L’Olimpia Milano in 5 punti, tra pro e contro

alberto marzagalia

Ettore Messina ha costruito un roster molto interessante in tempi relativamente brevi potendo contare su una proprietà che ha garantito sin da marzo la conferma del budget 2019/20.

Poter lavorare sul mercato come se la pandemia non fosse mai esistita è stato un vantaggio non da poco che il Presidente/Coach milanese ha saputo sfruttare al meglio, lavorando sugli obiettivi prefissati e liberandosi di giocatori che già dall’anno scorso si sapeva fossero privi di significato nel sistema dell’allenatore.

Quindi tutti gli obiettivi raggiunti? E’ sempre difficile dirlo parlando di mercato, tuttavia si può certamente affermare che le tipologie di giocatori scelte sono quelle volute. Poi è chiaro che si faccia fatica a pensare che Shengelia e Milutinov non fossero le prime scelte nei ruoli poi coperti da Hines e LeDay, anche in virtù delle mosse invernali del club.

Almeno una decina, quasi una dozzina, di profili che stanno bene, o almeno discretamente, in Eurolega, sono un’ottima base per lavorare e costruire una scalata ai piani alti che manca dagli anni ’90, esclusa la splendida avventura degli uomini di Luca Banchi nel 2014.

Riprendiamo la nostra tradizione dei “5 punti” ed ecco allora alcune considerazioni che sono tema che andremo ad approfondire nel dettaglio nei prossimi giorni.

1 – Il reparto guardie. Talentuoso ed esperto nel playmaking di Rodriguez e Delaney, non di primissimo livello nel ruolo di 2, a meno che non si schieri Shields. Roll, Punter, Moraschini e Moretti sono armi sufficienti per affrontare dei pari ruolo spesso eccezionali in Eurolega?

La risposta è “ni” e sottolinea sin da subito due fattori fondamentali. Il primo riguarda l’importanza assoluta di Shavon Shields, ago della bilancia per diverse situazioni sugli esterni, dal ruolo di guardia a quello di ala piccola, mentre il secondo si chiama Kevin Punter. Se il nativo del Bronx proseguirà la crescita vista a Belgrado il tempo volgerà al meglio sul Forum, altrimenti sarà più dura. Di certo verrà portato in post da tanti avversari. Roll è chiamato ad una miglior integrazione nel sistema tecnico rispetto allo scorso anno, mentre Moraschini dovrà far tesoro di quanto vissuto alla prima stagione. Attenzione perché il giocatore apprende, lavora e migliora, pur non essendo più giovane.

2 – Sempre nel reparto guardie, manca totalmente un difensore vero, o meglio manca proprio un difensore. Tenendo conto che si affrontano, soprattutto come playmaker, più della metà dei TOP 20 della lega, questa potrebbe essere una mancanza strutturale non da poco. Ecco perché ci saremmo attesi, più di un Kevin Punter, un profilo più atletico, prestante ed efficacemente in grado di imporre quella stazza (un Brandon Paul, come idea). Ed allora si torna a Shields ed a Moraschini, che potrebbero diventare armi fondamentali, giocandosela sui vari Catathes, Shved, Sloukas, Wilbekin, James etc alla maniera di un Jeffery Taylor. Solo che su alcuni può pagare, su altri è durissima…

3 – Età ed atletismo? Quello dell’età è un finto problema se la gestione sarà in linea con rotazioni tipo NBA che nessuno dovrebbe conoscere bene come Ettore Messina. Limitato condizionamento dall’andamento della gara e tabelle di impiego da rispettare. Se ne perde qualcuna così, ma si cresce, e si vince sul lungo termine. Senza poi pensare alla LBA, in cui fino ad aprile inoltrato dovranno superare abbondantemente i 20′ di impiego i vari Moretti, Moraschini, Biligha, Cinciarini e Brooks. L’atletismo? La situazione è migliorata, sebbene non ancora ottimale e va pareggiata con quel QI cestistico che è il punto focale di tutto il roster.

4 – QI cestistico (e non solo…): Milano ha il valore più alto di tutta l’Eurolega. Hines, Datome, Rodriguez ed anche Micov sono lussi assoluti e pochi altri atleti conoscono ed interpretano il gioco come loro sanno fare. La pallacanestro di Ettore Messina richiede intelligenza e capacità di lettura delle situazioni. Se sai fare quello al meglio, la macchina diventa perfetta ed esempi passati come la sua straordinaria Kinder Bologna, una delle 5 migliori squadre di Eurolega di sempre, ne sono dimostrazione lampante. Ecco che allora proprio questa caratteristica di grande interpretazione del gioco diventa un vantaggio immenso e può compensare ogni tipo di problema che derivi da un atletismo non di livello.

5 – Il post basso e l’importanza del ruolo nel sistema di Messina. Nessuno dei due centri è un giocatore di post basso. Tarczewski non ha movimenti, sebbene alla sua età ci si possa attendere miglioramenti, mentre Hines ha sempre agito come giocatore in grado di sfruttare, in modo eccelso, altre caratteristiche. Brooks non è decisamente a suo agio in quella posizione, mentre Zach LeDay ha tante caratteristiche importanti tra le quali però non si annovera certo quella di piazzare il sedere addosso al difensore ed attaccare. L’ultimo arrivato a Milano è decisamente più efficace nel correre il campo e nel saper rollare di grande dinamicità. Quindi? Fondamentale che questa lacuna dei lunghi venga coperta da altri giocatori, segnatamente Gigi Datome, uno dei pochi in Europa che si sa girare anche sulla spalla “debole” per tirare dal post, Vlado Micov, uno che ama giocarci, forse andandoci in palleggio più che ricevendo, e Shavon Shields, tipologia di atleta che copre tutto l’arco offensivo con efficacia. Ed allora una debolezza può diventare una forza in base ad un essere camaleontici che è necessità assoluta in questa lega.

Proseguiremo nei prossimi giorni la nostra analisi con situazioni più dettagliate riguardanti ogni punto proposto.

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