Andrey Vatutin, Cska, conferma la riduzione di budget e parla di salari e trasparenza

Lunga intervista rilasciata ad Iztvestia da parte del presidente del Cska Andrey Vatutin.

Il budget, il mercato, gli sponsor, i giocatori e la recente, antipatica polemica della presidenza georgiana su Shengelia tra gli argomenti trattati in una conversazione che non mancherà di far discutere.

In riferimento al budget per la nuova stagione…

«Stiamo facendo sforzi durissimi in questa situazione di crisi. Sono arrivati giocatori con ingaggi importanti, ma se ne sono andati alcuni assai costosi come Hines, Vorontsevich, Koufos e Baker. Il totale dei salari non è aumentato ed è importante poiché il budget sarà inferiore allo scorso anno. Il nostro socio di riferimento è in una situazione difficile e limiterà il suo apporto al club. La riduzione complessiva sarà del 30%».

Sul doloroso addio di Aeroflot…

«Non possiamo che ringraziarli per quanto fatto e speriamo tornino nei prossimi anni. Di certo non sarà la prossima stagione. Ciò ci costringerà ad utilizzare maggiormente voli di linea».

Sulle polemiche in seguito alla firma di Shengelia…

«Non ho dato inizialmente peso ai social network, dove gli attacchi sono comuni, ma poi, quando è intervenuta la presidenza del paese mettendo in dubbio la libertà di scegliere dove lavorare, sono rimasto sorpreso. Noi pensiamo al basket, a divertire il pubblico, a vincere. Stiamo ben lontani dalla politica ed inoltre non credo nessuno possa quantificare il patriottismo di Shengelia. Credo che la Georgia debba essere orgogliosa di lui, che peraltro non è il primo giocatore di quel paese che tesseriamo».

Sul passaggio di Hines a Milano…

«Ci ha sorpreso ed è stato doloroso. Nel pieno del mercato ci ha cambiato i piani. Ma non possiamo minimamente polemizzare poiché Hines ha dato tantissimo al Cska, in campo come fuori. In un momento in cui era impossibile incontrare tutti ha comunque contattato ogni persona, spiegando la sua scelta, senza evitare il confronto. Lui è stato importantissimo per noi, ma si va avanti perchè nessuno resta in un club per sempre. Sono certo che costruiremo un nuovo ciclo di successo».

Sulla rinuncia ad Andrey Vorontsevich…

«Lo abbiamo deciso noi ed è stata una delle scelte più difficili di sempre per me. Sarebbe stato bello garantirgli quanto voleva e meritava, facendogli chiudere la carriera qui dopo 14 anni, ma non potevamo farlo. Non è ancora tempo per essere un simbolo tipo Reyes al Real, vuole competere ancora».

Sulle possibili rinegoziazioni dei contratti in essere…

«Un accordo globale non è stato trovato. Alcuni contratti risalgono a situazioni pianificate prima della pandemia e questo impatta enormemente sul budget».

Sul valore degli stipendi dei giocatori…

«Non dipendono da reali fattori economici, ma da quanto ambiziosa è la proprietà di un club. E’ cambiato poco o niente con la pandemia».

Sul futuro e quello che seguirà la pandemia…

«Ci vorrebbe un salary-cap, ma come si fa se siamo 11 paesi diversi con fiscalità differenti? Serve una soluzione, senza copiare soltanto la NBA, ma bisogna stare attenti, perchè regole restrittive potrebbero allontanare tifosi e giocatori. Noi siamo gli unici a rendere pubblico il proprio budget e non utilizziamo soluzioni oscure come diritti di immagine o pagamenti agli agenti e nemmeno abbiamo arretrati. Non va dimenticato che in Russia abbiamo un tenore di vita più basso rispetto ad altri paesi in Europa. Abbiamo aumentato gli investimenti, sebbene coi diritti televisivi più bassi d’Europa. Non sempre basta il budget per vincere, serve altro. Abbiamo presentato per il futuro un pacchetto di proposte che spaziano dal Fair Play, al calendario, passando per contratti tv e marketing. Il tutto basato su una maggiore libertà nella gestione degli sponsor nelle gare casalinghe. Sono tutte proposte nell’ottica di pianificare al meglio il budget».

Sulla presenza del pubblico…

«Speriamo di iniziare con il 50% del pubblico presente, sempre alla Megasport Arena».

