Trieste fa l’upset di giornata ai danni di Venezia. Sassari concede il bis.

maninred94

Altra giornata, altri due gironi protagonisti del programma del sabato di Eurosport Supercoppa 2020. La sorpresa arriva dall’Allianz Dome, dove Trieste vince meritatamente 76-69 contro la Reyer Venezia prendendosi anche la vetta del girone C, con una vittoria in più rispetto ai lagunari.

Nello stesso raggruppamento, partita pazza a Trento con la Dolomiti Energia Trentino che rimonta nella ripresa (90-79 il finale) lasciando quota 0 in classifica e al palo Treviso. Nel girone B, invece, Sassari deve aspettare il quarto periodo per liberarsi della Vuelle Pesaro (86-71) mentre Brindisi coglie un prevedibile successo contro la Virtus Roma (90-69)

Andiamo ad analizzare quanto accaduto attraverso gli immancabili 5 punti di Eurodevotion:

Le palle perse di Venezia nel primo tempo, la solidità di Trieste

L’aspetto che non mi è piaciuto è stato dare per scontate alcune cose. Un atteggiamento dettato forse dalla grande conoscenza reciproca che però non deve essere tradotta in superficialità, ma deve anzi essere trasformata in una maggiore attenzione ai particolari

Così Walter De Raffaele dopo la vittoria in casa di Trento non più tardi di 48 ore fa. Il primo tempo della sfida di Trieste, però, non ha segnato un cambio di passo, anzi. Le 14 palle perse nei primi 20 minuti di gioco sono un concentrato di errori gratuiti e, per certi versi, inspiegabili per dei giocatori di tale esperienza.

La grande consapevolezza nei propri mezzi e la convinzione di poter ribaltare la partita nella ripresa, come avvenuto nelle prime due partite, possono essere traditrici. Come nel caso della partita di ieri sera. Merito della squadra di Eugenio Dalmasson, che ha giocato una pallacanestro omogenea nei 40 minuti e trovando protagonisti diversi nei vari momenti della partita.

Il grande ex Ike Udanoh è stato l’autore di un avvio di grande impeto. Mike Henry ha confermato la sua solidità in attacco. Anche gli italiani hanno fatto la loro parte. Davide Alviti è stato ancora una volta un fattore a rimbalzo (7). Juan Fernandez e Tommaso Laquintana hanno segnato canestri dal coefficienti di difficoltà elevato, almeno pari al peso specifico nel momento in cui Venezia ha prodotto il forcing nel quarto periodo.

Jason Burnell, un altro affare di Pasquini, un’altra perla dello scouting canturino

Kevarrius Hayes all’Asvel Villeurbanne per mettersi alla prova nel duro mondo della Turkish Airlines Euroleague. Jason Burnell, chissà, per replicare il suo percorso in tempi relativamente brevi. Nel frattempo, l’ala 23enne se la godono Federico Pasquini e Gianmarco Pozzecco a Sassari.

Questi due ragazzi sono le ultime scoperte che meglio hanno sfruttato il trampolino di lancio rappresentato dalla stagione con la maglia di Cantù. Una società che ha dovuto fare le nozze con i fichi secchi negli ultimi anni, ma che merita grandi complimenti per aver nobilitato l’arte dello scouting andando a pescare nel sommerso dei piccoli gioielli. Niente di nuovo, è abilità storica del sodalizio brianzolo. E quei Sha’Markus Kennedy e Jaaziel Dante Johnson

Non sono tanto i 12 punti e i 14 rimbalzi a impressionare nella prestazione prestazione del numero 14 contro la Vuelle Pesaro di Jasmin Repesa. O meglio, solamente in parte. Ciò che è estremamente promettente, al limite della scommessa con certezze di vincita, è il suo atteggiamento in campo. Sempre fisico, sempre concentrato. Gioca ogni possesso come se fosse quello decisivo di gara 7. Copre due ruoli nel roster e ogni zona del parquet dopo la palla a due.

La teorica inesperienza ipotizzata dalla carta d’identità può tranquillamente andare a farsi benedire. Forse il personale infatuamento verso questo atleta condiziona il giudizio, ma è con piacere che vi do un consiglio. Tenete d’occhio questo ragazzo. Siamo di fronte, probabilmente, al progetto di un campione.

