Sta nascendo la più grande stagione di sempre in Eurolega?

I dubbi erano, e sono, più che leciti. L’eredità di un nemico sconosciuto palesatosi sotto forma di pandemia è pesante ed avrà conseguenze terribili, soprattutto a livello e economico, e di conseguenza sociale, per diversi anni.

Lo sport si è sentito subito trascinato in un abisso le cui profondità erano inesplorate ed è stato settore su cui si è discusso moltissimo a partire dai primi giorni della grande emergenza. Le sospensioni dei tornei vari hanno contribuito ad aumentare il senso di urgenza e di profondo disagio nella gente, a cui sono state tolta passione, svago e divertimento. Ciò che ne è derivato, giustamente, è l’ulteriore presa di coscienza di qualcosa di terribile che si è unito alle notizie drammatiche dal campo sanitario.

Un periodo nero che pareva non finire più, che ancora oggi si accompagna a tanti dubbi sul futuro, mitigato, di recente, dal miglioramento delle condizioni generali di vita che sono andate di pari passo con la ripresa di alcuni tornei che non hanno voluto arrendersi impegnandosi a completare le stagioni. In modo tanto particolare, nessuno lo può negare, quanto meritevole. Ed allora un grande elogio va a chi, come ad esempio la Liga Endesa ACB, ha fortemente voluto giocare e ci ha regalato un torneo finale atipico ma spettacolare, nella forma come nella sostanza. Chapeau!

Ma ora è tempo di pensare alla stagione 2020/21, quella del ritorno alla normalità, nei limiti del possibile e con tutte le speranze del mondo.

A che punto è l’Eurolega che tanto a cuore ci sta?

Torniamo ai dubbi, perché ce ne sono tantissimi su come si tornerà in campo, ma proviamo a fare un esercizio di ottimismo e, pur considerando che una parte delle gare si giocherà nella tristissima cornice della mancanza di tifosi, abbozziamo una valutazione previsionale di quel che accadrà.

«Sarà la stagione migliore di sempre». Parole e musica di diversi protagonisti, a volte sincere, a volte per puro interesse personale e scarsa considerazione del proprio ruolo sociale. I giocatori hanno tempo di lavorare su tanti acciacchi fisici come non hanno mai potuto fare prima, gli allenatori si godranno un training camp di circa 8 settimane, quadro idilliaco per chi lavora sul pino. Le condizioni tecniche ci sono.

Ed il “dio denaro”? Tagli di budget, sponsor in fuga, costi fissi da ridurre: il futuro pareva non essere mai stato così incerto, poi… è arrivato il mercato.

Già di suo fiera di sogni ed illusioni per ogni tifoso, è doveroso sottolineare come, mai come quest’anno, stia producendo una mole di lavoro di qualità assoluta da parte di quasi tutti i club. E proprio quel prodotto finale pare poter essere il migliore di sempre, nonostante tutti i potenziali disastri elencati.

I dominatori della stagione sospesa, gli uomini agli ordini di Ergin Ataman, stanno per essere praticante tutti confermati: vogliamo dubitare ancora dell’EFES, che ha giocato la miglior pallacanestro d’Europa per mesi, vincendo alla grande su tutti i campi più difficili?

Il BARCELLONA ha puntato su Sarunas Jasikevicius per il definitivo viaggio verso l’Olimpo e le mosse che hanno in canna i catalani paiono di primissimo piano, tali da poter migliorare un roseto già pazzesco. Un finale di carriera in “blaugrana” di Pau Gasol sarebbe straordinario per tutti.

Il REAL, bocciato senza possibilità di esami di riparazione in Liga ACB, si interroga sul futuro di Facundo Campazzo, pronto a coprirsi con un big dagli USA se Sloukas restasse un sogno. Intanto però si muove su Anet Zizic ed Alberto Abalde, due profili notevolissimi, nonché perfetti per la pallacanestro di Laso. Siamo sempre al top, possibilmente meglio.

Il CSKA ha posto l’asticella molto in alto per tutti. Rinnovo di Mike James, straordinario in stagione, oltre ad un immenso Daniel Hackett, cui si è aggiunto quello di Darrun Hilliard. Rientro di Will Clyburn, MVP di Vitoria, non uno a caso, firma ufficiale di Nikola Milutinov e quella di Toko Shengelia in arrivo. Prove di “dream team” e ruolo da favorito che difficilmente qualcuno gli toglierà. Se poi arrivasse anche Luca Vildoza…

Il MACCABI è silente, colpito al cuore dal Real che gli ha soffiato Zizic ma pronto a calare gli assi Nikola Kalinic e TJ Leaf, oltre ad un centro che dovrà sostituire Tarik Black e che, come spesso accade da questa parti, sarà pesca statunitense di livello, in un filo diretto che non si interromperà mai. Una guardia da aggiungere alle rotazioni completerebbe un roster spettacolare che ha già fatto faville quest’anno. E poi non si può che riconfermare la fiducia totale alla «migliore organizzazione difensiva di Eurolega», come l’ha definita Rick Pitino.