Sull’eterna disputa tra Euroleague e FIBA…

«La Champions League non è una rivale e credo ci vorranno anni prima di valutarne il progetto. Credo che la FIBA attenda lungo il fiume il cadavere di EuroLeague, senza muoversi. Dovrebbe mostrare più aggressività ed azione perchè EL lavora da 20 anni anche senza introiti significativi, ben lontani dal calcio».

IL COMMENTO

Decisamente logica la questione dei salari. I 4 giocatori in partenza avevano un peso notevolissimo ed i due nuovi, Milutinov e Shengelia, hanno un costo totale che ci risulta inferiore. Importante l’accenno al fatto che alcuni accordi siano stati pianificati precedentemente all’esplosione del COVID. E’ probabile che non si sarebbe negoziato sulle stesse basi se la cosa fosse avvenuta in seguito. Possiamo confermare che soprattutto Milutinov sia stata operazione di febbraio anche per anticipare la concorrenza di almeno altri due club di Eurolega.

Assolutamente da non sottovalutare l’impatto che può avere il disimpegno di Aeroflot. Mosca non è Milano, Madrid, Monaco o Barcellona che hanno diverse trasferte molto agevoli. Mediamente ogni viaggio del Cska comporta lunghi, se non lunghissimi voli aerei. Non avere a disposizione il proprio charter cambia le cose non di poco a livello di comfort e relativa possibilità di riposare degli atleti.

Riguardo alle polemiche della presidenza georgiana su Shengelia preferiamo sorvolare una volta di più. Stiamo col giocatore e con Vatutin, senza se e senza ma.

Gli addii di Hines e Vorontsevich portano con sé un carico non indifferente, sebbene assai diversi come spiegato dal presidente. La rinuncia al nuovo giocatore di Milano diventa quasi una scelta logica dopo che hai l’accordo con Milutinov, ancor di più in piena pandemia. Probabile non si sia fatto più di tanto per cercare di trattenerlo. Vorontsevich rientra nel discorso di tagli, vista l’importanza del contratto ed un utilizzo che nelle ultime due stagioni non ha superato le 39 gare totali, rispettivamente a 10’03” e 13’35” in campo.

Le ridiscussioni dei contratti in essere? Vale per quasi tutti i club più grandi e Vatutin dice una cosa fondamentale: il valore di quegli stipendi non dipende da fattori economici reali ma dalla sola ambizione delle proprietà. Ricordiamo, a tal proposito, una completa analisi del sistema economico di EL da parte del sito palco23.com, specializzato nel settore, che individuò in ca 400K il valore del contratto massimo che un club della competizione si sarebbe potuto permettere se si fosse trattato di essere realmente autosostenibili. E’ mecenatismo quello attuale, non vi sono dubbi, ed il lavoro del board di EL deve andare nella direzione di ridurlo drasticamente se si vuole assicurare un futuro certo e brillante. Importante anche quanto detto dal presidente russo quando avverte che oggi, regole troppo restrittive potrebbero allontanare tifosi e giocatori. Chi accetterebbe, tra queste due componenti, uno stipendio massimo di 3-400K nel nome dell’autostenibilità e del futuro radioso? Nessuno, a partire da chi si riempie la bocca con il bene comune e magari accusa gli esborsi delle grandi squadre.

Sul rendere pubblico il budget delle squadre, con noi Vatutin sfonda una porta aperta. Deve essere così e deve esserlo nel più breve tempo possibile, anche perchè farebbe capire meglio a tutte le parti in causa, tifosi compresi, il valore della diversa imposizione fiscale. Se poi vi è abuso di diritti di immagine, che lo si renda noto a tutti in modo che chiunque possa farsi un’idea di come si svolgono le cose. Sui compensi agli agenti non ci permettiamo di valutare nulla: il presidente sa cosa ha detto, noi non possiamo commentare una cosa che non conosciamo.

Le proposte su marketing e tutto il resto, compresi i diritti televisivi, sono sempre bene accette e sono tema che deve essere costantemente discusso.

Infine la Champions League e la FIBA… Anche qua siamo in pieno accordo col massimo dirigente russo: nessuna concorrenza oggi, troppe differenze. E quando queste differenze vengono sottolineate proprio dalla CL, vai a scoprire che ingaggiano le squadre per partecipare ai loro tornei in barba a quel merito sportivo tanto osannato.

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