Olimpia in grande spolvero anche a Varese: dall’arco è uno show

L’impressione rimane la stessa, come quella della due giorni di Cagliari così come dopo l’esordio in gara ufficiale contro Cantù: l’Olimpia ha una profondità di rotazioni e di soluzioni, nonché una ricchezza di talento che la rendono cliente molto, spesso troppo, complicato per le avversarie italiane.

Un altro giro oltre i 100 punti (211 a referto in 80′) ed un’altra prestazione offensiva travolgente per almeno 27-30′. Se è ovvio che 17 su 28 dall’arco è dato che facilita le operazioni a tutti i livelli, lo è altrettanto il fatto che per tenere una tale percentuale i tiri debbano essere costruiti bene, come Milano fa per la maggior parte di queste conclusioni.

La preparazione dei milanesi è decisamente più avanti di quella delle avversarie incontrate sinora, questo va detto: ottima organizzazione dei rientri degli stranieri in periodo di quarantena, nessun intoppo ed un lavoro che prosegue al meglio dai primissimi giorni di agosto. E’ ovvio che la differenza già chiara con alcune squadre, in queste condizioni appaia ancora più ampia.

Più della gara contro Cantù, però, l’appuntamento di Varese ha detto qualcosina di interessante. Restano sensazioni agostane, quindi da prendere con le pinze, tuttavia possono aiutare a capire la Milano che sarà.

Malcolm Delaney è molto più playmaker di quanto non lo siano molti pari ruolo più importanti di Eurolega: rispetto alla maggior parte di questi, però, ha un primo passo ed un’esplosività decisamente meno determinanti. Differenze che sarà interessante verificare sul campo: sappiamo come per certi atleti i confronti individuali siano cerchiati sul calendario…

Sempre a livello di “playmaking” sembra chiaro come Moraschini sia l’alternativa ad uno tra Rodriguez e Delaney in campionato. Più di Cinciarini. Il prodotto delle giovanili Virtus fa ottime cose nel ruolo, che alterna a situazione in cui soffre un po’ per via di un “ball handling” che richiede protezione dal corpo. Sarà una bella sfida, sua e di Messina che lo vede in quel ruolo.

E proprio Coach Messina pare decisamente carico dopo soli due impegni ufficiali. Vederlo entrare in campo a braccia alzate e pugni chiusi per un timeout od esultare per una tripla allo scadere della sirena di metà gara è molto interessante. L’allenatore catanese sa che questa è la “sua” stagione, non solo la “prima”, vera alla guida di un’Olimpia costruita da lui. Situazioni interlocutorie non sono più all’ordine del giorno, questa squadra è costruita per vincere subito e di conseguenza ha su di sé la pressione che ne deriva.

L’Olimpia ha un arsenale dall’arco di cui dispongono pochissimi, forse nessuno, in tutta la massima competizione europea: figuriamoci in Italia. I necessari adattamenti a questa caratteristica meneghina (30 su 52 in due gare) garantiranno spazi e soluzioni migliori per i lunghi? Il quesito ci porta proprio a loro.

Il post basso è un’opzione molto limitata per questo roster: né Tarczewski, né LeDay hanno mai mostrato grandi cose in quella posizione, mentre Kyle Hines è centro atipico che sa fare molto male in tante altre situazioni prima di quella. Opzioni decisamente più pericolose possono essere Datome e Micov, così come Shields.

I 24 rimbalzi offensivi concessi tra giovedì (11) e ieri pomeriggio (13) non sono un dato eccellente e vanno riverificati già dalle prossime gare, magari proprio contro gli stessi avversari. Allo stesso modo non crediamo che Davide Moretti sia felice degli 8 falli in 26 minuti in due gare (ieri 5 in 9′): c’è un lavoro di riadattamento anche a questo aspetto del gioco nel percorso dell’ex finalista NCAA.

Sensazioni, agostane si diceva, quindi niente di sicuro, tuttavia da più parti abbiamo potuto rilevare, anche nella serata di ieri, come questa Milano riscontri l’apprezzamento di parecchi addetti ai lavori.

PS “Standing ovation” per Luis Scola. A nozze contro LeDay, decisamente meno contro Hines, sfodera tutta la sua classe soprattutto nel secondo quarto. Peccato sia all’ultimo giro di una carriera fantastica, d’altra parte i corpaccioni veri di Eurolega non gli avrebbero permesso un’altra stagione a quel livello.

2 thoughts on “Olimpia in grande spolvero anche a Varese: dall’arco è uno show

  1. Cantù e Varese non sono certo gran cosa, soprattutto in questo momento della stagione, ma Milano ne ha mostrato la fragilità con una fluidità e scioltezza, e determinazione, che Bologna, per esempio, non ha saputo mostrare contro Cremona.
    I 100 e passa punti a partita sono specchio di una squadra che gioca per vincere e ci riesce.
    Sa farlo, ma ha anche uomini che sanno farsi trovare dove serve – non sfugge l’intelligenza di Datome in questo fondamentale, che sembrava a tratti che gli avversari non lo conoscessero e gli avessero battezzato il tiro da tre… !

    Anche se l’anno scorso avevamo vinto tutto il precampionato, non era mai stato con la piacevole sensazione di dominio che ha mostrato questa squadra.
    Con grandi talenti, ma anche con un gioco di squadra efficace in attacco e dietro.
    Certo, né Cantù né Varese hanno esterni capaci di forzare l’uno contro uno come ce ne sono in EL, quindi vedremo soltanto in futuro se quella che sembra una difesa arcigna, finora, si rivelerà tale anche contro avversari più dotati – ma anche qui voglio ricordare che l’anno scorso non si vedeva un movimento difensivo così compatto come succede in questi giorni, neanche con squadre minori.

    Questa Olimpia vince e convince, vince come ci si aspetta che faccia, alla grande! Ed è consistente, ed è un piacere.
    Tra i difetti, abbiamo difficoltà a tenere gli uno contro uno, secondo me, che possono mandare a pallino tutto il sistema, difficoltà di Delaney soprattutto, e il solito problema a rimbalzo difensivo, nonostante Hines, e un Brooks in gran spolvero.
    Un buco nero al quale per il momento non si vedono soluzioni.

    È vero però che anche la nostra squadra, come le altre, è appena all’inizio del lungo viaggio per conoscersi e venirsi incontro. Le premesse sembrano idilliache 😎

Next Post

La leggenda dei "Miners"

Una delle più grandi sorprese nella storia dello sport americano. Una vittoria che ha fatto epoca.

Subscribe US Now

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: