Hines e Moretti: gli opposti che attraggono l’Olimpia

Una grandissima impressione.

E’ quella che deriva da una presentazione di due giocatori ad oggi completamente opposti come Kyle Hines e Davide Moretti, due dei nuovi arrivi alla corte di Ettore Messina.

Dell’ex Capitano del Cska sappiamo più o meno tutto.

Ci aiutano le parole che ci ha detto di recente Daniel Hackett, commentando l’addio del giocatore da Mosca: «Mi mancherà l’amico, la persona di riferimento, nonché un campione straordinario dentro e fuori dal campo».

Una collezione di trofei infinita, un atleta che ha riscritto la storia di Eurolega in un corpo che non poteva dominare nel ruolo di centro ma che lo ha sempre fatto, senza arroganza fisica ma con forza assoluta, tecnica e mentale.

Come ha detto propio ieri «Quando l’Olympiacos mi ha firmato tutti si sono chiesti perché andasse su un centro di 198cm…». Ecco, dopo pochi mesi lo hanno capito in tanti, ora nessuno ha più il minimo dubbio.

Ciò che ha impressionato clamorosamente durante la presentazione alla stampa di ieri è quel misto di consapevolezza, affabilità e chiarezza di intenti, qualunque argomento gli venisse sottoposto.

Kyle ha una personalità magnetica perchè riesce ad esprimere concetti chiarissimi con una semplicità disarmante unita ad una decisione che non lascia dubbi. Nella sua posizione di leggenda del gioco europeo molti si proporrebbero con un po’ di esagerata prosopopea, lui fa assolutamente il contrario.

Quel sorriso gradevolissimo, quel modo di fare e di parlare affascinante non manca di trasmettere messaggi diretti, chiari ed assolutamente decisi.

Hines non è uno che vuole piacere, è semplicemente uno che piace per quello che è e dà l’idea di potersi portare dietro una squadra intera poiché non è disposto a lasciare nulla di intentato.

Sul campo lo abbiamo visto affrontare senza la minima esitazione “cristoni” con vantaggi di 20cm e decine di kg, in sala stampa, nella splendida ed elegantissima cornice del Teatro Armani, ha proposto la sua versione più reale, più naturale, quella del vincente che sa trascinare tutto l’ambiente con il giusto mix di parole chiare ed esempio illuminante.

Stare seduti accanto ad un campione del genere al via di una stagione di Eurolega era probabilmente qualcosa che Davide Moretti ha sempre sognato. Ecco che il sogno diventa realtà in un pomeriggio milanese di agosto, nell’anno più nero della storia dell’umanità intera ormai da diversi decenni.

Un sogno appunto, ma non solo quello. Davide parla molto misuratamente nei toni ma è assai deciso nei contenuti.

Sa bene dove si trova, non dimentica le difficoltà iniziali ogni volta che ha affrontato un cambiamento importante nella sua ancor breve carriera. C’è un tesoretto di esperienza che riesce a non sfigurare di fronte alla montagna d’oro che ha di fianco.

«Questa volta spero di metterci meno di 5-6 mesi ad adattarmi alla nuova realtà, sto costruendo un rapporto con Coach Messina ma siamo solo all’inizio».

In forma ovviamente differente da Hines, c’è grande consapevolezza.

«Ho sempre fatto della forza mentale la parte fondamentale del mio gioco e del mio modo di vivere la pallacanestro. Oggi devo crescere ancora tecnicamente».

«La sfida coi migliori di Eurolega, che sono spessissimo nel mio ruolo, è uno stimolo ulteriore».

Coach Pillastrini, uno che ha dato un contributo fondamentale al Moretti che vediamo oggi, ce lo ha detto chiaramente: «Non poniamogli limiti, perchè ogni volta che ha fatto un passo avanti ha saputo dare qualcosa di più, nonostante le difficoltà iniziali di adattamento».

Oggi c’è il salto in alto più grande e l’asticella è a livelli da record. La netta impressione è quella di trovarsi di fronte ad una persona di un certo spessore e di un atleta che sa cosa vuole ma soprattutto a cosa serve per ottenerlo. Non è poco, in un ambiente come quello milanese in cui la pressione è pochissima per certi versi “pratici”, al secolo tifoseria etc, ma è grande per un passato recente che va ribaltato.

Kyle Hines e Davide Moretti sono gli opposti di Milano, profili che diventano attraenti per il mondo Olimpia in virtù di quell’essere così diversi in tutto e per tutto ma così simili nella determinazione.

Una montagna d’oro ed un gioiello che ambisce ad entrare nella collezione più pregiata. E’ un tesoro per Ettore Messina, poiché parlare di “tesoretto” sarebbe oggi limitativo per questa Olimpia.

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