo appena visto.

Donovan Mitchell e Luka Doncic: il prodotto di Louisville e lo sloveno sono i due migliori marcatori di questa post-season con 36.3 punti a serata per il primo e 31 per l’ex Real Madrid. Curioso constatare che i primi due top scorer siano già entrambi fuori.

Da 0-2 a 2-2: è la seconda volta, in due stagioni consecutive, che i Raptors messi alle corde, trovano la forza di reagire e impattare. Lo scorso anno, successe in finale di conference contro i Bucks. In quella occasione arrivarono 4 W consecutive, nella semifinale di conference di quest’anno invece i Celtics hanno rimesso la testa avanti. Ma il canestro sulla sirena in gara 3 di OG Anunoby è destinato a rimanere nella storia.

Jamal Murray: le possibilità di superare in una serie al meglio delle 7 partite i Clippers sono limitate, nonostante il momentaneo 1-2, ma se i Nuggets un po’ ci credono è soprattutto grazie alla loro settima scelta assoluta al Draft 2016. Murray sta giocando praticamente gli stessi minuti dello scorso playoff, ma i miglioramenti sono sensazionali: è passato da 21.3 punti a 27.4 tirando con il 50.5% dal campo contro il 42.5% della passata stagione, ma soprattutto con il 47% dall’arco, mentre l’anno scorso la sua percentuale dai 7.25 era del 33%.

Miami Heat: il record di questi Play-off recita 7-1: 4-0 ai danni dei Pacers e altro solo sfiorato sui Bucks. Dove possono arrivare questi Heat? Difficile dirlo, ma dopo un periodo di assestamento sembrano aver ritrovato il ritmo giusto per costruire qualcosa di grande. Il mix tra esperienza e gioventù, con comune denominatore il talento, è letale.

Effetto Rondo: corre l’anno 2020, ma a 34 anni, RR è ancora un giocatore capace di spostare gli equilibri.

Immagine in evidenza: nba.com

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