Le nuove sfidanti?

L’OLIMPIA MILANO ha fatto un mercato sontuoso, che verrà completato in questi giorni con l’arrivo di un “4” (Zach LeDay) e l’uffcicilaizzazione di Shavon Shields, come se non bastassero Kyle Hines, Davide Moretti, Gigi Datome, Malcolm Delaney e Kevin Punter. Milano c’è e vuole essere la prima vera squadra di Messina, uno che quando ha potuto lavorare bene in questo torneo, difficilmente non è arrivato in fondo. Qualcosina, rispetto alle prime 5, forse manca ancora, ma questa è una signora squadra, con un IQ cestistico senza precedenti e costruita per vincere subito. Vincere, che in Eurolega vuol dire fare le F4 od un Playoff di livello, non necessariamente portare a casa argenteria.

L’OLYMPIACOS è rinato, dopo che i problemi della proprietà si sono risolti. Bartzokas sa come si fa e le mosse sul mercato parlano di progetto di grande solidità. Certo, Sloukas sì o Sloukas no farà la differenza, ma pare proprio la squadra del coach, uno che questo trofeo, proprio al Pireo, l’ha già sollevato.

VALENCIA si muove con grande attenzione, inserisce profili assai intriganti come quello di Klemen Prepelic e lavora a grandi nomi, ben conscia della propria posizione di forza dal punto di vista finanziario. Derrick Williams, secondo Chema De Lucas, è accordo fatto. Non da sottovalutare l’ok alla partenza dei lavori di costruzione della nuova, splendida arena.

Il FENERBAHCE, dato praticamente per morto da tutti negli ultimi mesi, ancor più dopo l’addio di Obradovic, riparte da Maurizio Gherardini che non si perde in chiacchiere e porta sul Bosforo Igor Kokoskov, grandissimo allenatore a cui viene affidata la responsabilità di un nuovo progetto. E proprio quel nuovo progetto potrebbe ricomprendere un paio dei “big” che erano dati in partenza sicura. Non sarà probabilmente il Fener abbonato quasi di diritto alle Final 4, ma la competitività è obiettivo reale.

Il KHIMKI rinnova Shved e Booker, asse play-pivot importantissima, ed è sul mercato per diverse mosse assai interessanti. Anche qui la situazione finanziaria pare assai solida.

Lo ZENIT SAN PIETROBURGO sembra essere la nuova invitata al tavolo delle grandi. Pangos ufficiale, Gudaitis, KC Rivers e Poythress (attenzione a questo giocatore) ad un passo, interesse per Deshaun Thomas e Luke Sikma, un allenatore ottimo come Xavi Pascual. Gli ingredienti i sono tutti e la sponsorizzazione Gazprom è certezza.

Il BASKONIA fresco Campione di Spagna è storicamente competitivo a livello di Playoff e la continuità data dalla conferma di Dusko Ivanovic ne sarà garanzia. Certo, perdere Shengelia non è poco, ma da queste parti ci si muove con grande competenza da tempo e ci aspettiamo lo stesso anche per questa stagione. Ovviamente decisivo quanto accadrà riguardo Luca Vildoza e Patricio Garino.

Interessante come si muoverà l’italianissimo BAYERN, con Andrea Trinchieri in panchina affiancato da Adriano Vertemati come vice, sotto la guida di Daniele Baiesi in qualità di GM. Il nodo Monroe su tutti, ma come ha detto lo stesso Baiesi c’è una chimica di campo da ricostruire. Sicuramente la presenza di Trinchieri vorrà dire pallacanestro di grandissima qualità.

La STELLA ROSSA, un po’ come il Bayern, riparte da un’importante guida in panchina con Sasa Obradovic. Roster ancora da completare e molto lavoro da fare.

L’ASVEL di Tony Parker, che ha promosso il fratello TJ in panchina, è chiamato ad un passo ulteriore verso il livello di competitività. Diverse mosse già in cantiere, altre da completare nel breve, ma un progetto solido che saprà fare tesoro dell’esperienza maturata nel primo anno di licenza biennale, che potrebbe diventare pluriennale prima del previsto.

PANATHINAIKOS ed ALBA BERLINO sono tutte da verificare, se è vero che sinora vi sono state solo uscite importanti che non si può considerare bilanciate dagli arrivi, rispettivamente, di Nemanja Nedovic e Simone Fontecchio. Il mese di luglio dovrà necessariamente essere il loro mese per capire dove ci si vorrà situare nella geografia del torneo.

Così come è situazione che pare non facilissima quella dello ZALGIRIS. La perdita di Jasikevicius è pesante, così come quella che si prospetta di Zach LeDay e, probabilmente, di altri nomi importanti. Per un club che ha sempre fatto del botteghino (Zalgiris Arena eternamente “sold out”) una sua forza, è comprensibile che le difficoltà siano notevoli, soprattutto se sei uno dei pochi club che si sostiene realmente con le proprie forze.

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