Da Jasikevicius a Petrucci, in difesa del gioco, di chi lo ama e lo diffonde

Il presidente della federazione italiana Gianni Petrucci ha recentemente confermato di non essere interessato ad interagire in alcun modo con siti e blog di pallacanestro, sottolineando come ciò che conti per lui siano soltanto carta stampata e televisioni nazionali.

Nulla di nuovo, lo sapevamo già, è semplicemente una delle tante situazioni in cui ci troviamo in totale disaccordo con chi gestisce la pallacanestro in Italia dal 2013, durante il periodo più buio del gioco, e già lo fece dal 1992 al 1999, decisamente in una situazione di maggior efficacia a tutti i livelli, figlia di un ventennio precedente semplicemente trionfale.

La scorsa settimana, in Spagna, più precisamente in Catalunya, il Mundo Deportivo, quotidiano di Barcellona, ha dedicato ben 4 pagine alla firma di Sarunas Jasikevicius come nuovo allenatore dei blaugrana. Senza contare il grande interesse scatenatosi intorno a questo movimento di mercato, che ha generato decine e decine di articoli su tutta la stampa spagnola, tra quotidiani, televisioni, siti e blog senza alcuna distinzione.

Ed allora veniamo al punto, quello fondamentale: chi tiene vivo questo gioco nello stivale ormai da anni? Chi lo rende visibile e fruibile 24/7 anche in presenza di un prodotto il cui decadimento è totalmente ascrivibile a vertici la cui politica è discutibilissima?

Sì, caro presidente, i siti, i blog ed una marea di persone, tanti giovani e molti anche meno giovani, che vi dedicano ore ed ore, passione completa ed interesse costante attraverso sacrifici quasi sempre non remunerati. Quando invece un compenso c’è, siamo molto vicini alla fame…

E’ chiaro che, a parte per alcuni, non può essere un lavoro “vero”, laddove si intenda qualcosa in grado di darti da vivere e mangiare, tuttavia è proprio quella passione incondizionata quella che spinge a continuare ad impegnarsi con serietà ed applicazione, nel nome di un gioco che non si vorrà mai abbandonare. Ed allora si continua, nonostante i ritorni, in termini economici, siano pari o vicini allo zero.

Ci sono siti e blog poco seri ed ancor meno preparati ? Verissimo, ma nulla di differente da quanto accade in ogni settore del lavoro e della vita. Perché forse non vi è impreparazione che deriva da disinteresse e scarsa serietà tra giornali e tv nazionali che parlano del basket in maniera approssimativa rasentando il ridicolo, come accaduto proprio di recente?

L’esempio citato del Mundo Deportivo è chiarissimo. Un giornale importante dà spazio ad una notizia importante che riguarda il torneo più importante d’Europa, ovvero l’Eurolega, nonché il campionato domestico migliore del vecchio continente. 4 pagine ed una costante copertura quotidiana che ha preceduto e che segue l’evento!!! Abbiamo per caso ricordi italiani di qualcosa di simile riguardo il basket? Non risulta, altresì, che vi sia questo ostracismo da parte dei vertici spagnoli nei confronti di siti e blog che diffondono il verbo del gioco quotidianamente. Si può convivere e lo si può fare correttamente quando vi è la possibilità di distinguere tra chi svolge un lavoro seriamente e chi invece non lo fa. A qualunque livello.

Giornali e tv nazionali non sono importanti, sono importantissimi. Ma quando il maggior quotidiano sportivo nazionale, nel nostro caso, si limita a scrivere ad esempio di Eurolega solo il giorno della gara e quello seguente, di cosa stiamo esattamente parlando?

Il web è il futuro, ma soprattutto è il presente e chi non lo vuole ammettere sta semplicemente nascondendo la testa sotto la sabbia, per incompetenza od interesse che diventa disinteresse.

Chi riporta costantemente notizie di mercato, tabellini, analisi e qualsiasi cosa riguardi questo gioco nel nostro paese? Sì, presidente, solo siti e blog, quelli che lei vuol chiudere in un angolo. Perché? Lo immaginiamo, ma non è il punto focale di questa analisi.

Avete mai provato a contattare, come sito o blog, l’ufficio stampa della Liga ACB? Esperienza assai istruttiva, materiale unico a disposizione, gentilezza e competenza, collaborazione totale nel nome dello sviluppo del gioco. E lo stesso avviene con tanti club, a partire da quelli importantissimi di Eurolega. Ora, fate lo stesso in Italia e poi verificate le differenze. E non è necessario essere un organo di stampa nazionale, ma solo mostrare interesse ed amore verso il gioco nonché un’organizzazione seria ed una qualità di prodotto che è la base di tutto.

L’ulteriore dimostrazione palese di quanto sia fuori luogo e fuori tempo la posizione del presidente Petrucci deriva dall’ampia disponibilità dei grandi protagonisti nei confronti di questo “terribili” siti e blog. Loro sono il gioco e sanno distinguere molto bene tra chi svolge un lavoro con serietà e chi fa il contrario.

“Last but not least” è opportuno ricordare che in occasione di recenti Final 4 di Eurolega, a livello di stampa italiana, i presenti erano proprio solo e soltanto siti e blog, quasi tutti rigorosamente a proprie spese, nel nome della passione e della divulgazione del gioco. I grandi giornali, le grandi televisioni, erano a casa, con pochissime eccezioni, seduti davanti alla televisione oppure impegnati a pubblicare un video delle ormai tristemente celeberrime “wags” dei calciatori…

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