Cska o Barcellona: qual è la più forte?

alberto marzagalia

Sono senza dubbio le regine del mercato 2020, anche perché partivano da da una struttura di squadra già testata e competitiva ai massimi livelli di Turkish Airlines Euroleague.

Cska e Barcellona, Barcellona e Cska: non si parla d’altro ed è giusto che sia così. Shengelia, Milutinov, Calathes e Jasikevicius spostano gli equilibri in maniera pazzesca e vi è certezza che non sia finita, né in Russia, né in Spagna.

Solo pensando ai quintetti vengono i brividi, di piacere ovviamente.

Mike James, Darrun Hilliard, Will Clyburn, Toko Shengelia e Nikola Milutinov per i russi.

Nick Calathes, Cory Higgins, Adam Hanga, Nikola Mirotic e Brandon Davies per i catalani.

Gli altri? Mamma mia!

Dimitris Itoudis può contare su Daniel Hackett, Janis Strelnieks, Howard Sant-Roos, Nikita Kurbanov, Semen Antonov, Joel Bolomboy e Johannes Voigtmann. Senza contare i vari Ivan Ukhov, Alexander Khomenko ed Andrei Lopatin.

Sarunas Jasikevicius si gode Thomas Heurtel, Leandro Bolmaro, Kyle Kuric, Alex Abrines, Victor Claver e Pierre Oriola, anche in questo caso senza sottolineare Artem Pustovyi e Roland Smith, tra l’altro possibili partenti.

Perchè non è finita?

Il Cska sta lavorando all’inserimento di un profilo importante nel “backcourt” ed il nome di Luca Vildoza è il più gettonato. Si deve trattare un altro “buyout” decisamente elevato con il Baskonia, può essere che la cosa venga posticipata alla prossima estate, come ci ha suggerito una nostra fonte, ma un tentativo attuale resta in corso. La situazione di Strelnieks va tenuta comunque sotto osservazione.

Il Barça deve inserire un centro, dopo l’addio di Tomic. Pau Gasol, ormai ne parliamo da giorni, è molto più di una suggestione ed il dialogo si intensifica quotidianamente. Ma potrebbe non essere solo quella del campionissimo spagnolo l’aggiunta nel ruolo. Jan Vesely è pista difficile, c’è di mezzo un Fenerbahce che lo ha sotto contratto e che si è fatto molto battagliero in questi ultimi giorni. Jasikevicius sta lavorando e non escludiamo altre sorprese in ruoli differenti.

Quindi, chi è più forte?

Gioco estivo, ovviamente, ma non saremmo stupiti, anzi, se vedessimo queste due giocare una domenica di fine maggio 2021 per contendersi il massimo trofeo mondiale al di fuori della NBA.

Coach? Diamo un vantaggio, per oggi chiaro, ad Itoudis. Storia, trofei, esperienza. Ma quello più vicino agli dèi del pino è il suo rivale in questo caso.

Backcourt? Più incisivo ed atletico quello di Mosca, più tecnico e fantasioso quello di Barcellona. Sant-Roos da una parte ed Hanga dall’altra sono variabili splendide, utilizzabili in tre ruoli esterni ed efficaci sui due lati del campo. Vediamo come si muovono ora i russi, potrebbe cambiare l’equilibrio.

Ruoli 3-4? Clyburn-Shengelia sembrano avere un pizzico, ma proprio solo un pizzico di più di Hanga-Mirotic, ma i tanti campioni che possono essere ricompresi nel ruolo, anche in quintetti atipici, sono in grado di mutare il giudizio in un amen. Ma restiamo con Clyburn-Shengelia, finché il campo non ci smentirà.

Centro? Oggi senza dubbio Milutinov, anche se in un duello diretto Davies è il classico profilo che può portare il serbo fuori dall’abituale territorio di caccia. La fiducia poi che abbiamo in Bolomboy è quasi pari a quella totale che vi ripone Itoudis. In attesa di capire chi arriva in Catalunya per completare il ruolo.

Le panchine? Hackett, che non è nemmeno certo parta dal pino, è il top. Lo ha dimostrato, crescendo esponenzialmente. Kurbanov, che con Daniel forma la coppia di migliori difensori di EL, è il campione più sottovalutato del continente, mentre San-Roos e Voigtmann sono certezze assolute. Heurtel come cambio del play è una goduria, così come due scienziati del gioco quali Oriola e Claver. Kuric, “the next Jaycee” non ha eguali, Abrines magari torna quello vero. Dai, quindi duello pari.

La grande sfida tecnica ed organizzativa dei Coach verterà su due temi fondamentali.

Per Itoudis la capacità, unica, di saper cambiare una volta di più un sistema nell’adattarlo alla perfezione alle caratteristiche dei nuovi. Da squadra assai perimetrale ad una con una dimensione interna notevole e con un post basso di prestigio assoluto. Camaleontico, come dice lui.

Per Jasi si tratterà di allenare delle star riproponendo un gioco rapido ad altissima intensità come quello del suo Zalgiris.

Le due note tecniche più intriganti saranno proprio il post basso di Milutinov e Shengelia a Mosca, così come la possibilità di rivedere la famosa pressione a tutto campo di Saras che tanto male ha fatto a tutti gli avversari negli ultimi anni.

Ed allora, siccome le brutte figure sono patrimonio di chi prova ad esporsi nonchè quelle altrui la forza di chi non dice mai nulla se non a giochi fatti, lo affermiamo con una certa chiarezza: oggi ci pare meglio il Cska, nell’attesa di quegli ultimi movimenti che possono cambiare la situazione attuale.

Le altre? Real ed Efes sono dietro. Non di molto, ma sono dietro. Il Maccabi un piccolo gradino più in basso. Ulteriori sfidanti? Se ne parla a roster completati.

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