Altalena trentina

Pronti, via, fuga sul +13. Pochi minuti e si spegne la luce. Tanto basta a produrre un parziale di 20-0 in favore di Treviso che cambia il volto all’intera gara. 46-33 esterno e teste basse all’imbocco degli spogliatoi.

Rientro dopo l’intervallo? 57 punti segnati in due quarti e pratica archiviata con i primi due punti nella competizione. Autentica schizzofrenia in una partita caotica da 16 assist, ma anche 18 palle perse.

Problemi di chimica e di rotazioni accorciate (attesa per Kelvin Martin, infortuni di Luke Maye e Luca Conti). Alti e bassi. Grandi fiammate così come brusche frenate in cui la qualità della pallacanestro bianconera precipita. Trento è la squadra di Gary Browne. Ancor di più, Trento è lo specchio del suo playmaker portoricano, oggi.

Un primo tempo disastroso, con una serie infinita di scelte sbagliate. Una seconda metà di gara incontenibile, con giocate che sono mix di onnipotenza e ignoranza cestistica benevola. Alla fine sono 29 punti in 31 minuti con 7/13 dal campo, 8 falli subiti, 4 rimbalzi, 5 assist, ma anche 6 palle perse.

Dove approderà il pullman dell’autista Browne nella prossima partita?

Il primo quarto di Harrison: benvenuto al prossimo capocannoniere della LBA?

L’Happy Casa Brindisi non ha avuto bisogno di tanto tempo per mettere le cose in chiaro contro la Virtus Roma. La partita ha preso una piega molto chiara già nei primi 10 minuti di gioco. Un parziale di 30-15 dal quale la banda di Piero Bucchi, ancora infarcita di ragazzini, non è riuscita a riprendersi.

Il mattatore assoluto è stato D’angelo Harrison, l’acquisto più importante e atteso di tutta la off-season brindisina. L’erede di Adrian Banks. Ebbene, dopo una prima partita di rodaggio contro Pesaro, la guardia USA ha fatto vedere di cosa è capace nei primi 10 minuti di gioco. 16 punti con 6 canestri realizzati su 8 tentativi, 4 triple.

Alla fine saranno 20 con 6 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi con Coach Frank Vitucci che potrà permettersi di limitarlo a 24 minuti di utilizzo. Al netto di un avversario non certo impegnativo, uno statement game che è aperitivo di quanto potremmo vedere in campionato.

Le sue doti naturali di realizzatore lo candidano in maniera quasi automatica al ruolo di capocannoniere della prossima LBA. Anche perchè è presumibile che il volume di possessi offensivi di passaggio nelle sue mani possa essere piuttosto elevato.

Un primo consultivo

Quattro gironi per quattro pass per la Final Four di Bologna. Non ce ne voglia nessuno, ma le prime giornate sembrano indicare almeno 3 squadre che hanno qualcosa in più e favorite per il passaggio del turno.

AX Armani Exchange (Girone A), Virtus Segafredo Bologna e Banco di Sardegna Dinamo Sassari hanno profondità di roster e/o sistemi sufficientemente superiori per centrare l’obiettivo primario.

Il Girone C, invece, sembra quello potenzialmente più incerto nell’esito, con la sorprendente Trieste a contendere il primato a Venezia. Guarda caso, l’unico raggruppamento in cui tutte le squadre si sono presentate al completo ai nastri di partenza.

Fin qui, un contesto caratterizzato da diverse partite in cui il risultato è stato influenzato, nelle sue proporzioni, da differenti condizioni di eleggibilità e di allenamento. Di riflesso, differenze marcate in termini di condizione atletica e automatismi.

Addirittura, squadre come Vanoli Cremona e Virtus Roma sono state costrette a schierare in blocco quintetti con ragazzi del 2002, 2003 e 2004 senza esperienze alle spalle a questo livello.

Niente di tutto questo nel girone del Triveneto, nel quale tutte le partite si sono risolte nei minuti finali, tenendo un minimo acceso l’interesse per una competizione che, per forza di cose, non può offrire facilmente degli spunti tecnici indimenticabili.

Per dirla parafrasando George Orwell, sono tutte uguali nel loro lavoro di preparazione, ma alcune di esse sono più uguali delle altre. Per fortuna, mi permetto di aggiungere.

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