Ruggito Virtus nel derby contro la Fortitudo, Milano supera anche l’ostacolo Brescia.

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Menu ricchissimo nella serata di Eurosport Supercoppa. Sono scese in campo 8 squadre per completare la terza giornata dei gironi A e B. In primo piano il primo Derby di Bologna della stagione. La Virtus mette un piede nelle Final Four vincendo 87-73. Decisivo un terzo quarto pazzesco da 31-11 per ribaltare l’inerzia di una partita fin lì in mano alla Fortitudo, avanti 46-35 all’intervallo lungo.

E’ stata anche la giornata dell’Olimpia Milano, che cala il poker superando anche la Germani Brescia. La squadra di Ettore Messina scappa sul 24-12 alla fine del primo quarto e tiene sempre sotto controllo l’avversario nonostante una serata al tiro meno esaltante rispetto alle precedenti per il 81-67 finale.

Prima gioia anche per Varese e Cremona, ai danni rispettivamente di Cantù e Reggio Emilia. Entriamo maggiormente nello specifico con la nostra consueta analisi per 5 punti:

7: le palle perse dalla Germani Brescia nel primo quarto. Parziale concluso 24-12 in favore della AX Armani Exchange e che si rivelerà decisivo per l’esito dell’incontro. Milano, infatti, scappa nei primi 10 minuti di gioco per poi mantenere il controllo delle operazioni fino alla sirena finale.

Nemmeno il ritorno fino al -3 nella parte centrale del secondo quarto servirà a ribaltare l’inerzia e a incrinare la leadership biancorossa. Il parziale 14-2 degli uomini di Vincenzo Esposito, infatti, troverà risposta immediata nel controbreak milanese, firmato Rodriguez e Moraschini, per il 44-35 all’intervallo lungo.

Al termine saranno 16 i turnovers degli ospiti. Ragioni riconducibili, in parte, alla gioventù di questa squadra in termini di lavoro condiviso, peraltro a ranghi ridotti. I maggior meriti, però, vanno attribuiti alla difesa della squadra di Ettore Messina. Nonostante una serata meno brillante rispetto alle precedenti. L’Olimpia non ha mai fatto mancare intensità e pressione sulla palla con il solito, efficiente sistema di cambi sul perimetro.

Come se non bastasse, l’attenzione lontano dalla palla è comunque buona e concede poco margine per i tagli backdoor. Gli esterni meneghini sono anche bravi a prendere posizione davanti al lungo e ad anticipare il prevedibile alto-basso per esplorare il mismatch vicino a canestro. La vita è davvero difficile per chi sfida Milano in questo momento.

Malcolm Delaney e Kyle Hines giganti fra gli umani

Come già accennato, contro Brescia è andata scena la recita meno brillante nel cammino in questo girone A di Eurosport Supercoppa. Lo testimoniano le percentuali al ribasso (18/33 da 2, 8/25 da 3). Lo conferma la ratio assist/perse (17/14), specchio di una maggiore fatica nel trovare fluidità e ritmo in attacco.

Flessione più che normale in quella che, non va dimenticato, resta una fase di preparazione alla stagione che verrà. Fisiologica ripensando ai ritmi balistici disumani delle prime tre partite.

In un contesto del genere, ancora più evidenti le differenze che sono riusciti a marcare Malcolm Delaney e Kyle Hines, autori di prestazioni maiuscole. Il playmaker ex Barcellona ha dato la sensazione di poter fare quello che vuole senza nemmeno inserire le marce alte. Né Kenny Chery, totalmente fuori giri nella prima metà di gara, né Luca Vitali hanno trovato le misure per arginare il talento del numero 23.

Per Delaney 25 punti, 4 rimbalzi, 3 assist, 18 di plus/minus (il migliore di squadra) e 9 falli subiti (!) in 24 minuti . In assenza di Kevin Punter, coinvolto nel tourbillon del turnover, ha decisamente preso le redini dell’attacco milanese. E se le premesse sono queste…

Un piccolo clinic, invece, quello offerto da Kyle Hines agli addetti ai lavori presenti al Mediolanum Forum di Assago. Uno spettacolo vederlo cambiare su tutti senza pagare dazio, grazie a una rapidità di piedi, una mobilità laterale e a un equilibrio complessivo del corpo da mostrare nelle scuole. Niente che non si conoscesse già, ma è una gioia per gli occhi come quando ci si è innamorati di lui tanti anni fa ormai.

