Campazzo in NBA? Il Real non può andare in bianco…

alberto marzagalia

Messo finalmente da parte il tormentone Sloukas, il mondo di Turkish Airlines Euroleague si concentra ora su quello riguardante Facundo Campazzo.

Wolves, Spurs, Nuggets, Mavericks: dell’interesse nella lega di Adam Silver verso il fenomenale play argentino ormai si è detto tutto. L’agente del giocatore ha ripetuto più volte come non vi sia ad oggi nulla di concreto, tuttavia è bene sottolineare come non vi sia nulla anche in direzione opposta, ovvero una chiara conferma della permanenza a Madrid.

Nostre fonti ci hanno descritto, nella giornata di ieri, una situazione abbastanza complessa che potrebbe avere sviluppi molteplici.

Innanzitutto i tempi. Fino a quando il Real può attendere la decisione dell’argentino? Se è vero che ci sono oltre 5 milioni di € di buyout che libererebbero automaticamente l’atleta, è altrettanto vero che una tempistica legata a questa opportunità sia dovuta. Visto l’ammontare elevatissimo della clausola è presumibile che questo limite temporale sia abbastanza esteso, tuttavia non oltre quanto necessario al club per lavorare su un’eventuale sostituto.

I caso di partenza sono stati fatti due nomi per coprire il vuoto: Kostas Sloukas, quello più gettonato, e Shane Larkin, quello più fantasioso. Il primo è un giocatore dell’Olympiacos, il secondo, in pendenza di un’ufficialità che manca ma vien sta ovunque per scontata, proseguirà con l’Efes.

Ed allora, quale sarebbe il profilo, necessariamente di alto livello, su cui punterebbe il Real in caso di perdita del suo playmaker? Sono proprio le nostre fonti a fare il nome di Vasiljie Micic. Sotto contratto con l’Efes, diritti NBA appartenenti ai Sixers, cui è stato accostato per diverso tempo, il fortissimo serbo sarebbe la prima scelta madrilena. Certo, ci vorrebbe un buyout notevolissimo, oltre il milione sicuramente, ed il salario da corrispondere apparterrebbe alla categoria dei più alti, componendo così un’operazione dal peso finanziario pazzesco. L’idea c’è, la fattibilità è assai complicata.

C’è un nome nuovo? Potrebbe essere, ed oggi parrebbe ipotesi più realistica, quello di Scottie Wilbekin, già a lungo sul taccuino “merengue” prima del rinnovo a Tel Aviv. Rinnovo che c’è appunto, con accordo trovato prima della pandemìa, dettaglio da non sottovalutare. Le lamentele sulle regole relative alla quarantena in Israele, il lancio della bottiglia ad un tifoso dopo una gara e la recentissima espulsione in gara 2 contro l’Hapoel Tel Aviv sono fatti e palesano un certo malessere attuale del giocatore. Se fosse confermata la proposta di riduzione del salario (25-30%) fatta al giocatore da parte del club sarebbe abbastanza semplice ricavarne delle conclusioni.

E nel caso, il mercato potrebbe non fermarsi qui per Madrid. Luca Vildoza potrebbe essere un altro nome caldo, il quale non avrebbe concluso con il Cska proprio perché vi sarebbe il club della capitale spagnola in pressing. Trattare con il Baskonia è probabilmente più difficile che farlo con l’Efes per Micic, ma l’atleta piace e quel mancato passaggio in Russia potrebbe essere un indizio.

Vogliamo essere chiari, si tratta di opzioni, certamente sul tavolo delle discussioni ma che non presentano certezze al momento. I prossimi giorni saranno caldissimi sull’asse Madrid-Istanbul-Tel Aviv, con possibili escursioni nei Paesi Baschi. Il tutto a meno di una conferma di Campazzo al Real, cosa che fermerebbe quasi tutto, magari con la sola esclusione della pista Vildoza.

Continuiamo a lavorarci sopra e non escludiamo aggiornamenti già nel breve, sia dalla Spagna che da Israele.

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