Costantemente in anticipo sulle mosse offensive degli avversari, è la trasposizione vivente del modo di dire sulle capacità di un giocatore di fare reparto da solo. Con lui sul parquet, tutto diventa più facile per i compagni, protetti da possibili situazioni di gioco scomode per alcuni. Incentivati all’extra-sforzo, con una guida del genere.

Virtus Dr.Jekyll & Mr.Hyde

Posso dire che abbiamo assistito a due tempi completamente diversi, nel primo abbiamo regalato molto all’avversario ma nel secondo abbiamo giocato con la testa, diminuendo le palle perse che erano veramente troppe. Mi è piaciuto molto l’approccio alla partita di Julian Gamble e tutti nel terzo quarto hanno dato il massimo

Sintetica, ma pienamente aderente ai fatti la descrizione che Sasha Djordjevic ha espresso ai canali ufficiali della partita della sua Virtus ieri sera. Un primo tempo orribile da 16 palle perse, chiuso sotto 46-35 dando l’impressione di essere del tutto assente.

Poi il terzo quarto da 31-11 che ci restituisce le V Nere che abbiamo ammirato nella scorsa stagione. Grande agonismo, fisicità soffocante, ottima collaborazione collettiva per aiuti e raddoppi che non danno tempo all’attacco di organizzarsi e valutare le contromosse.

Quando c’è agonismo, spunta fuori spesso Alessandro Pajola. Un ragazzo che cresce a vista d’occhio, anche nella qualità delle scelte nella metà campo offensiva. D’altronde, quando hai degli insegnanti d’eccezione come Teodosic, Markovic e l’allenatore stesso, beh..il futuro è luminoso. Meo Sacchetti ha avuto pane per i suoi denti, ma anche dei messaggi belli forti. Nel nuovo ciclo della Nazionale, un posto per questo ragazzo non mancherà.

Quando, invece, c’è da spiegare i motivi per cui la Virtus è 3-0 nel girone B, Julian Gamble ha molto a che vedere con la questione. Già trascinatore della squadra nelle paludi della partita scorbutica contro Reggio Emilia. Domina per 40 minuti sotto i tabelloni, cancellando dal campo Ethan Happ. Uno dei giocatori migliori dello scorso campionato. E’ già materiale da Turkish Airline Euroleague, ma vuole arrivarci con la maglia delle V Nere e il desiderio è reciproco.

La luce della Fortitudo che si spegne troppo presto e le parole di Meo

Abbiamo fatto sicuramente una buona partita nel primo tempo, per giocare contro la Virtus c’è un dispendio fisico che paghi perciò non devi sbagliare niente. Invece abbiamo lasciato per strada un po’ di lucidità sbagliando qualche canestro, abbiamo speso molto nel primo tempo per stare a contatto con una squadra fisica. E’ logico che qualcuno debba dare qualcosa in più ma oggi non sono deluso perché l’atteggiamento è diverso rispetto alle gare precedenti

Meo Sacchetti prova a trarre il buono nella partita della sua Fortitudo pur nella sconfitta contro il nemico più grande. Logico che sia così in una fase di preparazione. Anche perchè sono arrivati dei segnali.

Resta il fatto che la squadra è sostanzialmente scomparsa dal campo dal momento in cui la Virtus ha iniziato a pressare, a raddoppiare, a giocare duro. E l’impressione è che questo gruppo di validi giocatori abbia ancora bisogno di tempo per diventare squadra. Il punto è che la piazza ha fame di tornare protagonista e la società ha fatto investimenti importanti.

La domanda è: ci sarà la pazienza di aspettare un normale processo di crescita, collettiva come individuale (Fletcher e Withers soprattutto), che necessariamente passerà dalle sconfitte?

Gli stop di Sabatini e Mancinelli non hanno certamente aiutato. Sacchetti si è trovato costretto a spremere Withers (fuori giri) e un Fantinelli totale nel primo tempo, ma con la lingua di fuori nel momento di massima pressione Virtus.

Clonate Luis Scola, Jaime Smith solo sull’isola

Il volto della sudatissima vittoria dell’Openjobmetis Varese su Cantù è certamente quello del fenomeno argentino. Partito a razzo con 13 punti nei primi 6 minuti di partita, il 40enne di Buenos Aires ha disposto a proprio piacimento dei giovani lunghi biancoblu per tutto l’incontro.

26 punti (9/18 da due), 6 rimbalzi, 2 recuperi, 1 assist e 22 di valutazione in 27 minuti sul parquet. Squadra nelle sue mani fin dal primo possesso della partita inaugurale contro Milano. La classe è quella di sempre. Se poi ha davanti un avversario con ben poco peso specifico vicino al ferro, il gioco diventa troppo semplice..

Dal’altra parte, sontuoso losing effort di Jaime Smith. Il suo ritorno in Brianza è stato il colpo più importante dell’estate canturina. Alla Enerxenia Arena, dalle parole si è passati ai fatti, con il numero 2 a flirtare con la tripla doppia.

26 punti, 9 rimbalzi, 6 assist, 7 falli subiti e 33 di valutazione. Un peccato non aver avuto grande sostegno alle sue spalle, eccezion fatta per un discreto Maarten Leunen da 11 punti e il 50% dal campo. La vecchia guardia ha indossato l’elmetto e ha dato battaglia. Devono iniziare a venire fuori i più giovani. Poche settimane e sarà campionato. Ogni possesso avrà un peso nella corsa alla salvezza.

One thought on “Ruggito Virtus nel derby contro la Fortitudo, Milano supera anche l’ostacolo Brescia.

  1. Se in giro si nota un certo scontento per una partita che ha visto Milano sempre in testa, di 10/15 punti per la maggior parte del tempo, con Messina che anche lui commenta sul difensivo, beh… vuol dire che il potenziale reale di questa squadra lo vediamo con chiarezza in tanti.
    E non più solo sulla carta.

    Che la squadra contro Brescia abbia dato l’impressione di minore fluidità, minore facilità, è indubbio.
    Non sono certo, però, che sia dovuto a Brescia; mi spiace per Esposito e i suoi giocatori, ma a me sembra che semplicemente Milano fosse meno concentrata.
    In attacco.
    Perché in difesa ho visto la squadra di Messina molto bene, come sempre in questo prestagionale, con un Hines favoloso che può cambiare su tutti e tenere la maggior parte degli esterni – quantomeno in LBA. E pare divertirsi molto a farlo, perché si ritrova sempre lì, molto più di Tarczewski.

    Meno concentrata.
    Del resto se Roll in quintetto sbaglia i primi due tiri da tre, facilissimi, creati dalla squadra, il sospetto ti viene subito.
    Poi chiude con 1/5, in quella che sarebbe la sua specialità.
    Datome 1/4 da tre, e un gesto di stizza e liberazione con se stesso quando realizza l’unico.
    Moraschini 0/3 tutti aperti piedi a terra.
    E Shields 1/6 da due.
    Immagino che qui ci sia spazio per le sensazioni personali, che saranno diverse.
    Per me quelli erano tutti tiri aperti, molto ben costruiti.
    Fanne segnare uno in più a Datome, due a Roll, uno a Moraschini, e due a Shields, e senza che nessuno vada in medie stratosferiche, ma resti nel normale, e non siamo proprio a cento punti, ma subito sotto – e il gioco sarebbe apparso più fluido e continuo, e il punteggio più scavato.
    Leggermente meno concentrati quando giochi una partita sempre avanti di 10/15, dopo aver dominato le precedenti, secondo me ci sta.

    Shields peraltro è già il migliore acquisto e più sottovalutato di questa stagione.
    Sottovalutato non da Messina, che lo fa giocare giustamente un sacco. Ha mani velocissime, e braccia che sembrano estendersi fino a ogni bordo campo su qualsiasi palla vagante, e se a giochi rotti deve proprio andare a canestro, trova il modo di farlo.
    L’alternanza con Micov sarà rassicurante. Per tutti.

    Delaney senza neanche farsi notare troppo, se vede che la squadra non è a punto come dovrebbe, ci pensa lui.
    E non è la prima volta che lo fa, in queste prime uscite di Milano. Mi piace, e molto.
    E non ho detto che non abbiamo fatto cento perché Punter era in tribuna. E non lo dico, e non lo credo.
    Quello che avevo da dire l’ho scritto sopra 😎

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